CL e le elezioni
La macchina organizzativa di Comunione e Liberazione è tornata ai vecchi splendori, a quando l’associazione esprimeva un candidato e su quello si concentrava tutto il consenso elettorale dei “fedeli”, in modo compatto, riuscendo a vincere senza difficoltà la partita. Don Giussani, religioso e filosofo illuminato, è stato guida per generazioni nel proporre un “senso religioso” capace di essere a disposizione di tutti, per vivere l’esperienza della fede nel modo più autentico possibile. Altra cosa, però, è utilizzare questo principio come militanza o gestione del potere, ambito che il diritto canonico esplicitamente vieta ai chierici. È proprio su questo punto che nasce il mio disappunto: qui vengono meno quegli equilibri di democrazia e pluralità che dovrebbero caratterizzare una società civile. Altrimenti ci si ritrova nella stessa identica posizione ideologica di una parte della sinistra, che utilizza il mondo delle cooperative per accentrare consenso e alimentare meccanismi autoreferenziali, tra “amici degli amici”. Il rischio, in entrambe queste grandi fazioni, è che una terza fascia — forse la più numerosa — resti tagliata fuori, schiacciata da interessi contrapposti che nulla hanno a che vedere con il bene comune. Questa non è la politica che voglio, né quella che vorrei per Lecco.
Adelina Colombo





















