Giovani brianzoli aggrediti sul treno nel '18: l'imputato riconosciuto in un videoclip

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Una gita al lago, tra amici. Una giornata all'insegna della spensieratezza che si era però chiusa nel peggiore dei modi. La comitiva di giovanissimi, quasi tutti residenti a Monza e dintorni, era stata infatti vittima di un'aggressione fisica – con insulti e minacce – mentre a bordo del treno (linea via Carnate) stava facendo ritorno dal territorio lecchese alla città brianzola.
Un episodio risalente all'ormai lontano 2018 ripercorso ieri pomeriggio in Aula da una (se non la principale) delle parti offese, nell'ambito del procedimento penale che vede A.G., classe 1999 e origini marocchine - detenuto in carcere per altra causa – chiamato a rispondere dell'accusa di rapina in concorso.
Il dibattimento in verità, aveva già preso il via, ma l'allora giudice in ruolo monocratico Gianluca Piantadosi – stante le circostanze emerse nel corso dell'istruttoria – aveva restituito gli atti alla Procura, per la formulazione di un nuovo campo d'imputazione. Il processo è ripreso nel medesimo Tribunale, ma dinnanzi al collegio giudicante ieri presieduto da Bianca Maria Bianchi, con a latere i colleghi Giulia Barazzetta e Gian Maria Marletti.
Proprio in virtù di questo precedente il pubblico ministero Mario Quaglia ha proposto l'acquisizione delle sit raccolte dalle forze dell'ordine e delle deposizioni già rese in Aula, da alcuni dei ragazzi che finirono sotto scacco del gruppo di stranieri. Prima del parere favorevole espresso dall'avvocato Stefano Gevi, difensore dell'imputato, è stato però escusso il giovane residente a Monza che quel pomeriggio di otto anni fa, rimediò un pugno in faccia.
''Una volta saliti sul treno eravamo stati avvicinati da un soggetto che aveva tentato di sfilare il portafoglio dallo zaino di un nostro amico. In quel momento era solo, ma pochi istanti più tardi sono arrivati i rinforzi: saranno stati almeno sette o otto. A quel punto, abbiamo deciso di andare a sederci per evitare che la situazione degenerasse'' ha raccontato il giovane.
Peccato che il gruppo di rivali fosse tornato alla carica. ''Hanno iniziato a piovere insulti e minacce. Mi è stato fatto volare il cappello che portavo in testa, sfilata la sigaretta che avevo all'orecchio, infine mi è stato scagliato un pugno in pieno volto'' ha raccontato la vittima, senza nascondere lo choc provato in quegli istanti. ''Poco più tardi, quando il gruppo era già sceso a Calolziocorte, e guardandoci dalla banchina verso i finestrini ci sbeffeggiava, mi sono accorto che dal mio zaino era sparito il telefono cellulare''.
Ma come si è arrivati all'imputato? A riconoscerlo è stata la vittima stessa...una volta visionato su Youtube il video di un brano di Baby Gang, grazie all'indicazione di un altro passeggero del treno a bordo del quale si era consumata l'aggressione.
''A quanto ci aveva riferito, tutto quel gruppo aveva preso parte alle riprese'' ha aggiunto la vittima, recatasi poi sia in pronto soccorso per farsi refertare, che dalle forze dell'ordine per segnalare il grave episodio, riconoscendo in uno dei protagonisti del videoclip, il soggetto che lo aveva aggredito, sottraendogli (forse) il cellulare.
Conclusa la deposizione del teste, il procedimento è stato aggiornato al prossimo 1 ottobre per l'esame dell'imputato (con alle spalle precedenti per fatti analoghi ndr) e il completamento dell'istruttoria.
G.C.
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