Barzio: con il COE uno sportello di 'sopporto' per i migranti. Il 13 l'incontro con Blessing
Accompagnare persone con background migratorio, in uscita dai sistemi di accoglienza formale, nella costruzione di percorsi personalizzati di autonomia abitativa, lavorativa e sociale, aiutandole ad affrontare alcune tra le principali difficoltà che spesso ostacolano o rallentano l'inclusione.
È questo l'obiettivo del progetto "Coltivare radici", messo a terra dal COE di Barzio con l'ambizione di promuovere nel lecchese - e in particolare in Valsassina, territorio che accoglie i CAS di Ballabio e Cremeno nonché dove lo stesso COE ha sede - un modello di presa in carico integrata, stabile e sostenibile, attraverso un forte coordinamento tra enti del Terzo Settore, istituzioni pubbliche e cittadinanza attiva.
Due, principalmente, le linee di intervento pensate (e già messe in atto negli ultimi mesi) dal Centro Orientamento Educativo, grazie a un partenariato che coinvolge una rete costruita nel tempo e che valorizza le competenze complementari nei settori dell'accoglienza, dell'inserimento lavorativo, della mediazione culturale, della formazione e del supporto abitativo: l'attivazione di uno sportello di ascolto e supporto, sia fisico che virtuale, con un operatore a disposizione per la rilevazione dei bisogni e, dove possibile, l'immediata assistenza (per esempio per la registrazione su portali della PA, la richiesta e/o compilazione di moduli e la spiegazione di norme locali o nazionali); l'organizzazione di incontri per il rafforzamento linguistico e l'affiancamento verso l'esame A2, la preparazione di un CV e il suo utilizzo, nonché la simulazione di colloqui e l'orientamento al lavoro.
Insomma, tutte pratiche - nelle quali rientrano anche quelle legate alla gestione dei permessi di soggiorno e dei conti bancari – che a volte risultano "macchinose" e un po' cervellotiche anche per chi ha l'italiano come propria lingua madre ed è nato e cresciuto nel nostro Paese.
Già positivi, in particolare, i riscontri ottenuti dallo sportello, che ora il Centro con i suoi volontari punta a trasformare in una realtà sempre più strutturata, solida, partecipata e riconosciuta: definito "uno spazio di ascolto, informazione e orientamento", è attivo presso la sede del COE in via Milano 4 a Barzio, il mercoledì dalle 18.00 alle 20.00 (su appuntamento) e il sabato dalle 9.00 alle 12.00 (questi i contatti di riferimento: 379.3654385 e progetto.inclusione@coeweb.org).
Lo sportello, che come detto è già operativo da qualche tempo, è stato concepito per offrire agli utenti un supporto amministrativo e digitale (per l'attivazione di strumenti come lo SPID e la CIE, la gestione della posta elettronica e dei servizi bancari, il rinnovo di tessera sanitaria e permesso di soggiorno, nonché il conseguimento della patente), ma anche per l'orientamento al lavoro, l'iscrizione a corsi professionali e la ricerca di un alloggio. Può inoltre garantire un "accompagnamento" sul territorio, aiutando a destreggiarsi tra servizi legali, sanitari ed economici, anche in coordinamento con la rete locale di mense, dormitori, trasporti, associazioni e in un'eventuale intermediazione con Questura, Prefettura, Ministeri e Consolati.
Il progetto è stato presentato in primis ai coordinatori dei CAS di Ballabio e Cremeno, che lo hanno accolto con interesse invitando poi i promotori a incontrare gli stessi migranti (con i loro mediatori linguistici). Ora l'obiettivo, come anticipato, è quello di trasformare lo sportello in un punto di riferimento sistematico per la comunità locale, incrementandone la visibilità e consolidando la fiducia dei fruitori.
"Coltivare radici", però, non si ferma ai suoi sviluppi più "pratici" e concreti. Al contrario, ambisce anche a offrire spunti di riflessione e dialogo, come quelli che sicuramente emergeranno dall'incontro in programma domani, sabato 13 giugno, a partire dalle 16.00: la stessa sede del COE ospiterà Anna Pozzi, giornalista e scrittrice, insieme a Blessing Okoedion, donna sopravvissuta alla tratta e presidente di "Weavers of Hope", che porteranno sguardi, esperienze e testimonianze per confrontarsi su cosa significhi costruire accoglienza, dignità e libertà. Un momento, insomma, per riflettere sui percorsi di autonomia e inclusione delle persone con background migratorio, tra ostacoli quotidiani, ricerca di casa e lavoro, relazioni con il territorio e possibilità di futuro, proprio i temi intorno ai quali ruota l'attività dello sportello, per rispondere con qualità e numeri crescenti alle sfide dell'integrazione.
È questo l'obiettivo del progetto "Coltivare radici", messo a terra dal COE di Barzio con l'ambizione di promuovere nel lecchese - e in particolare in Valsassina, territorio che accoglie i CAS di Ballabio e Cremeno nonché dove lo stesso COE ha sede - un modello di presa in carico integrata, stabile e sostenibile, attraverso un forte coordinamento tra enti del Terzo Settore, istituzioni pubbliche e cittadinanza attiva.
Due, principalmente, le linee di intervento pensate (e già messe in atto negli ultimi mesi) dal Centro Orientamento Educativo, grazie a un partenariato che coinvolge una rete costruita nel tempo e che valorizza le competenze complementari nei settori dell'accoglienza, dell'inserimento lavorativo, della mediazione culturale, della formazione e del supporto abitativo: l'attivazione di uno sportello di ascolto e supporto, sia fisico che virtuale, con un operatore a disposizione per la rilevazione dei bisogni e, dove possibile, l'immediata assistenza (per esempio per la registrazione su portali della PA, la richiesta e/o compilazione di moduli e la spiegazione di norme locali o nazionali); l'organizzazione di incontri per il rafforzamento linguistico e l'affiancamento verso l'esame A2, la preparazione di un CV e il suo utilizzo, nonché la simulazione di colloqui e l'orientamento al lavoro.
Insomma, tutte pratiche - nelle quali rientrano anche quelle legate alla gestione dei permessi di soggiorno e dei conti bancari – che a volte risultano "macchinose" e un po' cervellotiche anche per chi ha l'italiano come propria lingua madre ed è nato e cresciuto nel nostro Paese.
Già positivi, in particolare, i riscontri ottenuti dallo sportello, che ora il Centro con i suoi volontari punta a trasformare in una realtà sempre più strutturata, solida, partecipata e riconosciuta: definito "uno spazio di ascolto, informazione e orientamento", è attivo presso la sede del COE in via Milano 4 a Barzio, il mercoledì dalle 18.00 alle 20.00 (su appuntamento) e il sabato dalle 9.00 alle 12.00 (questi i contatti di riferimento: 379.3654385 e progetto.inclusione@coeweb.org).
Lo sportello, che come detto è già operativo da qualche tempo, è stato concepito per offrire agli utenti un supporto amministrativo e digitale (per l'attivazione di strumenti come lo SPID e la CIE, la gestione della posta elettronica e dei servizi bancari, il rinnovo di tessera sanitaria e permesso di soggiorno, nonché il conseguimento della patente), ma anche per l'orientamento al lavoro, l'iscrizione a corsi professionali e la ricerca di un alloggio. Può inoltre garantire un "accompagnamento" sul territorio, aiutando a destreggiarsi tra servizi legali, sanitari ed economici, anche in coordinamento con la rete locale di mense, dormitori, trasporti, associazioni e in un'eventuale intermediazione con Questura, Prefettura, Ministeri e Consolati.
Il progetto è stato presentato in primis ai coordinatori dei CAS di Ballabio e Cremeno, che lo hanno accolto con interesse invitando poi i promotori a incontrare gli stessi migranti (con i loro mediatori linguistici). Ora l'obiettivo, come anticipato, è quello di trasformare lo sportello in un punto di riferimento sistematico per la comunità locale, incrementandone la visibilità e consolidando la fiducia dei fruitori.





















