Lecco: 'un altro mo(n)do è possibile', il grido del Pride

Anche quest'anno la città si è tinta d'arcobaleno. Entrato ormai negli appuntamenti fissi del mese di giugno, al pari della Resegup - giusto per citare un altro evento di richiamo, capace di attirare centinaia di persone pronte a sostenere i 1.200 runners che da piazza Garibaldi si inerpicano fino al rifugio Azzoni per poi ridiscendere sul Lago - è stato riproposto quest'oggi il Lecco Pride, una ''carnevalata'' per i detrattori, un'efficace strumento per tornare a farsi sentire e a chiedere dunque il riconoscimento di diritti per chi, puntualmente, di volta in volta, vi prende parte. 
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E questo pomeriggio, nel capoluogo che giusto una manciata di giorni fa ha cambiato colore politico allineandosi a quello governativo, erano davvero in tanti. 

Un vero fiume di persone che, dal Politecnico si è messo festosamente in marcia, ritenendo “un altro mo(n)do possibile”. Questo il motto, infatti, del Lecco Pride 2026, in un periodo storico certamente non facile a livello globale.

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Continuare a lottare per una società più inclusiva e accogliente, la scelta di chi è sceso in strada, unendosi al serpentone certamente ingrossato dalla comunità LGBTQIA+ ma anche rappresentativo di tutte quelle realtà – associazioni, famiglie, amministrazioni locali  e singoli cittadini – che di fronte a ingiustizie e arretratezza culturale scelgono di non voltarsi dall'altra parte, schierandosi per chiedere di cambiare le cose, mentre il Paese sembra aver inserito la retromarcia su temi come le famiglie arcobaleno o l'identità di genere. 
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Tra slogan e testimonianze, anche da Lecco dunque quest'oggi  è stato nuovamente chiesto di appianare quelle ingiustizie che qualcuno invece vorrebbe ulteriormente acuire.

Fotoservizio di Stefano Cardini
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