Lions Club Val San Martino: Virginio Bonacina ancora presidente
Venerdì 26 giugno i soci del Lions Club Val San Martino si sono ritrovati per la tradizionale serata del passaggio delle consegne, uno di quei momenti che ogni anno segnano non solo un cambio di ruoli, ma anche l’inizio di un nuovo cammino condiviso.
Il 45° anno sociale si è aperto con una conferma importante: Virginio Bonacina continuerà a guidare il club anche per il secondo anno consecutivo. Una scelta che nasce dalla fiducia dei soci e dalla continuità di un lavoro costruito nel tempo, fatto di impegno e presenza costante sul territorio.
La serata è stata anche l’occasione per ribadire i valori che accompagnano da sempre il Lions Club: servizio alla comunità, impegno, attenzione concreta alle persone, valorizzazione delle differenze, lavoro di squadra, integrità e apertura alle nuove idee.

Nel suo intervento, il presidente ha detto: ''Stasera ci ritroviamo, come tradizione Lions vuole, per celebrare il passaggio delle cariche. Una serata che porta con sé un significato speciale: è il momento in cui una comunità si guarda indietro con gratitudine e si proietta in avanti con speranza. Quest’anno però c’è qualcosa di diverso: il martelletto resta nelle mie mani per un secondo anno. E vi confesso che questo mi emoziona e mi responsabilizza allo stesso tempo. Perché guidare un club come il nostro non è mai una cosa che si dà per scontata. È un privilegio che si rinnova ogni giorno grazie a voi. E allora, permettetemi di fare un passo indietro e guardare insieme quello che abbiamo costruito in questo primo anno''.
Da lì, il presidente ha ripercorso i principali progetti che hanno segnato l’annata. ''Abbiamo donato un cane guida a una persona ipovedente. Quando penso a quel momento, penso a cosa significa davvero cambiare la vita di qualcuno. Non con grandi parole, ma con un gesto concreto, tangibile, che accompagnerà quella persona ogni giorno. Questo è il Lions che voglio. Questo è il Lions che siete voi. Abbiamo portato avanti il Progetto Martina, perché parlare di prevenzione oncologica ai giovani non è mai abbastanza. Abbiamo lavorato sull’ambliopia, per dare ai bambini la possibilità di vedere il mondo con occhi nuovi. Abbiamo sostenuto il Progetto Anfora, perché il nostro impegno verso chi è in difficoltà non conosce confini. E poi il Progetto Porcospini, che per noi ha un valore speciale: un’iniziativa Lions dedicata alla prevenzione dell’abuso sui minori. Proteggere bambini e ragazzi non è solo un dovere, è qualcosa che sentiamo profondamente nostro. E poi la castagnata. Sì, accanto ai progetti più importanti c’è anche questo, che magari sembra leggero ma in realtà dice molto di noi: stare insieme, ridere, costruire comunità. Un club vive anche di questo. E non posso non ricordare la giornata alla palestra di Valmadrera, con il torneo di basket in memoria di Lorenzo Dalu. Ragazzi disabili in campo, entusiasmo puro, voglia di giocare e di stare insieme. Un momento che ha avuto dentro tutto: sport, emozione e ricordo. Lorenzo era questo, e in quella giornata era come fosse lì con noi''.

Il presidente ha poi chiuso il suo intervento con uno sguardo al futuro: ''È stato un anno importante, costruito insieme. E ora si riparte, con la stessa voglia, senza programmi già scritti, perché le cose migliori le facciamo sempre come club, tutti insieme. Grazie a tutti voi, davvero. Apriamo il nuovo anno sociale nel segno della continuità e dell’entusiasmo per ciò che ancora verrà costruito insieme, sotto il motto che accompagna ogni Lions: We Serve''.
Il 45° anno sociale si è aperto con una conferma importante: Virginio Bonacina continuerà a guidare il club anche per il secondo anno consecutivo. Una scelta che nasce dalla fiducia dei soci e dalla continuità di un lavoro costruito nel tempo, fatto di impegno e presenza costante sul territorio.
La serata è stata anche l’occasione per ribadire i valori che accompagnano da sempre il Lions Club: servizio alla comunità, impegno, attenzione concreta alle persone, valorizzazione delle differenze, lavoro di squadra, integrità e apertura alle nuove idee.

Nel suo intervento, il presidente ha detto: ''Stasera ci ritroviamo, come tradizione Lions vuole, per celebrare il passaggio delle cariche. Una serata che porta con sé un significato speciale: è il momento in cui una comunità si guarda indietro con gratitudine e si proietta in avanti con speranza. Quest’anno però c’è qualcosa di diverso: il martelletto resta nelle mie mani per un secondo anno. E vi confesso che questo mi emoziona e mi responsabilizza allo stesso tempo. Perché guidare un club come il nostro non è mai una cosa che si dà per scontata. È un privilegio che si rinnova ogni giorno grazie a voi. E allora, permettetemi di fare un passo indietro e guardare insieme quello che abbiamo costruito in questo primo anno''.
Da lì, il presidente ha ripercorso i principali progetti che hanno segnato l’annata. ''Abbiamo donato un cane guida a una persona ipovedente. Quando penso a quel momento, penso a cosa significa davvero cambiare la vita di qualcuno. Non con grandi parole, ma con un gesto concreto, tangibile, che accompagnerà quella persona ogni giorno. Questo è il Lions che voglio. Questo è il Lions che siete voi. Abbiamo portato avanti il Progetto Martina, perché parlare di prevenzione oncologica ai giovani non è mai abbastanza. Abbiamo lavorato sull’ambliopia, per dare ai bambini la possibilità di vedere il mondo con occhi nuovi. Abbiamo sostenuto il Progetto Anfora, perché il nostro impegno verso chi è in difficoltà non conosce confini. E poi il Progetto Porcospini, che per noi ha un valore speciale: un’iniziativa Lions dedicata alla prevenzione dell’abuso sui minori. Proteggere bambini e ragazzi non è solo un dovere, è qualcosa che sentiamo profondamente nostro. E poi la castagnata. Sì, accanto ai progetti più importanti c’è anche questo, che magari sembra leggero ma in realtà dice molto di noi: stare insieme, ridere, costruire comunità. Un club vive anche di questo. E non posso non ricordare la giornata alla palestra di Valmadrera, con il torneo di basket in memoria di Lorenzo Dalu. Ragazzi disabili in campo, entusiasmo puro, voglia di giocare e di stare insieme. Un momento che ha avuto dentro tutto: sport, emozione e ricordo. Lorenzo era questo, e in quella giornata era come fosse lì con noi''.

Il presidente ha poi chiuso il suo intervento con uno sguardo al futuro: ''È stato un anno importante, costruito insieme. E ora si riparte, con la stessa voglia, senza programmi già scritti, perché le cose migliori le facciamo sempre come club, tutti insieme. Grazie a tutti voi, davvero. Apriamo il nuovo anno sociale nel segno della continuità e dell’entusiasmo per ciò che ancora verrà costruito insieme, sotto il motto che accompagna ogni Lions: We Serve''.




















