Valgreghentino: don Davide di nuovo ''a casa'', da Roma, per il suo 25° di ordinazione
Monsignor Davide Milani è tornato a casa. Nella mattinata di oggi, domenica 28 giugno, l'ex Prevosto di Lecco ha celebrato la Messa festiva delle 10.00 nella "sua" Valgreghentino, il piccolo paese in cui è nato e cresciuto per poi rispondere alla chiamata del Signore, che nel 2011 lo ha portato all'ordinazione sacerdotale con l'Arcivescovo Carlo Maria Martini e, a seguire, al primo incarico parrocchiale a Brugherio.

Trasferito successivamente in Diocesi per occuparsi di comunicazione in virtù della sua formazione da giornalista, dal 2018 al 2024 è stato appunto Prevosto della città di Lecco - dove tra l'altro nei prossimi giorni sarà protagonista con il Film Fest, sua "creatura" in quanto presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo -, mentre ora è impegnato in Vaticano con il ruolo di Segretario generale della Fondazione Pontificia "Cultura per l'Educazione - Gravissimum educationis" e Officiale del Dicastero per la Cultura e l'Educazione della Santa Sede.


L'occasione per tornare, quest'oggi, dove tutto è iniziato è nata per lui dall'invito del parroco don Paolo Ventura a celebrare anche con la comunità di Valgreghentino il suo 25° anniversario di ordinazione, una ricorrenza che, nonostante il caldo, ha portato a radunarsi nella chiesa di San Giorgio centinaia di persone tra cui, oltre ai suoi cari, diversi volti noti della città di Lecco, dall'ex sindaco Virginio Brivio alla sua vice di allora Francesca Bonacina, dalla Dirigente del Liceo Leopardi Paola Perossi a Susanna De Maron dell'Associazione Madonna del Rosario, con cui don Davide ha collaborato strettamente nel suo periodo all'ombra del Resegone contribuendo a lanciare, tra le altre cose, un'iniziativa di prestigio quale "Capolavoro per Lecco", proseguita con successo anche oltre il suo "mandato".


"Nella Bibbia il numero 25 torna due volte": così Monsignor Milani ha aperto la sua omelia, in riferimento appunto all'anniversario festeggiato quest'oggi. "Innanzitutto è l'età in cui i Leviti possono iniziare a guidare il loro popolo, e come loro anche io sto cominciando a capire solo adesso che cosa voglia dire essere sacerdote. C'è poi il 50, il doppio di 25, che rappresenta il Giubileo, il momento in cui tutto si compie. Questa ricorrenza, dunque, è per me sia un nuovo inizio che la metà di un percorso, una ripartenza ma anche un'occasione per riflettere e godere di ciò che Dio mi ha dato in questi anni, per dire quanto è grande il Signore e come è bello vivere il Vangelo".


Don Davide ha quindi sottolineato il significato profondo del suo ritorno a casa, nel luogo che lo ha "costruito", ringraziando i suoi famigliari e amici, il parroco della sua gioventù don Alfredo Zoppetti e tutti coloro che gli hanno testimoniato il Vangelo nella quotidianità, dai catechisti agli animatori dell'oratorio, fino ai fedeli che tutti i giorni partecipavano alla Messa proprio nella stessa chiesa di San Giorgio.


"È qui che la mia fede ha preso una piega popolare, nel senso migliore del termine. La mia presenza qui è un radicamento" ha proseguito, tornando poi a quella prima funzione celebrata sempre nel suo paese.


"Allora non sapevo che cosa mi sarebbe capitato: pensavo di essere a un traguardo e invece ero alla partenza, prima avevo solo fatto qualche "giro di prova". Nel mio essere prete non ho mai scelto niente. Pochi giorni dopo quella prima Messa sono stato destinato a Brugherio, dove mi sono sentito dentro un'esperienza che avevo già vissuto, quella dell'oratorio; poi, però, ho scoperto che stare con i giovani è difficile, che è necessaria la massima coerenza tra le parole e le azioni, e ho conosciuto il desiderio di incarnare il Vangelo con la vita. A seguire sono stato chiamato a Milano, nella Diocesi più grande del mondo, per occuparmi di comunicazione: l'Arcivescovo Tettamanzi mi disse che avrei avuto a che fare con questioni tecniche, ma che sarebbe stato solo un modo diverso di essere prete. E poi l'esperienza di Lecco, che mi ha dato la gioia di una comunità, fino a un'altra ripartenza, ancora più in grande, questa volta presso la Santa Sede. Il Signore ci chiede di fidarci di lui, come mi insegna la mia passione per le cose della terra, per l'agricoltura: i tempi di Dio non sono i nostri, bisogna capirli".


Magistralmente animata dal coro parrocchiale - per cui don Paolo ha chiesto un applauso finale, parlandone con orgoglio come di una "piccola cappella papale" - la funzione si è poi avviata alla conclusione con la consegna a don Davide di alcuni regali per il suo speciale anniversario: un calice e una patena di olivo della Terra Santa, donati rispettivamente dai suoi coscritti e dalla comunità di Valgreghentino, nonché, il più dolce, un bel disegno a opera della sua nipotina.


"Ho voluto celebrare questa ricorrenza con una Messa perché abbiamo bisogno proprio di questo, di essere e sentirci comunità. Con l'eucaristia certi legami diventano sostanziali" ha concluso il sacerdote, non senza emozione, congedandosi infine dai tanti amici del suo paese natale con un sorriso di fronte alla richiesta di uno "scatenato" don Paolo (estesa anche al sindaco Matteo Colombo, presente in prima fila in fascia tricolore insieme alla sua vice Stefania Todeschini e all'assessore Sara Donadoni): quella di convincere Papa Leone a fare tappa a Valgreghentino nei prossimi mesi, per celebrare i 460 anni della Parrocchia. "Se è stato a Pavia, non vedo perché non possa venire anche qui", la simpatica chiosa del parroco.

La festa in onore di don Davide, che dopo la Messa si è soffermato per diversi minuti sul sagrato della chiesa per salutare famigliari, amici e conoscenti giunti in paese per l'occasione, è poi proseguita con un momento conviviale in oratorio.

Monsignor Davide Milani
Trasferito successivamente in Diocesi per occuparsi di comunicazione in virtù della sua formazione da giornalista, dal 2018 al 2024 è stato appunto Prevosto della città di Lecco - dove tra l'altro nei prossimi giorni sarà protagonista con il Film Fest, sua "creatura" in quanto presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo -, mentre ora è impegnato in Vaticano con il ruolo di Segretario generale della Fondazione Pontificia "Cultura per l'Educazione - Gravissimum educationis" e Officiale del Dicastero per la Cultura e l'Educazione della Santa Sede.


L'occasione per tornare, quest'oggi, dove tutto è iniziato è nata per lui dall'invito del parroco don Paolo Ventura a celebrare anche con la comunità di Valgreghentino il suo 25° anniversario di ordinazione, una ricorrenza che, nonostante il caldo, ha portato a radunarsi nella chiesa di San Giorgio centinaia di persone tra cui, oltre ai suoi cari, diversi volti noti della città di Lecco, dall'ex sindaco Virginio Brivio alla sua vice di allora Francesca Bonacina, dalla Dirigente del Liceo Leopardi Paola Perossi a Susanna De Maron dell'Associazione Madonna del Rosario, con cui don Davide ha collaborato strettamente nel suo periodo all'ombra del Resegone contribuendo a lanciare, tra le altre cose, un'iniziativa di prestigio quale "Capolavoro per Lecco", proseguita con successo anche oltre il suo "mandato".


"Nella Bibbia il numero 25 torna due volte": così Monsignor Milani ha aperto la sua omelia, in riferimento appunto all'anniversario festeggiato quest'oggi. "Innanzitutto è l'età in cui i Leviti possono iniziare a guidare il loro popolo, e come loro anche io sto cominciando a capire solo adesso che cosa voglia dire essere sacerdote. C'è poi il 50, il doppio di 25, che rappresenta il Giubileo, il momento in cui tutto si compie. Questa ricorrenza, dunque, è per me sia un nuovo inizio che la metà di un percorso, una ripartenza ma anche un'occasione per riflettere e godere di ciò che Dio mi ha dato in questi anni, per dire quanto è grande il Signore e come è bello vivere il Vangelo".


Don Davide ha quindi sottolineato il significato profondo del suo ritorno a casa, nel luogo che lo ha "costruito", ringraziando i suoi famigliari e amici, il parroco della sua gioventù don Alfredo Zoppetti e tutti coloro che gli hanno testimoniato il Vangelo nella quotidianità, dai catechisti agli animatori dell'oratorio, fino ai fedeli che tutti i giorni partecipavano alla Messa proprio nella stessa chiesa di San Giorgio.


"È qui che la mia fede ha preso una piega popolare, nel senso migliore del termine. La mia presenza qui è un radicamento" ha proseguito, tornando poi a quella prima funzione celebrata sempre nel suo paese.


"Allora non sapevo che cosa mi sarebbe capitato: pensavo di essere a un traguardo e invece ero alla partenza, prima avevo solo fatto qualche "giro di prova". Nel mio essere prete non ho mai scelto niente. Pochi giorni dopo quella prima Messa sono stato destinato a Brugherio, dove mi sono sentito dentro un'esperienza che avevo già vissuto, quella dell'oratorio; poi, però, ho scoperto che stare con i giovani è difficile, che è necessaria la massima coerenza tra le parole e le azioni, e ho conosciuto il desiderio di incarnare il Vangelo con la vita. A seguire sono stato chiamato a Milano, nella Diocesi più grande del mondo, per occuparmi di comunicazione: l'Arcivescovo Tettamanzi mi disse che avrei avuto a che fare con questioni tecniche, ma che sarebbe stato solo un modo diverso di essere prete. E poi l'esperienza di Lecco, che mi ha dato la gioia di una comunità, fino a un'altra ripartenza, ancora più in grande, questa volta presso la Santa Sede. Il Signore ci chiede di fidarci di lui, come mi insegna la mia passione per le cose della terra, per l'agricoltura: i tempi di Dio non sono i nostri, bisogna capirli".


Magistralmente animata dal coro parrocchiale - per cui don Paolo ha chiesto un applauso finale, parlandone con orgoglio come di una "piccola cappella papale" - la funzione si è poi avviata alla conclusione con la consegna a don Davide di alcuni regali per il suo speciale anniversario: un calice e una patena di olivo della Terra Santa, donati rispettivamente dai suoi coscritti e dalla comunità di Valgreghentino, nonché, il più dolce, un bel disegno a opera della sua nipotina.


"Ho voluto celebrare questa ricorrenza con una Messa perché abbiamo bisogno proprio di questo, di essere e sentirci comunità. Con l'eucaristia certi legami diventano sostanziali" ha concluso il sacerdote, non senza emozione, congedandosi infine dai tanti amici del suo paese natale con un sorriso di fronte alla richiesta di uno "scatenato" don Paolo (estesa anche al sindaco Matteo Colombo, presente in prima fila in fascia tricolore insieme alla sua vice Stefania Todeschini e all'assessore Sara Donadoni): quella di convincere Papa Leone a fare tappa a Valgreghentino nei prossimi mesi, per celebrare i 460 anni della Parrocchia. "Se è stato a Pavia, non vedo perché non possa venire anche qui", la simpatica chiosa del parroco.

La festa in onore di don Davide, che dopo la Messa si è soffermato per diversi minuti sul sagrato della chiesa per salutare famigliari, amici e conoscenti giunti in paese per l'occasione, è poi proseguita con un momento conviviale in oratorio.
B.P.




















