Barzio: grande festa per il centenario del gruppo Alpini
Decine e decine di Alpini provenienti da tutta la provincia e non solo si sono riuniti nella mattinata di domenica 19 luglio nell'oratorio di Barzio per festeggiare il centenario del gruppo. Cappelli verdi, penne nere, magliette ricamate e bandiere simboliche hanno riempito lo spiazzo adibito alla celebrazione, insieme ai sentimenti di unione, patriottismo e condivisione.


Tante famiglie si sono riunite insieme agli Alpini al ritrovo in oratorio per mostrare ai propri bambini, incuriositi e con gli occhi pieni di meraviglia, l'onore e il valore dell'intero gruppo, composto sia da veterani che da ragazzi. Tra le tante polo verdi non sono mancati degli sprazzi di bianco e azzurro, portati dal Corpo Musicale della Banda di S. Cecilia di Barzio e di Fermo di Cesana Brianza.


I due gruppi si sono trovati anch'essi nel fresco della mattinata per fare le ultime prove per preparare la formazione con cui avrebbero poi sfilato tra le vie del paese. Presenti anche i rappresentanti comunali, tra cui il sindaco di Barzio, Andrea Ferrari.


La celebrazione è iniziata con un momento molto sentito: il solenne rito di alzabandiera anticipato dallo schieramento sull'attenti. Sulle note dell'inno di Mameli, suonato dal Corpo Musicale e cantato con fierezza da tutti, alcuni con una mano sul cuore e altri con le bandiere in alto, il tricolore ha raggiunto l'apice ed si è mosso seguendo la leggera brezza mattutina di Barzio, sollevatasi proprio in quel momento quasi a voler sottolineare l’importanza della bandiera italiana.


I partecipanti si sono poi disposti in ordine per la sfilata tra le vie del paese. Primo tra tutti il Corpo Musicale, che con i suoi componimenti e le sue musiche ha annunciato ai cittadini dell'imminente passaggio degli Alpini. A seguire si sono incamminati i funzionari comunali, che hanno anticipato tutte le Penne Nere: prima coloro che hanno portato il tricolore, poi i ragazzi e infine le sezioni di Lecco e di Milano, con tutti gli Alpini di Barzio a seguito.
I cittadini hanno così potuto godere del loro passaggio, fino al raggiungimento della chiesa in cui si è svolta la santa messa, così piena che per gli ultimi è risultato difficile addirittura entrare. L'idea originale era infatti quella di tenere la messa nel campo dell'oratorio, ma le calde temperature hanno suggerito un cambio di programma, per evitare disagi in un momento tanto importante.


Al rientro in oratorio, c'è stato un momento di ringraziamenti e di omaggi da parte del sindaco, in attesa dell'arrivo dei paracadutisti partiti da Lecco, che sono poi atterrati nel campo aperto. L'associazione Paracadutisti di Lecco aveva già preparato la zona, ponendo sul terreno una grande freccia arancione per indicare ai paracadutisti dove atterrare.


Verso mezzogiorno i due atleti si sono lanciati dall'elicottero e hanno immediatamente aperto il paracadute, a circa 1.000 metri di altezza dal suolo. Uno dei due ha portato con sé un tricolore che ha sventolato seguendo il vento e rischiando di farlo sbilanciare. Tuttavia il ragazzo è riuscito sapientemente ad atterrato sul terreno, alzando i pugni in segno di vittoria. Il suo compagno l'ha seguito poco dopo, planando in piedi sul suolo, tra gli applausi acclamanti dei presenti.


Subito dopo il loro atterraggio sono iniziati i preparativi per il pranzo, che si è tenuto in compagnia in oratorio, per poi continuare l'intero pomeriggio tra risate e festeggiamenti.


Tante famiglie si sono riunite insieme agli Alpini al ritrovo in oratorio per mostrare ai propri bambini, incuriositi e con gli occhi pieni di meraviglia, l'onore e il valore dell'intero gruppo, composto sia da veterani che da ragazzi. Tra le tante polo verdi non sono mancati degli sprazzi di bianco e azzurro, portati dal Corpo Musicale della Banda di S. Cecilia di Barzio e di Fermo di Cesana Brianza.


I due gruppi si sono trovati anch'essi nel fresco della mattinata per fare le ultime prove per preparare la formazione con cui avrebbero poi sfilato tra le vie del paese. Presenti anche i rappresentanti comunali, tra cui il sindaco di Barzio, Andrea Ferrari.


La celebrazione è iniziata con un momento molto sentito: il solenne rito di alzabandiera anticipato dallo schieramento sull'attenti. Sulle note dell'inno di Mameli, suonato dal Corpo Musicale e cantato con fierezza da tutti, alcuni con una mano sul cuore e altri con le bandiere in alto, il tricolore ha raggiunto l'apice ed si è mosso seguendo la leggera brezza mattutina di Barzio, sollevatasi proprio in quel momento quasi a voler sottolineare l’importanza della bandiera italiana.


I partecipanti si sono poi disposti in ordine per la sfilata tra le vie del paese. Primo tra tutti il Corpo Musicale, che con i suoi componimenti e le sue musiche ha annunciato ai cittadini dell'imminente passaggio degli Alpini. A seguire si sono incamminati i funzionari comunali, che hanno anticipato tutte le Penne Nere: prima coloro che hanno portato il tricolore, poi i ragazzi e infine le sezioni di Lecco e di Milano, con tutti gli Alpini di Barzio a seguito.


Al rientro in oratorio, c'è stato un momento di ringraziamenti e di omaggi da parte del sindaco, in attesa dell'arrivo dei paracadutisti partiti da Lecco, che sono poi atterrati nel campo aperto. L'associazione Paracadutisti di Lecco aveva già preparato la zona, ponendo sul terreno una grande freccia arancione per indicare ai paracadutisti dove atterrare.


Verso mezzogiorno i due atleti si sono lanciati dall'elicottero e hanno immediatamente aperto il paracadute, a circa 1.000 metri di altezza dal suolo. Uno dei due ha portato con sé un tricolore che ha sventolato seguendo il vento e rischiando di farlo sbilanciare. Tuttavia il ragazzo è riuscito sapientemente ad atterrato sul terreno, alzando i pugni in segno di vittoria. Il suo compagno l'ha seguito poco dopo, planando in piedi sul suolo, tra gli applausi acclamanti dei presenti.


Subito dopo il loro atterraggio sono iniziati i preparativi per il pranzo, che si è tenuto in compagnia in oratorio, per poi continuare l'intero pomeriggio tra risate e festeggiamenti.
G.I.




















