Richiesta di chiarimento sui fatti del 27 aprile e sulle forme di manifestazione politica

Alla cortese attenzione di ANPI Lecco, Partito Democratico segreteria cittadina Lecco, Alleanza Verdi Sinistra e Les Cultures – Laboratorio di cultura internazionale APS,

Con questa lettera aperta desideriamo chiedere pubblicamente se le vostre organizzazioni condividano quanto accaduto il 27 aprile, in occasione delle manifestazioni svoltesi in città.
Secondo quanto riportato e documentato, durante gli eventi si sarebbero verificati episodi che suscitano forte preoccupazione: 
-    il blocco del traffico in una delle principali vie cittadine senza autorizzazione, con conseguenti disagi alla cittadinanza;
-    cori contenenti espressioni di esaltazione della violenza e dell’odio politico, tra cui il richiamo “uno, dieci, cento, mille Acca Larentia” e slogan come “Ramelli assente”, riferiti rispettivamente ai giovani uccisi nella strage di via Acca Larentia e a Sergio Ramelli, diciottenne milanese assassinato nel 1975;
-    espressioni di minaccia e di odio politico, comprese minacce di morte, rivolte contro rappresentanti delle istituzioni e avversari politici;
-    tentativi  di superare il cordone delle forze dell’ordine, con il rischio di provocare un contatto violento con i partecipanti a una commemorazione regolarmente autorizzata;
-    episodi di aggressività nelle vie cittadine, compresi inseguimenti e minacce rivolte a privati cittadini che si stavano recando alla commemorazione;
-    imbrattamenti di muri e spazi pubblici;
-    il danneggiamento di una corona di fiori deposta in memoria dei defunti, un atto barbaro e incivile, privo di qualsiasi forma di pietas.
Riteniamo doveroso chiedere se tali modalità di protesta siano considerate compatibili con i valori democratici che le vostre associazioni dichiarano di rappresentare.
La libertà di manifestazione e di espressione è un principio fondamentale della democrazia, ma non può trasformarsi in intimidazione, violenza, minaccia o delegittimazione dell’avversario politico. La storia italiana ha già conosciuto stagioni in cui l’odio politico e la violenza hanno prodotto conseguenze drammatiche che non dovrebbero mai più ripetersi.
Per questo motivo chiediamo un chiarimento pubblico: condannate senza ambiguità questi comportamenti oppure ritenete che tali modalità rientrino nelle forme legittime di partecipazione politica? 
La solidarietà verso una parte politica o verso una causa non può prescindere dalla corretta ricostruzione dei fatti, dal rispetto delle persone, delle istituzioni e delle regole democratiche. 
Il confronto politico, anche acceso, deve sempre rimanere all’interno dei principi della convivenza civile e del rispetto reciproco. Qualunque forma di violenza o intimidazione rappresenta un pericolo per la democrazia stessa.
Cordiali saluti. 
Paolo Gulisano, Andrea Appiani, Christian Borghetti, Franco Dell'Oro, Carlo Di Pietrantonio e Giuseppe Milillo
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.