Hub dei bus: una sentenza quella del TAR sul metodo

La sentenza del TAR sugli espropri per l'Hub di via Balicco restituisce un'immagine precisa del metodo con cui è stata amministrata questa vicenda.
La decisione infatti, non censura la scelta politica in sé, bensì la modalità attraverso cui quella scelta è stata assunta.
Da quanto emerge dai resoconti che hanno riportato i passaggi più significativi della pronuncia, i giudici hanno ribadito un principio fondamentale del diritto amministrativo: la discrezionalità non coincide con l'arbitrarietà.
Nessuno mette in discussione che un Comune possa preferire una soluzione a un'altra. 
Ciò che l'ordinamento pretende è che ogni decisione sia il risultato di una seria valutazione di tutti gli interessi coinvolti, soprattutto di quelli dei cittadini che subiscono direttamente le conseguenze dell'azione amministrativa.
È proprio questo il passaggio che, secondo i giudici milanesi, è mancato. 
La scelta dell'amministrazione Gattinoni non era sorretta da un'effettiva analisi del sacrificio imposto ai proprietari né da una reale comparazione degli interessi in gioco. 
Non basta descrivere una situazione di fatto per giustificare una decisione: occorre spiegare perché quella soluzione sia realmente la migliore, dimostrando di aver preso in considerazione anche le possibili alternative.
Ma se l’errare è umano, il perseverare è diabolico.
Che la scelta assunta dalla Giunta fosse, di fatto, immodificabile emerge anche dall'atteggiamento tenuto dall'amministrazione dopo il primo intervento del TAR. 
I giudici avevano infatti invitato il Comune a riesaminare la vicenda attraverso una nuova istruttoria, ma invece di procedere a un'effettiva rivalutazione, l'amministrazione ha chiesto ai cittadini di presentare osservazioni e proposte. 
Un approccio che, nella sostanza, sembrava tradursi in questo messaggio: “la decisione è già stata presa; spiegateci voi perché dovremmo cambiarla”.
È un metodo che, purtroppo, si è già visto in altre occasioni, come nel caso della ZPRU della Malpensata.
In conclusione la sentenza il TAR è un invito anche per il futuro, invitando ogni amministrazione al rispetto dei principi che devono guidare l'azione pubblica: chiarezza e trasparenza delle scelte.
Proprio il tema della chiarezza e della trasparenza mi fanno presagire che tra qualche mese ci ritroveremo a commentare un’altra vicenda giudiziaria.
Penso al contenzioso sul Teatro che pur affrontando un tema completamente diverso, sembra palesare ancora una questione del metodo.
Le premesse sembrano esserci tutte.
Massimiliano Vivenzio
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