Premana: non si ferma il rogo all’Alpe Caprecolo. Cambia il percorso del Giir di Mont
La notizia era nell’aria e, nonostante qualche residua speranza di portare a casa il Giir di Mont nel suo percorso classico, la significativa (e negativa) evoluzione dell’incendio nei pressi dell’Alpe Caprecolo a partire dalla mattinata di ieri non ha “lasciato scampo”. Per consentire lo svolgimento della gara in piena sicurezza, il Comitato organizzatore, il Comune di Premana e i Vigili del Fuoco hanno deciso che il Giir di Mont, distanza 32 km, non transiterà presso l’iconico passaggio della Bocchetta di Larecc, per via dell’impossibilità di percorrere in sicurezza l’ultima parte della successiva discesa, percorso obbligato per raggiungere l’Alpe Rasga.
Il tratto a rischio di caduta massi (dove già ieri pomeriggio è stata registrata qualche scarica), infatti, è quello che conduce - lungo la strada A.S.P. “Fraina” - dai piedi di Caprecolo fino alla stessa Alpe Rasga. Un passaggio, come detto, obbligato e non aggirabile, e che già da ieri pomeriggio è chiuso totalmente al transito di mezzi e pedoni da un’ordinanza comunale. Di conseguenza, dall’Alpe Vegessa (al termine della prima discesa) si percorrerà la strada A.S.P. dei Forni fino alla località Gebio (proprio ai piedi di Premana), dalla quale si raggiungerà l’Alpe Rasga per ricongiungersi con il percorso originale (che è anche quello della gara “mini” da 18 km). Muovendo a ritroso sul percorso, per aggiungere un po’ di spettacolo ad un tracciato, comunque, di alto livello – che riduce, nel complesso, di soli 3 km la distanza e di appena 200 m il dislivello positivo - il comitato organizzatore ha deciso di allungare la prima salita, che dall’Alpe Chiarino si spingerà fino al Piz d’Alben, per poi proseguire sulla costa per qualche centinaio di metri. Un’altra piccola variazione riguarderà l’Alpe Premaniga (nell’ultimo terzo di gara), dove è posizionata una delle due vasche d’acqua attualmente allestite per rifornire gli elicotteri.

“Chiaramente utilizzeremo in via primaria la vasca situata presso l’eli piazzola di Premana, ma nel caso in cui fosse necessario attingere anche dall’altra, dobbiamo poterci muovere in sicurezza” ha spiegato il sindaco di Premana Elide Codega. Per questo, rispetto alla traccia originale il percorso di gara transiterà sostanzialmente dall’altro “lato” dell’alpeggio di Premaniga.
Viste le modifiche al percorso del GDM e per consentire le operazioni di messa in sicurezza dell’area, l’amministrazione comunale ha prolungato la chiusura al transito veicolare e pedonale della strada A.S.P. di Fraina (dall’Alpe Rasga in poi) per 72 ore dalla pubblicazione dell’ordinanza, decretando inoltre la chiusura al transito veicolare della strada A.S.P. dei Forni (a partire dalla località Gebio), ora interessata dal percorso di gara, dalle 8 alle 12 di domani 26 luglio.
Intanto, l’incendio non si è fermato. Mentre di notte gli elicotteri non hanno potuto volare, da questa mattina prima uno e poi due mezzi aerei stanno continuando ad operare sull’area. La priorità è ancora quella di tutelare in primo luogo le baite dell’Alpe Caprecolo, intervenendo dunque sulla parte più “a valle” della scarpata. Mentre focolai anche importanti continuano ad attivarsi nella zona più alta, quella più esposta al sole e ad un vento ancora abbastanza intenso, come confermano tanto il sindaco Codega quanto il caposquadra dell’Antincendio Boschivo di Premana Antonio Bertoldini. Proprio per via di queste condizioni meteo, gli elicotteri probabilmente resteranno a terra nelle ore più calde della giornata, quando il loro intervento porterebbe davvero pochi frutti.
Bertoldini conferma, inoltre, che alcune scariche di massi hanno interessato l’area anche questa mattina. È questo – come già spiegato ieri – il tema che, da una parte, spinge a cercare di estinguere il rogo nel più breve tempo possibile e che, dall’altra - è già chiaro a tutti - sarà al centro dell’attenzione per diverso tempo (con il perdurare una situazione di pericolo e di instabilità per mesi o anche anni dopo l’estinzione dell’incendio).


“Chiaramente utilizzeremo in via primaria la vasca situata presso l’eli piazzola di Premana, ma nel caso in cui fosse necessario attingere anche dall’altra, dobbiamo poterci muovere in sicurezza” ha spiegato il sindaco di Premana Elide Codega. Per questo, rispetto alla traccia originale il percorso di gara transiterà sostanzialmente dall’altro “lato” dell’alpeggio di Premaniga.
Viste le modifiche al percorso del GDM e per consentire le operazioni di messa in sicurezza dell’area, l’amministrazione comunale ha prolungato la chiusura al transito veicolare e pedonale della strada A.S.P. di Fraina (dall’Alpe Rasga in poi) per 72 ore dalla pubblicazione dell’ordinanza, decretando inoltre la chiusura al transito veicolare della strada A.S.P. dei Forni (a partire dalla località Gebio), ora interessata dal percorso di gara, dalle 8 alle 12 di domani 26 luglio.
Intanto, l’incendio non si è fermato. Mentre di notte gli elicotteri non hanno potuto volare, da questa mattina prima uno e poi due mezzi aerei stanno continuando ad operare sull’area. La priorità è ancora quella di tutelare in primo luogo le baite dell’Alpe Caprecolo, intervenendo dunque sulla parte più “a valle” della scarpata. Mentre focolai anche importanti continuano ad attivarsi nella zona più alta, quella più esposta al sole e ad un vento ancora abbastanza intenso, come confermano tanto il sindaco Codega quanto il caposquadra dell’Antincendio Boschivo di Premana Antonio Bertoldini. Proprio per via di queste condizioni meteo, gli elicotteri probabilmente resteranno a terra nelle ore più calde della giornata, quando il loro intervento porterebbe davvero pochi frutti.
Bertoldini conferma, inoltre, che alcune scariche di massi hanno interessato l’area anche questa mattina. È questo – come già spiegato ieri – il tema che, da una parte, spinge a cercare di estinguere il rogo nel più breve tempo possibile e che, dall’altra - è già chiaro a tutti - sarà al centro dell’attenzione per diverso tempo (con il perdurare una situazione di pericolo e di instabilità per mesi o anche anni dopo l’estinzione dell’incendio).
A.Te.




















