Valmadrera: visita in lingua dei segni all'Orto Botanico
L'orto botanico di Valmadrera ha sorpreso la comunità con un'iniziativa originale e interessante: una visita guidata in lingua dei segni. L'idea è stata proposta all'interprete Alessandra Butti, che opera nella provincia di Lecco proprio con l'obiettivo di diffondere dei servizi di traduzione e di sensibilizzazione sul tema, spesso lasciato in disparte o messo in secondo piano.

La professionista ha raccontato che non le fosse mai capitato di ricevere una richiesta simile da parte di un orto botanico: "Solitamente opero nei musei o per escursioni, affiancando la guida e traducendo in lingua dei segni, ma mi è capitato anche di fare delle letture ai bambini o degli aperitivi organizzati da Officina Badoni. Questa è la prima volta che conduco una visita in un orto botanico e la proposta mi ha incuriosito molto per la sua particolarità".

Alessandra ha raccontato di essere stata contattata da Marie Pierre Boiston, che affianca Giuseppe Mattioli nella cura dell'orto, dopo aver visto una delle sue traduzioni.

"In particolare mi ha attratto l'ambito semantico che avrei dovuto trattare. Per i nomi dei fiori più tradizionali, infatti, esistono dei segni specifici (che mi sono studiata dopo aver fatto un po' di ricerche), mentre invece per i nomi in latino o, in generale, per i nomi meno conosciuti, userò lo spelling perché non esistono dei segni precisi per queste piante" ha raccontato ancora l’interprete, prima di dare avvio alla visita guidata.

L'attività ha attirato diverse persone, creando così un pubblico misto attento e curioso. La visita è stata introdotta da Giuseppe Mattioli, che ha raccontato la sua storia, la sua passione per le piante e i motivi che lo spingono quotidianamente, da anni, a prendersi cura dell'orto di Valmadrera, sottolineando il fatto di non essere un professionista, ma semplicemente un appassionato.

Anche Marie Pierre Boiston è essenziale nella vita del giardino: oltre ad aiutare Giuseppe a far fiorire l'ambiente, si occupa anche di gestire le visite guidate, rivolte a scuole, famiglie, turisti e, adesso, anche a persone sorde. Alessandra Butti ha seguito con maestria e professionalità i due custodi, traducendo ai presenti tutto ciò che veniva detto e facendo attenzione ai nomi specifici e anche alle battute di spirito.

Tra spiegazioni, curiosità e domande da parte del pubblico, la visita è andata avanti molto simpaticamente concludendosi con soddisfazione, per tutti i coinvolti. Con Valmadrera riuscita così ad aggiungere un altro tassello nel suo cammino di inclusione.

La professionista ha raccontato che non le fosse mai capitato di ricevere una richiesta simile da parte di un orto botanico: "Solitamente opero nei musei o per escursioni, affiancando la guida e traducendo in lingua dei segni, ma mi è capitato anche di fare delle letture ai bambini o degli aperitivi organizzati da Officina Badoni. Questa è la prima volta che conduco una visita in un orto botanico e la proposta mi ha incuriosito molto per la sua particolarità".

Alessandra ha raccontato di essere stata contattata da Marie Pierre Boiston, che affianca Giuseppe Mattioli nella cura dell'orto, dopo aver visto una delle sue traduzioni.

"In particolare mi ha attratto l'ambito semantico che avrei dovuto trattare. Per i nomi dei fiori più tradizionali, infatti, esistono dei segni specifici (che mi sono studiata dopo aver fatto un po' di ricerche), mentre invece per i nomi in latino o, in generale, per i nomi meno conosciuti, userò lo spelling perché non esistono dei segni precisi per queste piante" ha raccontato ancora l’interprete, prima di dare avvio alla visita guidata.

L'attività ha attirato diverse persone, creando così un pubblico misto attento e curioso. La visita è stata introdotta da Giuseppe Mattioli, che ha raccontato la sua storia, la sua passione per le piante e i motivi che lo spingono quotidianamente, da anni, a prendersi cura dell'orto di Valmadrera, sottolineando il fatto di non essere un professionista, ma semplicemente un appassionato.

Anche Marie Pierre Boiston è essenziale nella vita del giardino: oltre ad aiutare Giuseppe a far fiorire l'ambiente, si occupa anche di gestire le visite guidate, rivolte a scuole, famiglie, turisti e, adesso, anche a persone sorde. Alessandra Butti ha seguito con maestria e professionalità i due custodi, traducendo ai presenti tutto ciò che veniva detto e facendo attenzione ai nomi specifici e anche alle battute di spirito.

Tra spiegazioni, curiosità e domande da parte del pubblico, la visita è andata avanti molto simpaticamente concludendosi con soddisfazione, per tutti i coinvolti. Con Valmadrera riuscita così ad aggiungere un altro tassello nel suo cammino di inclusione.
G.I.




















