Il "Leonardo del XXI secolo'' gira un documentario nel lecchese

Nel corso dello scorso fine settimana si sono svolte le prime riprese sul territorio lecchese, dando il via a un progetto di grande valore culturale volto a raccontare il profondo legame tra Leonardo da Vinci, il comprensorio ed in particolare la Valsassina e le Grigne.
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Protagonista assoluto è Dimitri Kuzmin, artista, pittore e restauratore  formatosi all'Istituto per l'Arte e il Restauro Palazzo Spinelli di Firenze, ideatore e produttore del documentario. Da anni interpreta la figura di Leonardo da Vinci attraverso studi, performance e divulgazione artistica, tanto da essere ormai conosciuto come il "Leonardo del XXI secolo".
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Ad accompagnare Dimitri Kuzmin e la troupe sono stati i lecchesi Massimo Mazzoleni e Silvia Gallo Mazzoleni, che hanno cercato di interpretare al meglio il ruolo di "Virgilio" del territorio, guidando il gruppo alla scoperta dei luoghi che la tradizione e gli studi leonardeschi riconducono al Genio di Vinci.
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La regia e le riprese video sono state affidate al videoreporter Angelo Iannattone (Angelovideoreporter), con il supporto tecnico di Antonello Volpe (DJ Nell), responsabile dell'audio e delle spettacolari riprese aeree realizzate con il drone.
Nel corso delle due giornate si sono inoltre uniti al gruppo alcuni amici, condividendo con la troupe la passione per la storia e le bellezze del territorio.
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Il documentario cercherà di far conoscere alcuni dei luoghi simbolo che, secondo numerosi studiosi, avrebbero ispirato Leonardo da Vinci nelle sue opere e nei suoi progetti.
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Tra le tappe principali Lecco, con il Ponte Vecchio, ritenuto uno dei possibili ponti raffigurati sullo sfondo della Gioconda. Le riprese hanno interessato anche il lungolago e la statua dedicata al professor Mario Cermenati, tra i primi studiosi a evidenziare, già all'inizio del Novecento, i legami tra Leonardo e il territorio lariano.
Spazio poi al Monte Barro e a Civate, dove la troupe ha raggiunto il punto panoramico dal quale Leonardo osservò e rappresentò i laghi briantei nel Codice Atlantico. Successivamente è stata visitata l'attuale Casa del Cieco, già chiostro di San Calogero, il cui antico refettorio viene considerato da alcuni studiosi una possibile fonte d'ispirazione per l'ambientazione dell'Ultima Cena.
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Immancabile la tappa alle Grotte di Laorca, suggestivo scenario naturale spesso accostato agli sfondi della Vergine delle Rocce nonché alla Rocca di Baiedo e la Cascata della Troggia a Introbio, quest'ultima descritta da Leonardo nel Codice Atlantico (foglio 573 verso).
Ci si è spostati anche a Civenna, straordinario balcone naturale dal quale è possibile osservare il ramo lecchese del lago e le località di Lierna, Fiumelatte, Mandello del Lario e Abbadia Lariana, paesaggi che molti studiosi riconducono agli sfondi della Gioconda. Dallo stesso punto panoramico si ammirano inoltre i Corni di Canzo, citati da Leonardo, e il massiccio delle Grigne, immortalato in una celebre sanguigna oggi conservata presso la Royal Collection Trust.leonardo4.jpg (148 KB)Al di là dell'aspetto documentaristico, l'auspicio è che iniziative come questa possano contribuire a promuovere e valorizzare il territorio lecchese, coniugando ricerca storico-artistica e divulgazione culturale. Un racconto capace di richiamare l'attenzione, anche oltre i confini nazionali, su luoghi che numerosi studi collegano da tempo alla presenza e all'ispirazione di Leonardo da Vinci.
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