Volatili e volanti

Il primo vero consiglio comunale della nuova legislatura ha regalato il consueto repertorio di attualità e manfrine, striscione di Emergency, hub dei bus finalmente spiegato per bene, tempi giudiziari dell'Asilo Bonacina ripassati a chi li doveva già sapere a memoria. 

Cronaca ordinaria, minoranza in cerca d'autore, elogio dei cestini sul lungolago come eredità culturale rivendicata dall'ex sindaco Gattinoni.

Ma dentro le pieghe della variazione di bilancio, illustrata con estrema chiarezza e competenza dall'assessore Brigatti, si nasconde una delle due storie da raccontare che dicono più di ogni  manifesto elettorale 

VOLATILI 
45.000 euro. 
È la cifra che la nuova Giunta è costretta a stanziare per liberare, si spera stavolta sul serio, le stecche della Piccola dai piccioni che le han colonizzate - finora gli unici, va detto, ad averle davvero utilizzate. 
Con annesso guano.

Il progetto è un sistema di dissuasori elettromagnetici, il "fly away": non disturba l'uomo, disturba solo chi ha le piume.

Basta tornare indietro di pochi mesi per scoprire che i piccioni della Piccola avevano già fatto la fortuna di qualcun altro sempre con soldi dei cittadini.

Il 17 aprile, in piena campagna elettorale, la vecchia amministrazione aveva infatti approvato la determina 551 da ben 62.854€ per lo stesso identico obiettivo: cacciare i piccioni, falco a noleggio incluso.

Risultato: zero. 
Il guano si è accumulato per mesi nonostante le segnalazioni, mentre la campagna elettorale finiva e i piccioni restavano, imperturbabili, gli unici veri elettori soddisfatti di quella spesa. 

Dopo i 63.000€ volati via eccone quindi altri 45.000€, inevitabili, per finire un lavoro che qualcuno avrebbe dovuto fare bene la prima volta.

VOLANTI 
La seconda notizia è altrettanto istruttiva per chi non voleva vedere. Comunicata dall'assessore Parolari, riguarda la dismissione del servizio di car sharing.

Non è un'azione della nuova Giunta: è E-Vai, che gestisce il servizio in tutta la Lombardia, a staccare la spina perché il progetto - ovunque, tantopiù qui -  semplicemente non rende.

A Lecco il verdetto è impietoso: 5 auto a disposizione, 183 noleggi in questi sei mesi. 
Un uso medio di un'auto al giorno, imperterrito ormai così da anni con la stessa placida costanza con cui l'amministrazione continuava a pagarlo.

Il tutto a fronte appunto di un contributo comunale di oltre 42.000 € l'anno, (42751,75€) - det. 279 del 27/2 - tutti gli anni, per un servizio usato - quando usato - soprattutto per le tratte lunghe da/per gli aeroporti: altro che alternativa per il traffico cittadino.

Con la stessa cifra - o anche meno - si sarebbe potuto ampliare la gratuità dei bus o migliorare corse, tratte e orari, qualità, servizi, prezzo parcheggi: la mobilità che serve davvero a chi in città ci vive e ci lavora, non a chi deve prendere un volo.

La chiusura arriva tardi, e per iniziativa altrui. Ma almeno arriva.

Piccioni scacciati due volte a spese pubbliche, un'auto condivisa che non condivideva nulla se non i soldi presi dalle tasche dei cittadini: due piccole storie di città che raccontano, meglio di tanti proclami, come si è amministrato negli ultimi anni.

Non serve una commissione d'inchiesta per capirlo: bastano una voce di bilancio, letta e spiegata con attenzione e un pettine.
Per i nodi. Numerosi.
Paolo Trezzi
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