Lecco: rinnovata la tradizione dei michini di Santa Marta

Questa mattina, in pieno centro, a Lecco, in occasione della festa di Santa Marta, si è ripetuto un gesto semplice ma significativo, come l'ha definito monsignor Bortolo Uberti.
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Al termine della funzione celebrata all'aperto, dinnanzi alla chiesina di via Mascari, sono stati distribuiti, come tutti i 29 luglio, ai tanti fedeli radunati per la cerimonia, i "michini", espressione di quel "proposito sincero di essere pane che nutre la vita, non solo la nostra ma delle persone che incontriamo", come detto dal prevosto che, nella sua omelia, ha chiesto, a nome dei fedeli, una grazia tanto intima quanto dal valore comunitario: che le nostre case, abitate da Gesù, conoscano la santità del quotidiano e dunque la capacità di accogliere e di ascoltare.

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"La casa di Betania, piccolo villaggio alla periferia di Gerusalemme, dove vive Marta, con Maria e Lazzaro, è immagine della comunità che vogliamo costruire. È il luogo dell’ospitalità premurosa, della cura dell’amicizia, dell’ascolto della parola di Gesù. E proprio qui Gesù “stava bene”, e ci tornava volentieri ogni volta che saliva a Gerusalemme. Ci tornava quando in Gerusalemme le tensioni e le polemiche su facevano pesanti. Guardare a Betania significa per noi coltivare uno spirito di accoglienza verso tutti in modo che chi ci incontra non si senta estraneo o di troppo. Significa gustare la bellezza di stare con Gesù nella contemplazione. Significa prendersi cura degli altri, soprattutto dei più fragili e dei più poveri" ha detto il sacerdote nell’omelia, affiancato all’altare da don Giuseppe Brivio, chiedendo alla città, abituata ad andare di fretta, in un tempo dove fa rumore solo il male, di rallentare e ascoltare il bene.
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Ad accompagnare la liturgia sono stati i canti del Coro Delfino Nava, mentre un gruppo di 15 parrocchiane con le suore della Congregazione di San Francesco Saverio, prima della funzione si sono fatte carico del confezionamento di circa 60 chilogrammi di pane sfornato per l’occasione, così che tutti i fedeli potessero portare a casa, al termine della messa, gli attesi “michini”. 
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Le volontarie che hanno confezionato i michini

In quel piccolo pane benedetto si ritrova il valore della condivisione, della cura reciproca e dell'attenzione verso il prossimo, proprio come nello sguardo a Betania sottolineato da monsignor Uberti. Generazioni di lecchesi hanno conservato e tramandato questa usanza, facendo del piccolo pane un segno concreto di appartenenza a una comunità che ogni fine luglio si ritrova nella preghiera.
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È un gesto semplice nella forma, ma straordinariamente ricco di significato, capace di mantenere vivo il legame con la Chiesa di Santa Marta, che fu sede della confraternita dei Disciplini, alla quale viene attribuita l'origine della distribuzione dei piccoli pani nel giorno della festa. La giornata si concluderà questa sera con la recita del Rosario alle ore 20.30 in piazza Santa Marta.
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