Spaccio: patteggia il primo degli Hetem, 3 anni e 6 per il papà

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Prima sentenza per i membri della famiglia Hetem coinvolti, a vario titolo, nell'inchiesta che, nel settembre scorso, ha fatto emergere un giro di armi e droga avente quale "base" la Valsassina.
Zilbehar Hetem (classe 1975), moldavo con casa a Introbio, a tutt'oggi in carcere proprio perché gravato da misura cautelare nell'ambito di questa vicenda, ha questa mattina definito la propria posizione patteggiando. Rispondeva solo di reati legati allo spaccio di stupefacente.
Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Lecco Salvatore Catalano ha ratificato l'accordo trovato tra la Procura e la legale dell'uomo, l'avvocato Federica Pirola, applicando al capofamiglia una pena pari a 3 anni e 6 mesi.
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Il cognato Rasim Dali (classe 1983), non è riuscito invece a chiudere il proprio conto con la giustizia già quest'oggi. Il giudice ha rigettato infatti la proposta di patteggiamento, con il difensore che ha chiesto dunque il giudizio con rito abbreviato. La posizione del 43enne è stata dunque riunita a quella degli altri indagati, per i quali si tornerà in aula il prossimo 8 settembre.
In attesa di processo ci sono i due figli di Zilbehar Hetem, Mevljudin Hetem e Mevljan Hetem, entrambi ancora in carcere, nonché la sorella di quest'ultimi Mevljane Hetem con il marito Fiton Hetem, liberi ma gravati da divieto di dimora sul territorio.
In quella data, sono attesi in Tribunale anche i trapper Baby Gang e Simba la Rue, al secolo Zaccaria Mouhib e Mohamed Lamine Saida, entrambi assistiti dall'avvocato Niccolò Vecchioni.
Ad inguaire i due - non nuovi ai Palazzi di Giustizia - l'esibizione, online, di un fucile mitragliatore d'assalto di derivazione AK47, ritenuto essere dagli inquirenti lo stesso Kalašnikov, risultato di fabbricazione ex cecoslovacca, perfettamente funzionante e con il relativo munizionamento, sequestrato poi ad uno spacciatore durante le indagini aventi quale fulcro gli Hetem, tornati dunque "alla ribalta" dopo l'arresto, nel 2019, di Mevljan per aver fatto fuoco, nei boschi della droga, fra Ballabio e Lecco, all'indirizzo di un marocchino, per questioni probabilmente legate al controllo della piazza di spaccio.
Il giovanotto, tra l'altro,  il 14 febbraio 2025 era stato fermato dai Carabinieri e trovato in possesso di due pistole utilizzate in altri episodi delittuosi tra cui la sparatoria di Corso Como a Milano del luglio 2022 (per la quale è stato condannato anche Baby Gang), oltre che di cocaina. Droga e armi, i due "business" che ora gli vengono contestati.
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