Biodiversità, Zamperini e Beduschi: 'Lecco pilota per fare rete e custodire il territorio'
Lecco può diventare un territorio pilota per costruire un nuovo metodo di lavoro sulla biodiversità, fondato sul confronto tra istituzioni, associazioni, forze dell’ordine, mondo agricolo e soggetti che ogni giorno vivono e presidiano montagne, laghi e aree naturali.
È questo l’obiettivo del Tavolo per la Biodiversità “Fare rete per custodire il territorio”, promosso oggi nell’UTR di Lecco dal Consigliere regionale Giacomo Zamperini, presidente della commissione Montagna, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi.

All’incontro hanno partecipato associazioni venatorie e piscatorie, organizzazioni agricole, Carabinieri Forestali, Polizia Provinciale, gestori delle aree protette e rappresentanti istituzionali. Al centro del confronto, le principali questioni che interessano il territorio lecchese: la gestione della fauna selvatica e dei grandi carnivori, la tutela del patrimonio ittico del Lario, il contenimento del cormorano e del pesce siluro, il contrasto alla Popillia japonica e la salvaguardia di pascoli, malghe e alpeggi.
“Lecco – evidenzia Zamperini - per la varietà e la ricchezza del suo territorio, può diventare un laboratorio nel quale sperimentare una collaborazione stabile tra tutti i soggetti coinvolti. La biodiversità riguarda l’ambiente, ma anche l’agricoltura, la sicurezza, le attività economiche e la qualità della vita delle comunità. Per affrontare problemi così diversi serve fare rete, condividere conoscenze e costruire risposte concrete e per tutto questo ringrazio l’assessore Beduschi per il costante confronto e supporto”.
Il percorso avviato a Lecco si collega agli ordini del giorno presentati da Zamperini e approvati nell’ambito dell’assestamento al bilancio regionale. Gli atti impegnano Regione Lombardia a rafforzare il monitoraggio della fauna selvatica, la gestione delle specie problematiche, la tutela delle specie ittiche autoctone del Lario, il sostegno alle imprese agricole colpite dalle specie invasive come la Popillia Japonica e la valorizzazione del ruolo ambientale svolto da pascoli, malghe e alpeggi.

“L’obiettivo è fare di Lecco un territorio pilota, capace di elaborare soluzioni che possano diventare un riferimento anche per altre aree della Lombardia. Custodire il territorio significa assumersi responsabilità condivise e trasformare il confronto in azioni”, conclude Zamperini.
Queste le parole dell’assessore Beduschi: “La tutela della biodiversità è una delle sfide più importanti che abbiamo davanti e richiede equilibrio, pragmatismo e capacità di ascolto. Solo attraverso il confronto tra istituzioni, enti, associazioni e operatori possiamo costruire politiche efficaci, fondate sulle evidenze scientifiche e sull’esperienza di chi presidia il territorio ogni giorno. Il Tavolo avviato oggi a Lecco rappresenta un esempio concreto di come si possa costruire una governance condivisa della biodiversità: un modello che, per la ricchezza e la complessità del territorio lecchese, può diventare un riferimento ed essere replicato anche in altre realtà lombarde. Fare rete significa mettere a sistema competenze e responsabilità per affrontare con serietà le sfide della montagna, dei laghi e delle aree rurali, trasformandole in opportunità per il futuro.”
È questo l’obiettivo del Tavolo per la Biodiversità “Fare rete per custodire il territorio”, promosso oggi nell’UTR di Lecco dal Consigliere regionale Giacomo Zamperini, presidente della commissione Montagna, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi.

All’incontro hanno partecipato associazioni venatorie e piscatorie, organizzazioni agricole, Carabinieri Forestali, Polizia Provinciale, gestori delle aree protette e rappresentanti istituzionali. Al centro del confronto, le principali questioni che interessano il territorio lecchese: la gestione della fauna selvatica e dei grandi carnivori, la tutela del patrimonio ittico del Lario, il contenimento del cormorano e del pesce siluro, il contrasto alla Popillia japonica e la salvaguardia di pascoli, malghe e alpeggi.
“Lecco – evidenzia Zamperini - per la varietà e la ricchezza del suo territorio, può diventare un laboratorio nel quale sperimentare una collaborazione stabile tra tutti i soggetti coinvolti. La biodiversità riguarda l’ambiente, ma anche l’agricoltura, la sicurezza, le attività economiche e la qualità della vita delle comunità. Per affrontare problemi così diversi serve fare rete, condividere conoscenze e costruire risposte concrete e per tutto questo ringrazio l’assessore Beduschi per il costante confronto e supporto”.
Il percorso avviato a Lecco si collega agli ordini del giorno presentati da Zamperini e approvati nell’ambito dell’assestamento al bilancio regionale. Gli atti impegnano Regione Lombardia a rafforzare il monitoraggio della fauna selvatica, la gestione delle specie problematiche, la tutela delle specie ittiche autoctone del Lario, il sostegno alle imprese agricole colpite dalle specie invasive come la Popillia Japonica e la valorizzazione del ruolo ambientale svolto da pascoli, malghe e alpeggi.

“L’obiettivo è fare di Lecco un territorio pilota, capace di elaborare soluzioni che possano diventare un riferimento anche per altre aree della Lombardia. Custodire il territorio significa assumersi responsabilità condivise e trasformare il confronto in azioni”, conclude Zamperini.
Queste le parole dell’assessore Beduschi: “La tutela della biodiversità è una delle sfide più importanti che abbiamo davanti e richiede equilibrio, pragmatismo e capacità di ascolto. Solo attraverso il confronto tra istituzioni, enti, associazioni e operatori possiamo costruire politiche efficaci, fondate sulle evidenze scientifiche e sull’esperienza di chi presidia il territorio ogni giorno. Il Tavolo avviato oggi a Lecco rappresenta un esempio concreto di come si possa costruire una governance condivisa della biodiversità: un modello che, per la ricchezza e la complessità del territorio lecchese, può diventare un riferimento ed essere replicato anche in altre realtà lombarde. Fare rete significa mettere a sistema competenze e responsabilità per affrontare con serietà le sfide della montagna, dei laghi e delle aree rurali, trasformandole in opportunità per il futuro.”




















