PAROLE CHE PARLANO/291

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Prurito

 La parola italiana prurito deriva direttamente dal latino pruritus, sostantivo formato dal verbo prurire, «prudere», «avere prurito».

Già nel latino classico il termine non indicava soltanto la sensazione fisica, sottile e insistente che spinge a grattarsi. Accanto al significato medico e corporeo, prurire poteva descrivere un impulso interiore, un desiderio improvviso, una smania difficile da trattenere. Non è un caso che autori come Orazio e Giovenale impieghino il verbo in senso figurato per alludere a passioni, vizi o ambizioni che «prudono» nell'animo.

 L'etimologia più antica riconduce generalmente prurire a una base indoeuropea, preu-, legata all'idea di "bruciare" o "esser caldo". Da questa stessa radice derivano termini legati sia al fuoco sia al freddo intenso (come il latino pruina, la brina che brucia le colture), due estremi termici che sulla pelle producono effetti sorprendentemente simili. In ogni caso, il nucleo semantico resta quello dell'irritazione che pretende attenzione: una sensazione che non si impone con violenza, ma che insiste, chiama, provoca una reazione.

In italiano prurito ha conservato i due significati fondamentali già presenti nel latino: quello fisico, quindi la sensazione cutanea che induce a grattarsi; e quello figurato, un impulso improvviso, una smania, un desiderio difficile da reprimere (avere il prurito di fare qualcosa).

Questa duplicità è rimasta stabile nei secoli. Il prurito è infatti una delle metafore più naturali dell'esperienza umana: qualcosa di piccolo e apparentemente innocuo che, proprio perché insiste, finisce per occupare tutta la nostra attenzione. 

Il filosofo Arthur Schopenhauer ha utilizzato questa sensazione per spiegare la natura stessa del piacere umano, definendolo essenzialmente "negativo" perché ci condanna a un ciclo infinito in cui, se il prurito scompare, subentra la noia, e se insiste, ci spinge a ferirci.

Il piacere non è che la cessazione di un dolore: il soddisfacimento di un desiderio è come grattarsi un prurito. Ma non appena il prurito è passato, subentra la noia, e se il prurito persiste, ci feriamo grattandoci.

In fondo, il prurito ci insegna qualcosa: il corpo e la mente parlano spesso la stessa lingua. Ciò che sulla pelle si manifesta come irritazione, nell'animo può trasformarsi in curiosità, desiderio, ambizione e magari in inquietudine.

Rubrica a cura di Dino Ticli
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