In viaggio a tempo indeterminato/440: un gelato con falce e martello

Abbiamo comprato il gelato solo per la confezione.
Ad attirarci quel look decisamente troppo sovietico per essere un prodotto del 2026.
"Ma non è che questo gelato ce l'hanno da prima del 1991 quando ancora il Kirghizistan faceva parte dell'URSS?" È stato il mio primo pensiero.
La data stampata sulla confezione, però, mi ha rassicurata. "Prodotto a inizio 2026" ma con quel tocco retrò che gli dà un certo fascino.
Dopo averlo provato, la confezione rimane l'unico motivo per comprare questo gelato che ha una consistenza molto cremosa ma anche parecchio molliccia.
Questo dolcetto, però, è il testimone di un'epoca che ha influenzato profondamente questa parte di mondo.
gelato1.jpg (117 KB)
È il 1922 quando nasce l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), uno Stato federale guidato da Mosca che unisce 15 diverse repubbliche. Tra queste ci sono anche gli attuali Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Turkmenistan, i cosiddetti "Stan". In quel periodo i confini, l'economia e le principali decisioni venivano stabiliti dal governo sovietico che si occupava di ogni questione, compresi gli standard alimentari da seguire (chiamati GOST).
Negli anni '30 il governo dell'URSS decise che un gelato comprato a Mosca dovesse avere lo stesso sapore di uno acquistato a Tashkent o ad Almaty. Vennero quindi stabilite ricette precise con quantità obbligatorie di latte, panna, burro e zucchero.
Il risultato fu un gelato molto sostanzioso, preparato quasi esclusivamente con ingredienti naturali e senza grassi vegetali. Il più famoso era il Plombir, una specie di panna montata congelata. Lo so, suona gustoso e invitante, soprattutto con il caldo. Ma non so se è colpa del fatto che tutti i gelati confezionati della mia vita fossero meno 'naturali', fatto sta che questo "suppostone" cremoso non mi ha deliziata particolarmente.
La storia del gelato in URSS è comunque parecchio interessante.
Nel 1936 il commissario sovietico Anastas Mikoyan visita gli Stati Uniti per studiare l'industria alimentare americana.
A colpirlo è la produzione industriale del gelato. Decide quindi di acquistare macchinari e tecnologie USA da portare in URSS per ricreare lo stesso prodotto.
Mikoyan non era stato folgorato dalla bontà di quel prodotto industriale, ma quello che lo aveva affascinato era la possibilità di rendere il gelato un alimento accessibile a tutti i cittadini, non un lusso.
Negli anni successivi, in tutta l'Unione sovietica, aprirono fabbriche di gelato.
A Mosca, Leningrado, Minsk e persino a Tashkent in Uzbekistan, le aziende iniziarono a produrre dolci freschezze.
L'URSS era immensa e spedire il gelato per migliaia di chilometri sarebbe stata un'impresa impossibile. Quindi ogni grande città aveva la propria fabbrica, ma tutte seguivano gli stessi standard GOST in modo che il gelato avesse lo stesso sapore ovunque lo si acquistasse.
Ancora oggi molte aziende riportano sulle confezioni frasi come "Prodotto secondo il GOST sovietico" o "Ricetta del 1948". Lo fanno perché, per molte persone cresciute nell'URSS, quel gusto rappresenta un ricordo d'infanzia.

Far parte dell'Unione Sovietica, però, non voleva solo dire mangiare tutti lo stesso cibo.
Mosca investì molto nella regione degli "-stan" costruendo ferrovie, scuole, ospedali, reti elettriche e grandi sistemi di irrigazione.
L'istruzione e l'alfabetizzazione aumentarono enormemente e molte città si trasformarono in centri industriali.
Allo stesso tempo, però, tutto era fortemente controllato dal governo centrale che decideva su cosa si dovesse basare l'economia di una certa regione.
L'Uzbekistan, ad esempio, divenne uno dei maggiori produttori di cotone dell'URSS. Interi territori furono destinati a questa coltivazione, con enormi opere di irrigazione che portarono al prosciugamento del Mare d'Aral, uno dei più grandi disastri ambientali del XX secolo.
L'URSS influenzò anche l'architettura delle principali città dei Paesi che facevano parte dell'Unione. Durante il periodo sovietico le città furono ridisegnate secondo i principi urbanistici di Mosca: grandi viali, piazze monumentali e quartieri residenziali costruiti in serie. Questo stile architettonico è rimasto ed è evidente ancora oggi in alcune città del Kazakistan o del Kirghizistan. Aggiunge quel fascino brutale e decadente meravigliosamente brutto.
gelato2.jpg (166 KB)
Quando l'URSS si sciolse nel 1991, gli Stati dell'Asia Centrale diventarono indipendenti, ma molte abitudini rimasero.
Si vendono ancora gelati prodotti secondo le ricette sovietiche, le fabbriche nate durante l'URSS sono ancora operative, le persone parlano ancora russo come seconda lingua e si scrive in cirillico.
Quindi quel gelato, con la falce e il martello sulla confezione, per qualcuno sa di infanzia, di passato, di spensieratezza.
È un po' lo stesso effetto che fa a me il Fiordifragola. Mi ricorda i pomeriggi d'estate seduta sulle scale fuori dalla casa di nonna mentre mi rinfrescavo tra una partita a "un due tre stella" e l'altra.
Anche oggi, appena ne addento un pezzetto, vengo ricatapultata lì e mi sento nostalgicamente felice.
Quante cose può fare un semplice gelato.
"Il gelato è felicità condensata."
(Jessie Lane Adams)
Angela (e Paolo)
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.