Premana: l’incendio della Val Fraina avanza verso Ovest. Si spera nella pioggia “per contenere la situazione”
Niente da fare. Dopo il grande dispiegamento di mezzi messo in campo a partire da metà della scorsa settimana e fino allo scorso sabato 1 agosto – tra elicotteri antincendio, Canadair, qualche lancio anche da parte dell’elicottero Erickson S-64 Air Crane dei Vigili del Fuoco, senza contare il supporto della squadra SAPR, che con i droni ha mappato con maggiore precisione i focolai per fornire indicazioni precise ai vettori aerei, e della squadra nautica, che ha perlustrato e presidiato lo specchio di lago interessato dalle manovre di ammaraggio dei Canadair – e ai due temporali del fine settimana (tra sabato sera e domenica mattina), l’incendio della Val Fraina, nel premanese, non è ancora domato.
Dopo un paio di giorni (quelli successivi alle precipitazioni) dove la situazione sembrava in deciso miglioramento, dallo scorso martedì 4 agosto fumo e fiamme hanno ripreso a levarsi sui costoni che sormontano l’Alpe Caprecolo. Nessuno, in fondo, si era “illuso” che bastassero un paio di (brevi) temporali per spegnere un rogo che flagella i monti premanesi ormai da un mese. Un rogo che “cova” nel sottosuolo e che, non a caso, si era già riattivato una prima volta dopo qualche giorno in cui la situazione pareva sotto controllo. Il gran caldo, la siccità e il vento che “batte” su una zona particolarmente esposta hanno fatto, e stanno facendo, il resto.

A partire da ieri pomeriggio, il fronte dell’incendio si è spostato in maniera decisa verso Ovest, sul versante della Val Marmino che porta verso Taeggio, in una zona più ricca di vegetazione boschiva di quanto non fosse il costone roccioso colpito per primo dalle fiamme. Costone che, a quanto sembra, ormai sostanzialmente non brucia più, “fatto salvo per qualche piccola fumaiola, che però si attiva “sul bruciato”, e per un tronco di larice che di tanto in tanto solleva ancora un po’ di fumo… forse è proprio quello colpito dal fulmine che ha scatenato l’incendio” ci spiega Antonio Bertoldini, caposquadra dell’Antincendio Boschivo di Premana.

“Oggi l’elicottero regionale non ha volato e credo che nemmeno verso sera arriverà (considerate anche le situazioni del Monte Moregallo e di Gordona, ndr). La situazione, tuttavia, è abbastanza sotto controllo in questo momento. La cosa importante è che le fiamme non oltrepassino la valle per poi salire dall’altra parte: a quel punto sarebbe un bel problema” aggiunge Bertoldini, il quale infine non esclude un intervento via terra nella giornata di domani, “che però valuteremo con maggiore calma e attenzione domattina”.

Nel frattempo, resta valida l’ordinanza comunale che ordina la chiusura al transito veicolare e pedonale della variante dell’A.S.P. “Fraina” che porta fino all’Alpe Caprecolo (fino alla completa estinzione del rogo), oltre alla chiusura della strada A.S.P. di Fraina dall’Alpe Rasga in avanti, ma solo in concomitanza degli interventi di spegnimento dell’incendio. Ieri il comune di Premana ha inoltre emesso un’ordinanza in tema di prevenzione incendi, che impone: il divieto di accensione di qualsiasi tipo di fuoco, fuochi di ripulitura e falò, compresa la tradizionale “fogarate” che si svolge il 14 agosto di ogni anno negli alpeggi del Comune di Premana; il divieto di utilizzo di fuochi d’artificio, lanterne volanti e di ogni altro dispositivo che possa costituire causa di innesco; non lasciare fuochi incustoditi e verificare sempre il completo spegnimento degli stessi, assicurandosi di disporre di adeguati mezzi di estinzione. Presenti, inoltre, una serie di inviti a prestare attenzione con fiamme, materiali infiammabili e simili.

In conclusione, la speranza è quella che arrivi finalmente un po’ di pioggia. “I temporali potrebbero soltanto contenere le fiamme, non estinguere l’incendio. Servirebbe invece una pioggia continua per qualche giorno, in grado di penetrare negli strati profondi del terreno” chiarisce ancora Bertoldini. “Meglio di niente” verrebbe da dire, però. Visti incendi, caldo e siccità.


A partire da ieri pomeriggio, il fronte dell’incendio si è spostato in maniera decisa verso Ovest, sul versante della Val Marmino che porta verso Taeggio, in una zona più ricca di vegetazione boschiva di quanto non fosse il costone roccioso colpito per primo dalle fiamme. Costone che, a quanto sembra, ormai sostanzialmente non brucia più, “fatto salvo per qualche piccola fumaiola, che però si attiva “sul bruciato”, e per un tronco di larice che di tanto in tanto solleva ancora un po’ di fumo… forse è proprio quello colpito dal fulmine che ha scatenato l’incendio” ci spiega Antonio Bertoldini, caposquadra dell’Antincendio Boschivo di Premana.

“Oggi l’elicottero regionale non ha volato e credo che nemmeno verso sera arriverà (considerate anche le situazioni del Monte Moregallo e di Gordona, ndr). La situazione, tuttavia, è abbastanza sotto controllo in questo momento. La cosa importante è che le fiamme non oltrepassino la valle per poi salire dall’altra parte: a quel punto sarebbe un bel problema” aggiunge Bertoldini, il quale infine non esclude un intervento via terra nella giornata di domani, “che però valuteremo con maggiore calma e attenzione domattina”.

Nel frattempo, resta valida l’ordinanza comunale che ordina la chiusura al transito veicolare e pedonale della variante dell’A.S.P. “Fraina” che porta fino all’Alpe Caprecolo (fino alla completa estinzione del rogo), oltre alla chiusura della strada A.S.P. di Fraina dall’Alpe Rasga in avanti, ma solo in concomitanza degli interventi di spegnimento dell’incendio. Ieri il comune di Premana ha inoltre emesso un’ordinanza in tema di prevenzione incendi, che impone: il divieto di accensione di qualsiasi tipo di fuoco, fuochi di ripulitura e falò, compresa la tradizionale “fogarate” che si svolge il 14 agosto di ogni anno negli alpeggi del Comune di Premana; il divieto di utilizzo di fuochi d’artificio, lanterne volanti e di ogni altro dispositivo che possa costituire causa di innesco; non lasciare fuochi incustoditi e verificare sempre il completo spegnimento degli stessi, assicurandosi di disporre di adeguati mezzi di estinzione. Presenti, inoltre, una serie di inviti a prestare attenzione con fiamme, materiali infiammabili e simili.

In conclusione, la speranza è quella che arrivi finalmente un po’ di pioggia. “I temporali potrebbero soltanto contenere le fiamme, non estinguere l’incendio. Servirebbe invece una pioggia continua per qualche giorno, in grado di penetrare negli strati profondi del terreno” chiarisce ancora Bertoldini. “Meglio di niente” verrebbe da dire, però. Visti incendi, caldo e siccità.
A.Te.




















