Parco Kennedy: la memoria istituzionale impone coerenza. Servono fatti, non polemiche
La chiusura temporanea dell’area campi del Parco Eunice Kennedy ha riacceso il dibattito sul futuro di uno degli spazi pubblici più importanti della città. Un confronto legittimo che, però, dovrebbe partire da un elemento fondamentale: ricordare come si è arrivati alla situazione attuale.
Il comunicato diffuso dai Giovani Democratici offre l'occasione per una riflessione. Le criticità che oggi vengono evidenziate non sono nate con l'ordinanza del nuovo Sindaco né con il recente cambio di amministrazione. Si tratta di problemi che si sono accumulati nel tempo e che residenti e famiglie hanno segnalato a più riprese: episodi di degrado, vandalismi, schiamazzi, danneggiamenti e una crescente percezione di insicurezza.
Fratelli d'Italia segue da anni la vicenda del Parco Kennedy, raccogliendo le segnalazioni dei cittadini e denunciando il progressivo deterioramento di un'area che dovrebbe essere un luogo di incontro, sport e socialità. Un patrimonio della città che, invece, è rimasto privo di una visione capace di tenere insieme sicurezza, educazione e piena fruibilità degli spazi pubblici.
Per questo appare difficile non notare una contraddizione. Oggi i Giovani Democratici sostengono la necessità di presidiare il parco, coinvolgere il mondo associativo, investire in percorsi educativi e garantire una presenza costante sul territorio. Sono proposte condivisibili. Proprio per questo viene naturale chiedersi perché non siano state messe in campo quando a governare la città era la stessa area politica di riferimento.
La coerenza richiede di riconoscere anche le responsabilità del passato: non si possono invocare oggi soluzioni che ieri non si sono volute o sapute realizzare.
L'ordinanza non rappresenta la soluzione definitiva del problema, ma prende atto di una situazione che non poteva più essere ignorata. La sua efficacia sarà valutata sulla capacità di trasformarsi in un intervento concreto, realmente temporaneo, con tempi chiari, obiettivi verificabili e risultati tangibili per la comunità. Saranno i fatti, più delle dichiarazioni, a dire se la strada intrapresa è quella giusta.
I cittadini sono stanchi di una politica che si limita a commentare ogni vicenda e dimentica troppo facilmente le proprie responsabilità. Spesso ogni problema diventa terreno di scontro anziché un'occasione per contribuire alla ricerca di soluzioni.
Lecco ha bisogno di una politica che ascolti, decida, si assuma le proprie responsabilità e si misuri sui risultati. La credibilità delle istituzioni non nasce dalle dichiarazioni, ma dalla coerenza delle scelte e dalla capacità di affrontare i problemi trasformandoli in opportunità per l'intera comunità.
L'auspicio è che prevalgano il buon senso e la volontà di confronto, da parte di maggioranza e opposizione, nell'interesse comune di individuare le soluzioni migliori per Lecco e per i suoi cittadini.
Meno proclami, più fatti. Meno polemiche, più soluzioni.
Il comunicato diffuso dai Giovani Democratici offre l'occasione per una riflessione. Le criticità che oggi vengono evidenziate non sono nate con l'ordinanza del nuovo Sindaco né con il recente cambio di amministrazione. Si tratta di problemi che si sono accumulati nel tempo e che residenti e famiglie hanno segnalato a più riprese: episodi di degrado, vandalismi, schiamazzi, danneggiamenti e una crescente percezione di insicurezza.
Fratelli d'Italia segue da anni la vicenda del Parco Kennedy, raccogliendo le segnalazioni dei cittadini e denunciando il progressivo deterioramento di un'area che dovrebbe essere un luogo di incontro, sport e socialità. Un patrimonio della città che, invece, è rimasto privo di una visione capace di tenere insieme sicurezza, educazione e piena fruibilità degli spazi pubblici.
Per questo appare difficile non notare una contraddizione. Oggi i Giovani Democratici sostengono la necessità di presidiare il parco, coinvolgere il mondo associativo, investire in percorsi educativi e garantire una presenza costante sul territorio. Sono proposte condivisibili. Proprio per questo viene naturale chiedersi perché non siano state messe in campo quando a governare la città era la stessa area politica di riferimento.
La coerenza richiede di riconoscere anche le responsabilità del passato: non si possono invocare oggi soluzioni che ieri non si sono volute o sapute realizzare.
L'ordinanza non rappresenta la soluzione definitiva del problema, ma prende atto di una situazione che non poteva più essere ignorata. La sua efficacia sarà valutata sulla capacità di trasformarsi in un intervento concreto, realmente temporaneo, con tempi chiari, obiettivi verificabili e risultati tangibili per la comunità. Saranno i fatti, più delle dichiarazioni, a dire se la strada intrapresa è quella giusta.
I cittadini sono stanchi di una politica che si limita a commentare ogni vicenda e dimentica troppo facilmente le proprie responsabilità. Spesso ogni problema diventa terreno di scontro anziché un'occasione per contribuire alla ricerca di soluzioni.
Lecco ha bisogno di una politica che ascolti, decida, si assuma le proprie responsabilità e si misuri sui risultati. La credibilità delle istituzioni non nasce dalle dichiarazioni, ma dalla coerenza delle scelte e dalla capacità di affrontare i problemi trasformandoli in opportunità per l'intera comunità.
L'auspicio è che prevalgano il buon senso e la volontà di confronto, da parte di maggioranza e opposizione, nell'interesse comune di individuare le soluzioni migliori per Lecco e per i suoi cittadini.
Meno proclami, più fatti. Meno polemiche, più soluzioni.
Loredana Colella, Consigliere Comunale di Fratelli d'Italia




















