Parco Kennedy: scelta necessaria per tutelare il bene comune
In merito alle critiche rivolte all’Amministrazione comunale da parte dei giovani democratici sulla decisione di chiudere temporaneamente il Parco Kennedy fino alla riapertura delle scuole, ritengo doveroso chiarire le ragioni che hanno portato a questa scelta.
La decisione assunta dal Sindaco e dalla Giunta non nasce dalla volontà di privare i cittadini di uno spazio pubblico, ma dalla necessità di intervenire con determinazione davanti a una situazione che, da tempo, era diventata insostenibile. Atti vandalici, schiamazzi, comportamenti incivili e ripetute segnalazioni da parte dei residenti hanno reso indispensabile un intervento immediato.
Chi oggi sostiene che “chiudere non è la soluzione” propone una riflessione legittima, ma dimentica un principio fondamentale: il bene comune appartiene a tutti e tutti hanno il dovere di rispettarlo. Quando si decide di ignorare le regole, danneggiando un luogo pubblico e limitando la serenità di chi vive il quartiere, l’Amministrazione ha il dovere di intervenire.
La chiusura del parco è una misura temporanea e straordinaria, adottata per ristabilire ordine, sicurezza e rispetto. Non rappresenta una resa, ma un segnale chiaro: gli spazi pubblici sono di tutti e non possono diventare terra di nessuno.
Le numerose manifestazioni di apprezzamento ricevute dai residenti dimostrano che questa decisione risponde a un’esigenza reale del territorio. È giusto ascoltare i giovani e promuovere luoghi di aggregazione, ma è altrettanto giusto ricordare che ogni diritto è accompagnato da precisi doveri. La libertà di alcuni non può trasformarsi in un disagio per un intero quartiere.
Come consigliere comunale della Lega continuerò a sostenere tutte le iniziative volte a garantire sicurezza, decoro e rispetto delle regole, nella convinzione che amministrare significhi assumersi la responsabilità di prendere decisioni anche difficili, quando l’interesse della collettività lo richiede.
La decisione assunta dal Sindaco e dalla Giunta non nasce dalla volontà di privare i cittadini di uno spazio pubblico, ma dalla necessità di intervenire con determinazione davanti a una situazione che, da tempo, era diventata insostenibile. Atti vandalici, schiamazzi, comportamenti incivili e ripetute segnalazioni da parte dei residenti hanno reso indispensabile un intervento immediato.
Chi oggi sostiene che “chiudere non è la soluzione” propone una riflessione legittima, ma dimentica un principio fondamentale: il bene comune appartiene a tutti e tutti hanno il dovere di rispettarlo. Quando si decide di ignorare le regole, danneggiando un luogo pubblico e limitando la serenità di chi vive il quartiere, l’Amministrazione ha il dovere di intervenire.
La chiusura del parco è una misura temporanea e straordinaria, adottata per ristabilire ordine, sicurezza e rispetto. Non rappresenta una resa, ma un segnale chiaro: gli spazi pubblici sono di tutti e non possono diventare terra di nessuno.
Le numerose manifestazioni di apprezzamento ricevute dai residenti dimostrano che questa decisione risponde a un’esigenza reale del territorio. È giusto ascoltare i giovani e promuovere luoghi di aggregazione, ma è altrettanto giusto ricordare che ogni diritto è accompagnato da precisi doveri. La libertà di alcuni non può trasformarsi in un disagio per un intero quartiere.
Come consigliere comunale della Lega continuerò a sostenere tutte le iniziative volte a garantire sicurezza, decoro e rispetto delle regole, nella convinzione che amministrare significhi assumersi la responsabilità di prendere decisioni anche difficili, quando l’interesse della collettività lo richiede.
Roberto Manfreda, Consigliere Comunale – Lega




















