Lecco Calcio a 5: intervista al presidente Maruccia sulla nuova stagione

La pubblicazione dei gironi della prossima Serie A2 Élite da parte della Divisione Calcio a 5 ha dato il via alla marcia di avvicinamento delle società alla nuova stagione sportiva. Il Lecco inizierà la preparazione estiva agli ordini di mister Darci Foletto e del suo staff nella giornata di lunedì 17 agosto e, in attesa di quel giorno, abbiamo fatto quattro chiacchiere con il presidente Marcello Maruccia.
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Presidente, un commento al girone A in cui è stato inserito il Lecco?
«Innanzitutto voglio esprimere grande soddisfazione per il ripescaggio delle due squadre lombarde, Saints Pagnano e Real Sesto. Essere in cinque a rappresentare la Lombardia in questa categoria è un segnale importante e può solo fare bene all'intero movimento del futsal regionale. Più società ai massimi livelli significano maggiore competitività, più visibilità e nuove opportunità di crescita per tutto il nostro territorio».

C'è una favorita numero uno alla vittoria finale?
«Credo che, almeno sulla carta, il Mantova parta con i favori del pronostico e credo non avrà rivali. Ha costruito una rosa di assoluto livello e sarà assolutamente la squadra da "provare" a battere. Alle sue spalle, però, vedo un campionato molto equilibrato, nel quale ogni partita potrà nascondere insidie e saranno i dettagli a fare la differenza. Tra le squadre che mi hanno colpito maggiormente c'è sicuramente il Pordenone, protagonista di una campagna acquisti davvero importante, con innesti di grande qualità che lo rendono una delle formazioni più interessanti del girone».

Lecco profondamente rinnovato.
«Per quanto riguarda noi, siamo consapevoli di avere una squadra giovanissima, probabilmente la più giovane tra tutte quelle impegnate nei campionati nazionali. Ma non vogliamo che questo venga considerato un limite: al contrario, crediamo che rappresenti uno dei nostri principali punti di forza. Abbiamo costruito un gruppo ricco di talento, entusiasmo e qualità, composto da ragazzi con enormi margini di crescita, ma già pronti a confrontarsi con un campionato impegnativo».

Possiamo dire Lecco giovane, ma ambizioso?
«Se riusciremo a esprimere con continuità tutto il nostro potenziale, mantenendo umiltà, spirito di sacrificio e la giusta mentalità, sono convinto che potremo toglierci grandi soddisfazioni. L'età si legge sulla carta d'identità, ma il talento, il carattere e la personalità si dimostrano sul campo. Ed è proprio lì che questa squadra avrà l'opportunità di far vedere il proprio valore. Ho enorme fiducia nei nostri ragazzi, nel mister e in tutto lo staff. Questa è, probabilmente, la squadra più bella che abbiamo mai costruito, non soltanto per il valore tecnico, ma perché rappresenta il punto di arrivo di un percorso iniziato tanti anni fa. Abbiamo scelto di investire con convinzione sui giovani, anche quando era la strada più difficile, perché abbiamo sempre creduto che fosse quella più giusta. Oggi iniziamo a raccogliere i frutti di quel lavoro, e questo ci rende particolarmente orgogliosi».

Che stagione sarà quella bluceleste?
«Naturalmente siamo anche consapevoli che il campionato darà le sue risposte solo strada facendo. Credo che il mese di dicembre sarà il primo vero momento per capire quale potrà essere il nostro percorso. In quel momento valuteremo con attenzione la situazione, con grande serenità e lucidità. Se saremo nelle posizioni di vertice e il campo ci dirà che possiamo ambire a qualcosa di importante, la società sarà pronta a fare le valutazioni necessarie per provare a compiere un ulteriore passo in avanti. Se invece la classifica dovesse indicarci la necessità di intervenire per affrontare al meglio il prosieguo della stagione, saremo altrettanto pronti a farlo. Ma c'è anche una terza possibilità, quella nella quale crediamo maggiormente: continuare il nostro percorso con questo gruppo, rimanere così come siamo e dimostrare che il talento, il lavoro quotidiano e la crescita dei nostri ragazzi possono essere il nostro vero valore aggiunto. Siamo convinti che questa squadra abbia già dentro qualità e risorse importanti per poterci regalare grandissime soddisfazioni».

Il puntare sui giovani sembra essere diventata una moda, cosa ne pensa?
«Oggi sentiamo spesso parlare anche nei campionati apicali di settore giovanile, di valorizzazione dei giovani e di progettualità. Sono concetti che riempiono facilmente interviste e presentazioni. La realtà, però, è un'altra: le società che hanno davvero il coraggio di investire nei giovani, di aspettarli, di sbagliare con loro e di farli crescere senza cercare scorciatoie, si contano sulle dita di una mano. Noi abbiamo fatto questa scelta tanti anni fa, quando era la strada più complicata e meno appariscente, e continueremo a percorrerla con convinzione. Questo perché crediamo che i giovani non rappresentino il futuro del nostro sport, ma rappresentino il presente, a patto di avere il coraggio di dare loro fiducia. Le vittorie regalano emozioni, ma sono i progetti costruiti nel tempo a lasciare un segno».
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