Violenza giovanile: problema di sicurezza, di prevenzione e di responsabilità
Come Forza Italia Lecco siamo già intervenuti pubblicamente sul tema della violenza giovanile e sulla necessità di interrogarsi sull’efficacia degli strumenti a disposizione dello Stato anche quando a commettere fatti gravi sono ragazzi molto giovani.
Oggi, quanto accaduto nel centro di Lecco rende ancora più evidente quanto sia necessario mantenere alta l'attenzione sul problema. Un problema che non riguarda soltanto il capoluogo, ma che tocca da vicino diversi comuni della nostra Provincia, dalle stazioni ferroviarie ai luoghi di ritrovo dei ragazzi lungo il territorio.
Secondo le prime ricostruzioni giornalistiche, che dovranno naturalmente essere verificate dalle Forze dell’ordine, questa mattina due gruppi di giovani si sarebbero affrontati nel cuore della città, tra urla, inseguimenti, bottiglie lanciate e cinghie utilizzate come strumenti di offesa.
Non intendiamo sostituirci agli investigatori ed attribuire responsabilità prima che siano compiuti tutti gli accertamenti necessari.
Ma una cosa la politica deve poterla dire: quando nel centro di una città o nei nostri centri provinciali si verificano episodi di questo genere, la questione non può essere liquidata come una semplice bravata.
È un problema di sicurezza, di educazione, di prevenzione e anche di responsabilità.
Per questo ritengo che debba proseguire con serietà anche il confronto sulla proposta di legge a prima firma dell’onorevole Marta Fascina, presentata alla Camera, che interviene sulla disciplina dell’imputabilità dei minori.
La discussione sull’eventuale abbassamento della soglia di imputabilità non può essere affrontata sull’onda dell’emotività e non può certamente significare criminalizzare un’intera generazione.
Ma allo stesso tempo non possiamo avere paura di porci una domanda difficile: se alcuni comportamenti violenti e criminali vengono posti in essere da ragazzi sempre più giovani, il nostro ordinamento dispone davvero di tutti gli strumenti necessari per intervenire, responsabilizzare e, soprattutto, prevenire la reiterazione di condotte pericolose?
La risposta non può essere soltanto repressiva. Servono sostegni alle famiglie, scuola, servizi sociali, educazione alla legalità, prevenzione, presenza capillare sul territorio e Forze dell’ordine messe nelle condizioni di operare efficacemente in tutti i nostri comuni.
Ma prevenire significa anche intervenire prima che una situazione degeneri.
Quello accaduto oggi a Lecco – così come altri segnali che arrivano dal nostro territorio provinciale – non deve diventare motivo per puntare il dito contro i giovani, né tantomeno contro un’intera categoria di persone.
Deve però essere l’occasione per ribadire che la sicurezza dei cittadini e la tutela dei nostri ragazzi sono due facce della stessa responsabilità.
Come Segretario provinciale di Forza Italia Lecco continuerò a sostenere una posizione chiara: più prevenzione, più educazione, più presenza delle istituzioni su tutto il territorio lecchese, ma anche strumenti giuridici adeguati quando vengono commessi fatti gravi.
La discussione sulla proposta Fascina va affrontata con serietà, senza slogan e senza pregiudizi. Perché davanti alla violenza giovanile non possiamo né girarci dall’altra parte né limitarci a indignarci dopo ogni episodio. Dobbiamo costruire risposte concrete prima che il problema diventi ancora più grave.
Oggi, quanto accaduto nel centro di Lecco rende ancora più evidente quanto sia necessario mantenere alta l'attenzione sul problema. Un problema che non riguarda soltanto il capoluogo, ma che tocca da vicino diversi comuni della nostra Provincia, dalle stazioni ferroviarie ai luoghi di ritrovo dei ragazzi lungo il territorio.
Secondo le prime ricostruzioni giornalistiche, che dovranno naturalmente essere verificate dalle Forze dell’ordine, questa mattina due gruppi di giovani si sarebbero affrontati nel cuore della città, tra urla, inseguimenti, bottiglie lanciate e cinghie utilizzate come strumenti di offesa.
Non intendiamo sostituirci agli investigatori ed attribuire responsabilità prima che siano compiuti tutti gli accertamenti necessari.
Ma una cosa la politica deve poterla dire: quando nel centro di una città o nei nostri centri provinciali si verificano episodi di questo genere, la questione non può essere liquidata come una semplice bravata.
È un problema di sicurezza, di educazione, di prevenzione e anche di responsabilità.
Per questo ritengo che debba proseguire con serietà anche il confronto sulla proposta di legge a prima firma dell’onorevole Marta Fascina, presentata alla Camera, che interviene sulla disciplina dell’imputabilità dei minori.
La discussione sull’eventuale abbassamento della soglia di imputabilità non può essere affrontata sull’onda dell’emotività e non può certamente significare criminalizzare un’intera generazione.
Ma allo stesso tempo non possiamo avere paura di porci una domanda difficile: se alcuni comportamenti violenti e criminali vengono posti in essere da ragazzi sempre più giovani, il nostro ordinamento dispone davvero di tutti gli strumenti necessari per intervenire, responsabilizzare e, soprattutto, prevenire la reiterazione di condotte pericolose?
La risposta non può essere soltanto repressiva. Servono sostegni alle famiglie, scuola, servizi sociali, educazione alla legalità, prevenzione, presenza capillare sul territorio e Forze dell’ordine messe nelle condizioni di operare efficacemente in tutti i nostri comuni.
Ma prevenire significa anche intervenire prima che una situazione degeneri.
Quello accaduto oggi a Lecco – così come altri segnali che arrivano dal nostro territorio provinciale – non deve diventare motivo per puntare il dito contro i giovani, né tantomeno contro un’intera categoria di persone.
Deve però essere l’occasione per ribadire che la sicurezza dei cittadini e la tutela dei nostri ragazzi sono due facce della stessa responsabilità.
Come Segretario provinciale di Forza Italia Lecco continuerò a sostenere una posizione chiara: più prevenzione, più educazione, più presenza delle istituzioni su tutto il territorio lecchese, ma anche strumenti giuridici adeguati quando vengono commessi fatti gravi.
La discussione sulla proposta Fascina va affrontata con serietà, senza slogan e senza pregiudizi. Perché davanti alla violenza giovanile non possiamo né girarci dall’altra parte né limitarci a indignarci dopo ogni episodio. Dobbiamo costruire risposte concrete prima che il problema diventi ancora più grave.
Il Segretario Provinciale di Forza Italia Lecco, Roberto Gagliardi




















