Indovero: processione con la Madonna di Pomaleccio, tra fede e 'quadri'
Si è tenuta ieri sera a Indovero, frazione di Casargo, la tradizionale processione con la Madonna di Pomaleccio. La statua, portata a spalla lungo le vie della frazione, ha compiuto un percorso arricchito da suggestivi quadri viventi, dedicati alla vita dei pastori e degli abitanti rurali che, un tempo, contribuirono anche alla costruzione del santuario.
Cinque i momenti caratteristici rappresentati per l’occasione, con protagonisti alcuni bambini della comunità, vestiti con gli abiti di una volta e impegnati nel rievocare antichi mestieri e consuetudini della vita contadina.

Il primo quadro ha riproposto il pranzo a base di pane e polenta, formaggio, uova e i prodotti del lavoro nei campi. A seguire, la scena dedicata alla mungitura delle bovine, attività fondamentale per ottenere il latte e i suoi derivati destinati al consumo quotidiano. Un ruolo centrale era svolto dalla latteria, vero e proprio centro della vita contadina, dove ogni mattina e ogni sera veniva portato il latte per la lavorazione. Un compito che spesso spettava ai bambini, che trascorrevano gran parte del tempo insieme ai genitori e imparavano fin da piccoli i mestieri della famiglia.

Particolarmente curati nei dettagli anche i gerli, tradizionali strumenti utilizzati per il trasporto delle merci. Portati sulle spalle, venivano impiegati da tutti i componenti della famiglia e realizzati in dimensioni diverse, a seconda della statura di chi li usava.
Non sono mancati i boscaioli, tradizionalmente uomini, il cui duro lavoro era fondamentale per garantire l’approvvigionamento della legna necessaria a riscaldare le abitazioni durante i mesi invernali.
Accanto a ciascuna delle rappresentazioni era presente una Madonna, simbolo della profonda devozione che da sempre caratterizza la comunità locale e che trova nella processione di Pomaleccio uno dei suoi momenti più sentiti.

Numerosi i partecipanti con in testa uno zampognaro e il parroco, don Bruno Maggioni. Al termine delle litanie, il sacerdote ha chiamato accanto a sé tutti i bambini che avevano preso parte ai quadri viventi e ha distribuito loro delle caramelle.

Un piccolo gesto che ha regalato un momento di sorpresa e di gioia ai più piccoli, chiamati uno a uno prima di scoprire il dolce omaggio preparato per loro, chiudendo così una serata all’insegna della tradizione, della fede e della memoria della vita di un tempo.


Il primo quadro ha riproposto il pranzo a base di pane e polenta, formaggio, uova e i prodotti del lavoro nei campi. A seguire, la scena dedicata alla mungitura delle bovine, attività fondamentale per ottenere il latte e i suoi derivati destinati al consumo quotidiano. Un ruolo centrale era svolto dalla latteria, vero e proprio centro della vita contadina, dove ogni mattina e ogni sera veniva portato il latte per la lavorazione. Un compito che spesso spettava ai bambini, che trascorrevano gran parte del tempo insieme ai genitori e imparavano fin da piccoli i mestieri della famiglia.

Particolarmente curati nei dettagli anche i gerli, tradizionali strumenti utilizzati per il trasporto delle merci. Portati sulle spalle, venivano impiegati da tutti i componenti della famiglia e realizzati in dimensioni diverse, a seconda della statura di chi li usava.
Accanto a ciascuna delle rappresentazioni era presente una Madonna, simbolo della profonda devozione che da sempre caratterizza la comunità locale e che trova nella processione di Pomaleccio uno dei suoi momenti più sentiti.

Numerosi i partecipanti con in testa uno zampognaro e il parroco, don Bruno Maggioni. Al termine delle litanie, il sacerdote ha chiamato accanto a sé tutti i bambini che avevano preso parte ai quadri viventi e ha distribuito loro delle caramelle.

Un piccolo gesto che ha regalato un momento di sorpresa e di gioia ai più piccoli, chiamati uno a uno prima di scoprire il dolce omaggio preparato per loro, chiudendo così una serata all’insegna della tradizione, della fede e della memoria della vita di un tempo.
M.A.




















