Mandello celebra San Lorenzo. E 4 'suoi' sacerdoti. Benedizione sul lago
Dopo aver per giorni allungato la sguardo verso il fuoco che divorava le pendici del Monte Moregallo, quest'oggi a Mandello gli occhi sono tornati ad essere tutti per il Lago. Puntuale, come ogni 10 agosto, si è rinnovata infatti la tradizione della benedizione sulle acque del Lario e sui natanti che le solcano con il loro carico di pescatori, sportivi, appassionati e passeggeri.

Ad impartirla è stata monsignor Giuliano Zanotta, dopo aver celebrato in San Lorenzo la funzione solenne in occasione del patrono, occasione anche per commemorare i sacerdoti legati alla comunità e per festeggiare gli anniversari di ordinazione di quattro prelati e dunque il 60° di don Mario Tamola di Olcio e il 50° di don Marco Malugani (parroco di Lierna), di padre Sandro Lafranconi e padre Elia Panizza.

Cercando di concentrare in un breve messaggio il senso della giornata odierna, senza appesantire ulteriormente una messa già più lunga di quelle ordinarie, monsignor Zanotta ha ricordato come Lorenzo, fino al martirio, fosse un diacono, rimasto dunque sul gradino più basso della gerarchia ecclesiastica che prevede poi i prelati e i vescovi, con quest'ultimi tali perché "guardano dall'alto" sugli altri.
"Diacono vuol dire servo", ha sottolineato, rifacendosi anche a San Paolo che si firmava quale "schiavo di Gesù Cristo", con l'etimologia che riporta a servitore. "Un diacono - ha dunque sintetizzato, riproponendo ai tanti fedeli radunati al suo cospetto, un giro di parole già usato nell'incontrare i seminaristi all'avvio del loro percorso verso il presbiterato - serve se serve. Se non serve a cosa serve?".

Da qui la riflessione sul fatto che "nella Chiesa dobbiamo ritrovare il senso del servizio". Un prete, dunque, anche al traguardo del 60° di sacerdozio, ha rimarcato monsignor Zanotta, rimane e deve restare servo. "Il diaconato si supera, ma rimane nel cuore e nella vita", ha ricordato per sé e per i "colleghi" all'altare, elevando ad esempio proprio San Lorenzo, connotato dal "servizio della carità" e dal "servizio del martirio".

Al termine della funzione, in corteo, con lo stemma comunale e quello della Protezione civile in testa, alla presenza anche di una nutrita delegazione di rappresentati dell'amministrazione comunale a cominciare dal sindaco Riccardo Fasoli in fascia tricolore, i mandellesi hanno raggiunto il pontile della navigazione, per la benedizione impartita dopo aver portato in processione per le strette vie dell'abitato la reliquia del patrono.

La giornata di festeggiamenti proseguirà nel pomeriggio con la Fiera di San Lorenzo: dalle ore 16.00 Piazza Garibaldi ospiterà le immancabili bancarelle. A completare il programma, dalle 17.00 alle 21.00, cittadini e visitatori potranno partecipare ai suggestivi mini tour a bordo delle tradizionali Lucie, con la presenza del gruppo folkloristico Firlinfeu "L'Allegra Brigata" in abiti tradizionali. Alle 18.30 aprirà la cucina dell'Oratorio prima dell'avvio della serata danzante con liscio e balli di gruppo animata dall'Orchestra Grilli.

Alle 22 l'atteso spettacolo pirotecnico sul Lago. Tradizione irrinunciabile, con i fuochi - assicura il primo cittadino ribattendo alle polemiche delle ultime ore - gestiti da personale specializzato, senza lasciare nulla all'improvvisazione, quella sì, a suo giudizio, pericolosa.

Ad impartirla è stata monsignor Giuliano Zanotta, dopo aver celebrato in San Lorenzo la funzione solenne in occasione del patrono, occasione anche per commemorare i sacerdoti legati alla comunità e per festeggiare gli anniversari di ordinazione di quattro prelati e dunque il 60° di don Mario Tamola di Olcio e il 50° di don Marco Malugani (parroco di Lierna), di padre Sandro Lafranconi e padre Elia Panizza.

Cercando di concentrare in un breve messaggio il senso della giornata odierna, senza appesantire ulteriormente una messa già più lunga di quelle ordinarie, monsignor Zanotta ha ricordato come Lorenzo, fino al martirio, fosse un diacono, rimasto dunque sul gradino più basso della gerarchia ecclesiastica che prevede poi i prelati e i vescovi, con quest'ultimi tali perché "guardano dall'alto" sugli altri.

Da qui la riflessione sul fatto che "nella Chiesa dobbiamo ritrovare il senso del servizio". Un prete, dunque, anche al traguardo del 60° di sacerdozio, ha rimarcato monsignor Zanotta, rimane e deve restare servo. "Il diaconato si supera, ma rimane nel cuore e nella vita", ha ricordato per sé e per i "colleghi" all'altare, elevando ad esempio proprio San Lorenzo, connotato dal "servizio della carità" e dal "servizio del martirio".

Al termine della funzione, in corteo, con lo stemma comunale e quello della Protezione civile in testa, alla presenza anche di una nutrita delegazione di rappresentati dell'amministrazione comunale a cominciare dal sindaco Riccardo Fasoli in fascia tricolore, i mandellesi hanno raggiunto il pontile della navigazione, per la benedizione impartita dopo aver portato in processione per le strette vie dell'abitato la reliquia del patrono.

La giornata di festeggiamenti proseguirà nel pomeriggio con la Fiera di San Lorenzo: dalle ore 16.00 Piazza Garibaldi ospiterà le immancabili bancarelle. A completare il programma, dalle 17.00 alle 21.00, cittadini e visitatori potranno partecipare ai suggestivi mini tour a bordo delle tradizionali Lucie, con la presenza del gruppo folkloristico Firlinfeu "L'Allegra Brigata" in abiti tradizionali. Alle 18.30 aprirà la cucina dell'Oratorio prima dell'avvio della serata danzante con liscio e balli di gruppo animata dall'Orchestra Grilli.

Alle 22 l'atteso spettacolo pirotecnico sul Lago. Tradizione irrinunciabile, con i fuochi - assicura il primo cittadino ribattendo alle polemiche delle ultime ore - gestiti da personale specializzato, senza lasciare nulla all'improvvisazione, quella sì, a suo giudizio, pericolosa.




















