Nuova rubrica estiva: tutte le strade che portano alCUBO³. E' la volta di Radici a Rancio
alCUBO³ entra nella sua fase più operativa e si racconta attraverso i molteplici ambiti e le diverse progettualità che costituiranno il cuore di questa nuova rubrica, pensata anche come guida per chi desideri conoscere più da vicino e partecipare alla vita del nostro nuovo polo giovanile.
Nato da un percorso di coprogettazione promosso dal Comune di Lecco, insieme al Servizio Giovani, nell'ambito dell'avviso "Spazio al Talento" promosso da ANCI, alCUBO³ ha sede negli spazi del Centro Civico Sandro Pertini di via dell'Eremo e raggruppa nove associazioni: AVAL ODV – Associazione di Volontariato delle ACLI Lombardia, ente capofila del progetto, R-Evolution APS, TRAMM APS, Vibes SSD, MeloVivo APS, Radice, Radici a Rancio APS, Horus Club e Save the Lake ETS, oltre a una rete di collaborazioni con associazioni ed enti del territorio, impegnate con una comune sensibilità sociale ma con approcci differenti ai temi e ai bisogni emergenti della società. Con loro c'è anche l'interprete di lingua dei segni Alessandra Butti.

L'ampio ventaglio di interessi e progettualità non fa di alCUBO³ un generico contenitore; al contrario, uno spazio permanente che tende a valorizzare la specificità delle singole realtà, favorendone la collaborazione e la costruzione di iniziative condivise.
In questa rubrica, resa disponibile dalla generosa apertura della redazione di LeccoOnline, sarà possibile conoscere le attività dei diversi soggetti, scandite da un calendario che permetterà di sincronizzarsi sulle proposte prossime e venture.
Abbiamo scelto come titoletto guida di ogni associazione "È la volta di..." per sancire una sequenza, ma non certo una graduatoria, consapevoli che dietro ogni associazione e ogni progetto si muove un team di giovani appassionati e desiderosi di dare il proprio contributo alla crescita della comunità.
Contiamo che questo strumento faciliti la connessione tra i protagonisti di questo spazio vitale che necessita di contatti continui, scambi di esperienze e paritario confronto.
Non solo coltivare ortaggi, ma anche relazioni. Come nasce Radici a Rancio?
«L'associazione è nata nel marzo di quest'anno dal desiderio di portare sul territorio pratiche agricole ecologiche e di avvicinare la cittadinanza a una produzione alimentare sostenibile. Abbiamo preso in gestione uno spazio a Rancio trasformandolo in un orto sociale, convinti che il cibo possa diventare molto più di un semplice prodotto da coltivare: può essere un'occasione per creare comunità, ritrovarsi, conoscersi e comprendere come frutta e ortaggi possano essere prodotti nel rispetto della terra.
Questa è la filosofia che ci guida anche nell’esperienza che stiamo conducendo ad alCUBO³, dove ogni mercoledì portiamo un piccolo orto didattico nel playground del Centro Pertini. È uno spazio aperto ai bambini, alle famiglie e agli abitanti del quartiere, pensato per osservare da vicino il ciclo di vita delle piante e riscoprire il legame tra l’uomo e la natura. Per noi l'orto è un luogo di incontro: uno spazio nel quale coltivare la terra significa, al tempo stesso, coltivare relazioni.»

In che modo l'orto diventa uno strumento educativo per bambini, giovani e famiglie?
«Il piccolo orto didattico nel playground permette ai bambini e agli abitanti del quartiere di osservare da vicino il ciclo di vita delle piante e conoscere l'origine degli alimenti che consumiamo ogni giorno. Organizziamo anche incontri tematici: abbiamo ospitato un apicoltore per raccontare il ruolo delle api nell'ecosistema, affrontiamo temi come le consociazioni tra le piante e lo stretto rapporto tra il mondo umano e naturale.»

Come, con la vostra attività ad alCUBO³, pensate di poter contribuire alla costruzione di una città più verde?
«Spesso la natura viene percepita come qualcosa di esterno alla città, quasi una cornice. Noi crediamo invece che le persone abbiano bisogno di viverla anche negli spazi urbani. L'orto rappresenta uno dei luoghi in cui la collaborazione tra uomo e natura si manifesta concretamente. Anche una città, come il suolo, è una rete di relazioni. Per questo abbiamo scelto di entrare in alCUBO³: vogliamo offrire ai giovani la possibilità di sperimentarsi, conoscere realtà diverse e costruire legami destinati a durare ben oltre la conclusione del progetto. L'obiettivo è crescere insieme e lasciare alla comunità un luogo vivo, aperto e capace di unire nella diversità. Un’opera di semina, la nostra, e di raccolto, un ciclo dinamico nel quale ciascuno può ricavarsi un ruolo e rendersi partecipe di un cambiamento».
Per conoscere nel dettaglio tutte le attività, i corsi, gli eventi in programma e il calendario costantemente aggiornato di alCUBO³ è possibile consultare il sito dedicato: https://alcubolecco.it e il profilo Instagram alcubo.lecco
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Nato da un percorso di coprogettazione promosso dal Comune di Lecco, insieme al Servizio Giovani, nell'ambito dell'avviso "Spazio al Talento" promosso da ANCI, alCUBO³ ha sede negli spazi del Centro Civico Sandro Pertini di via dell'Eremo e raggruppa nove associazioni: AVAL ODV – Associazione di Volontariato delle ACLI Lombardia, ente capofila del progetto, R-Evolution APS, TRAMM APS, Vibes SSD, MeloVivo APS, Radice, Radici a Rancio APS, Horus Club e Save the Lake ETS, oltre a una rete di collaborazioni con associazioni ed enti del territorio, impegnate con una comune sensibilità sociale ma con approcci differenti ai temi e ai bisogni emergenti della società. Con loro c'è anche l'interprete di lingua dei segni Alessandra Butti.

L'ampio ventaglio di interessi e progettualità non fa di alCUBO³ un generico contenitore; al contrario, uno spazio permanente che tende a valorizzare la specificità delle singole realtà, favorendone la collaborazione e la costruzione di iniziative condivise.
In questa rubrica, resa disponibile dalla generosa apertura della redazione di LeccoOnline, sarà possibile conoscere le attività dei diversi soggetti, scandite da un calendario che permetterà di sincronizzarsi sulle proposte prossime e venture.
Abbiamo scelto come titoletto guida di ogni associazione "È la volta di..." per sancire una sequenza, ma non certo una graduatoria, consapevoli che dietro ogni associazione e ogni progetto si muove un team di giovani appassionati e desiderosi di dare il proprio contributo alla crescita della comunità.
Contiamo che questo strumento faciliti la connessione tra i protagonisti di questo spazio vitale che necessita di contatti continui, scambi di esperienze e paritario confronto.
Il team di alCUBO³
È la volta di Radici a Rancio
Non solo coltivare ortaggi, ma anche relazioni. Come nasce Radici a Rancio?«L'associazione è nata nel marzo di quest'anno dal desiderio di portare sul territorio pratiche agricole ecologiche e di avvicinare la cittadinanza a una produzione alimentare sostenibile. Abbiamo preso in gestione uno spazio a Rancio trasformandolo in un orto sociale, convinti che il cibo possa diventare molto più di un semplice prodotto da coltivare: può essere un'occasione per creare comunità, ritrovarsi, conoscersi e comprendere come frutta e ortaggi possano essere prodotti nel rispetto della terra.
Questa è la filosofia che ci guida anche nell’esperienza che stiamo conducendo ad alCUBO³, dove ogni mercoledì portiamo un piccolo orto didattico nel playground del Centro Pertini. È uno spazio aperto ai bambini, alle famiglie e agli abitanti del quartiere, pensato per osservare da vicino il ciclo di vita delle piante e riscoprire il legame tra l’uomo e la natura. Per noi l'orto è un luogo di incontro: uno spazio nel quale coltivare la terra significa, al tempo stesso, coltivare relazioni.»

In che modo l'orto diventa uno strumento educativo per bambini, giovani e famiglie?
«Il piccolo orto didattico nel playground permette ai bambini e agli abitanti del quartiere di osservare da vicino il ciclo di vita delle piante e conoscere l'origine degli alimenti che consumiamo ogni giorno. Organizziamo anche incontri tematici: abbiamo ospitato un apicoltore per raccontare il ruolo delle api nell'ecosistema, affrontiamo temi come le consociazioni tra le piante e lo stretto rapporto tra il mondo umano e naturale.»

Come, con la vostra attività ad alCUBO³, pensate di poter contribuire alla costruzione di una città più verde?
«Spesso la natura viene percepita come qualcosa di esterno alla città, quasi una cornice. Noi crediamo invece che le persone abbiano bisogno di viverla anche negli spazi urbani. L'orto rappresenta uno dei luoghi in cui la collaborazione tra uomo e natura si manifesta concretamente. Anche una città, come il suolo, è una rete di relazioni. Per questo abbiamo scelto di entrare in alCUBO³: vogliamo offrire ai giovani la possibilità di sperimentarsi, conoscere realtà diverse e costruire legami destinati a durare ben oltre la conclusione del progetto. L'obiettivo è crescere insieme e lasciare alla comunità un luogo vivo, aperto e capace di unire nella diversità. Un’opera di semina, la nostra, e di raccolto, un ciclo dinamico nel quale ciascuno può ricavarsi un ruolo e rendersi partecipe di un cambiamento».
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