Tutte le strade che portano alCUBO³: è la volta di Radice

Radice non è Radici per Rancio. Nome quasi sovrapponibile, scopi diversi per le due realtà, entrambe coinvolte nel progetto di alCUBO³, filo conduttore di questa nostra rubrica estiva arrivata alla terza uscita.

La vostra storia nasce tra i banchi del Liceo scientifico e musicale di Lecco, ma continua ben oltre il diploma. Com'è nato questo percorso che ha portato alla fondazione di Radice?
«L'associazione è stata costituita formalmente nel marzo del 2019, ma la sua storia inizia qualche anno prima. Tutto nasce da un'intuizione di alcuni insegnanti che hanno continuato a coltivare il rapporto con molti dei loro ex studenti anche dopo la maturità. Si è così cominciato, in modo informale, a ritrovarsi tra ragazzi di annate diverse per condividere una cena e, soprattutto, lunghe discussioni su temi culturali, scientifici, artistici e di attualità. Quello che inizialmente era un semplice ritrovarsi è diventato progressivamente un'esigenza: dare continuità a quella curiosità intellettuale che la scuola aveva acceso e che nessuno voleva perdere. Così è nata Radice. Anche il nome racconta questa storia: richiama le radici peculiari del Liceo scientifico e musicale di Lecco, dove questa esperienza è nata, omaggia "Radice di Tre", storica associazione e giornale satirico della scuola, ma rappresenta anche il desiderio di mettere radici nel territorio. Oggi, entrando in alCUBO³, quella storia continua idealmente diventando "Radice al Cubo".»
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Parlate di "dispersione culturale". Quale bisogno avete intercettato nei giovani e come cercate di rispondervi?
«Questa è una definizione che usiamo spesso per descrivere un fenomeno silenzioso: tanti ragazzi, terminato il percorso scolastico, smettono di frequentare luoghi di approfondimento culturale. Noi vogliamo offrire un'alternativa, partendo da due convinzioni: la prima è che la cultura abbia ancora bisogno dell'incontro dal vivo; la seconda è che valga la pena dedicare tempo all'approfondimento, senza inseguire necessariamente i ritmi dei social. In realtà questo bisogno appartiene anzitutto a noi stessi: abbiamo fondato Radice proprio perché volevamo continuare a imparare insieme. La multidisciplinarietà è la nostra cifra distintiva: alterniamo conferenze di carattere umanistico, scientifico e artistico-musicale, coinvolgendo studiosi, ricercatori e professionisti. Nei prossimi mesi porteremo ad alCUBO³ un'osservazione astronomica, una conferenza sui materiali intelligenti e uno dei nostri format più apprezzati, "Presenta la tua tesi di laurea", dedicato agli ex studenti del Grassi.»
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Qual è la Lecco che immaginate per gli anni a venire e come pensate di contribuire alla sua costruzione?
«Lecco sta vivendo una fase di trasformazione tra la fine della sua tradizione industriale, la crescita del turismo e un rapporto ancora da definire con Milano. Noi immaginiamo una città che scelga di investire sempre di più sull'istruzione, sulla ricerca e sulla capacità di attrarre giovani che decidano poi di restare. In questo percorso alCUBO³ rappresenta molto più di uno spazio fisico. È un luogo dove associazioni diverse possono contaminarsi, creare relazioni e offrire ai giovani occasioni di crescita autentica. È stato proprio questo spirito a convincerci a entrare nel progetto: condividere competenze, valorizzare gli spazi del Centro Pertini e costruire una rete che continui a generare cultura e partecipazione anche negli anni a venire.»

Per conoscere nel dettaglio tutte le attività, i corsi, gli eventi in programma e il calendario costantemente aggiornato di alCUBO³ è possibile consultare il sito dedicato: https://alcubolecco.it e il profilo Instagram alcubo.lecco

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