Premana: il 19 arriva Delpini, in occasione del 125esimo della croce del Pizzo Cavallo
Il prossimo 19 agosto l’Arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini farà visita alla comunità di Premana, officiando la messa delle ore 11 presso il Pè d’Artin (in Valvarrone), in occasione del 125° anniversario della posa della croce sul Pizzo Cavallo. Seguirà un rinfresco per tutti organizzato dai capi alpe, mentre alle ore 15.30 ci si sposterà verso i vicini Forni Sotto, per la recita del Santo Rosario presso la cappelletta della Madonna.
La visita di Mons. Delpini – che non è nuovo a recarsi sul territorio premanese, dove già nel 2019 aveva visitato i vari alpeggi, mentre nel 2021 aveva celebrato la messa sulla vetta del Monte Rotondo – coincide, come accennato, con le celebrazioni per il 125°esimo anniversario della croce del Pizzo Cavallo. Quest’ultimo rappresenta la cima che sovrasta l’alpeggio dei Forni e si trova sulla dorsale che divide la Val Fraina dalla Valvarrone, a 2019 metri di quota. Più che un pizzo, la sua forma è proprio quella di un dorso di cavallo… da qui una denominazione che ne richiama la conformazione. Sul Pizzo Cavallo risplende una grande croce in ferro, alta ben 7,80 metri e larga più di 5 metri.
Tornando indietro nel tempo, nel 1900 papa Leone XIII rivolse il suo invito a fregiare del simbolo cristiano – la croce - le più alte vette dei monti. Anche i premanesi risposero all’appello e nel corso di quello stesso anno venne costruita la croce da posare sul Pizzo Alto (sul versante che sovrasta Premana), che alcuni volevano però innalzare sul Pizzo Cavallo, essendo questo in posizione più centrale rispetto al territorio premanese. La contesa si risolse a favore dei primi, così gli alpigiani della Val Fraina e della Valvarrone decisero di comune accordo di fabbricare un’altra croce più grande e con maggiori ornamenti della prima. Entrambe le croci vennero montate sul sagrato dell’allora Chiesa di San Rocco, non essendoci in paese altri ambienti sufficientemente vasti. Le croci rimasero lì per mesi e, dopo che il 5 agosto del 1901 venne inaugurata quella sul Pizzo Alto, una settimana più tardi fu la volta di quella sul Pizzo Cavallo. Nel volume “oltre le pietre” di Antonio Bellati, il racconto di quella giornata. 
“Era la domenica 12 agosto 1901: dopo la prima Messa delle ore cinque, un folto gruppo di giovani si avviò verso il Pizzo Cavallo, portando i pesanti pezzi che componevano la croce. Seguirono la strada che dai Forni porta a Varrone, salirono alla bocchetta di Laréc e quindi, lungo la cresta, raggiunsero la vetta. I pezzi più pesanti venivano portati contemporaneamente da ben quattro uomini, ma, nel tratto terminale, cioè dal Scenderèer fino alla cima, essendo il sentiero molto stretto, si dovette ricorrere ad una vera follia. Infatti il pezzo più pesante fu caricato sulle spalle di due soli giovani che si erano offerti volontari. I due erano: Pomoni Antonio Tónóon e Sanelli Francesco. Il giorno stesso fu predisposto il basamento e fu innalzata la croce. Una bottiglia fu interrata ai piedi della stessa con i nomi di quanti avevano in qualche modo collaborato all’impresa. Terminati i lavori di fissaggio, la numerosa folla si riunì attorno alla croce per assistere alla benedizione. Erano presenti alcuni sacerdoti, dei quali si ignora il nome. Soltanto si ricorda la presenza dell’allora Coadiutore di Premana Don Sebastiano Veronelli. Dopo la funzione, con grande meraviglia dei presenti, venne fatta salire nel cielo una mongolfiera che tutti i premanesi seguirono con lo sguardo fin quando scomparve nell’azzurro della magnifica giornata. A sera, scendendo per la Càsere, la folla cantava allegramente; le ragazze presenti intonarono con ardore una strofetta che ripeteva tra l’altro: “Cambierà la luna, cambieranno le stelle, ma la croce del Pizzo Cavallo non cambierà mai più”.”
E, infatti, l’importante simbolo religioso si erge ancora lì, ben 125 anni dopo la sua nascita. Un anniversario che verrà festeggiato “a dovere” il prossimo 19 agosto.

Tornando indietro nel tempo, nel 1900 papa Leone XIII rivolse il suo invito a fregiare del simbolo cristiano – la croce - le più alte vette dei monti. Anche i premanesi risposero all’appello e nel corso di quello stesso anno venne costruita la croce da posare sul Pizzo Alto (sul versante che sovrasta Premana), che alcuni volevano però innalzare sul Pizzo Cavallo, essendo questo in posizione più centrale rispetto al territorio premanese. La contesa si risolse a favore dei primi, così gli alpigiani della Val Fraina e della Valvarrone decisero di comune accordo di fabbricare un’altra croce più grande e con maggiori ornamenti della prima. Entrambe le croci vennero montate sul sagrato dell’allora Chiesa di San Rocco, non essendoci in paese altri ambienti sufficientemente vasti. Le croci rimasero lì per mesi e, dopo che il 5 agosto del 1901 venne inaugurata quella sul Pizzo Alto, una settimana più tardi fu la volta di quella sul Pizzo Cavallo. Nel volume “oltre le pietre” di Antonio Bellati, il racconto di quella giornata. 
Una foto alla Croce scattata nel 1952
“Era la domenica 12 agosto 1901: dopo la prima Messa delle ore cinque, un folto gruppo di giovani si avviò verso il Pizzo Cavallo, portando i pesanti pezzi che componevano la croce. Seguirono la strada che dai Forni porta a Varrone, salirono alla bocchetta di Laréc e quindi, lungo la cresta, raggiunsero la vetta. I pezzi più pesanti venivano portati contemporaneamente da ben quattro uomini, ma, nel tratto terminale, cioè dal Scenderèer fino alla cima, essendo il sentiero molto stretto, si dovette ricorrere ad una vera follia. Infatti il pezzo più pesante fu caricato sulle spalle di due soli giovani che si erano offerti volontari. I due erano: Pomoni Antonio Tónóon e Sanelli Francesco. Il giorno stesso fu predisposto il basamento e fu innalzata la croce. Una bottiglia fu interrata ai piedi della stessa con i nomi di quanti avevano in qualche modo collaborato all’impresa. Terminati i lavori di fissaggio, la numerosa folla si riunì attorno alla croce per assistere alla benedizione. Erano presenti alcuni sacerdoti, dei quali si ignora il nome. Soltanto si ricorda la presenza dell’allora Coadiutore di Premana Don Sebastiano Veronelli. Dopo la funzione, con grande meraviglia dei presenti, venne fatta salire nel cielo una mongolfiera che tutti i premanesi seguirono con lo sguardo fin quando scomparve nell’azzurro della magnifica giornata. A sera, scendendo per la Càsere, la folla cantava allegramente; le ragazze presenti intonarono con ardore una strofetta che ripeteva tra l’altro: “Cambierà la luna, cambieranno le stelle, ma la croce del Pizzo Cavallo non cambierà mai più”.”
E, infatti, l’importante simbolo religioso si erge ancora lì, ben 125 anni dopo la sua nascita. Un anniversario che verrà festeggiato “a dovere” il prossimo 19 agosto.
A.Te.




















