Premana: l'incendio non è ancora estinto. Servirebbe pioggia copiosa
Dopo che la scorsa settimana l’incendio della Val Fraina, nel premanese, si era riattivato in modo molto serio a partire da martedì 4 agosto, spostandosi in maniera decisa verso Ovest (nella Val Marmino) – e in concomitanza con le emergenze del Moregallo e di Gordona, che hanno complicato l’arrivo dei mezzi antincendio in Alta Valle – il temporale abbastanza intenso dello scorso venerdì 7 agosto sembrava aver dato un bel freno alle fiamme. E così è stato, effettivamente. Anche se, come già dimostrato in precedenza e come ribadito più volte dal caposquadra dell’Antincendio Boschivo di Premana Antonio Bertoldini, “un temporale non può spegnere un incendio di questo tipo, che continua ad agire sotto la superficie del terreno”.
Sabato 8 agosto, quattro volontari di AIB Premana sono intervenuti, per la prima volta, via terra, risalendo la Val Marmino a partire dalla cappelletta di Sasòrc, percorrendo il sentiero fino quasi a Taeggio. “Abbiamo spento diverse fumaiole ancora attive e “nascoste” sotto le rocce, anche se chiaramente l’intervento è stato confinato al sentiero e alle aree immediatamente adiacenti” spiega Bertoldini, ricordando che “tutto il resto della zona è troppo impervio e pericoloso per poter anche solo pensare di intervenire via terra”.
Il giorno successivo, domenica 9 agosto, al mattino, si è registrata una piccola ripresa, con qualche colonna di fumo che anche ieri e oggi ha continuato e continua, di tanto in tanto, a levarsi dall’area più colpita dalle fiamme della scorsa settimana, a testimonianza della presenza di focolai ancora attivi. “Ogni volta ci risiamo. Sembra sempre spento, ma anche stamattina c’era ancora una fumaiola, tra l’altro abbastanza pericolosa perché posizionata sul perimetro dell’incendio, non all’interno dell’area già bruciata” aggiunge il caposquadra AIB. Sull’area ha effettuato alcuni ulteriori lanci l’elicottero regionale, tra domenica 9 agosto e ieri, lunedì 10.
Il rogo dell’Alpe Caprecolo – che ha coinvolto complessivamente circa 30 ettari di terreno – dunque “al momento non si può ancora considerare estinto, per la natura di questo incendio, che continua a “covare” sottoterra e all’interno delle cavità rocciose, e per l’impossibilità di intervenire via terra su buona parte dell’area coinvolta. Inoltre, gli stessi elicotteri faticano ad essere efficaci su un pendio così scosceso” afferma ancora Bertoldini. Per il quale – come già sottolineato più volte – “l’unica soluzione è una precipitazione importante che si prolunghi per qualche giorno”. Per il momento, “andiamo avanti così, monitorando la situazione e in attesa della pioggia. Se le fiamme si sposteranno in posti accessibili, saremo pronti ad intervenire”.




















