Bellano: in 300 con Andrea Vitali nei luoghi di 'Il piede nella fossa'

È partito dal sacrario di San Rocco, il racconto itinerante de "Il piede nella fossa", l’ultima fatica letteraria dello scrittore bellanese Andrea Vitali, presentata ieri sera in maniera originale, a "casa sua", tra le location che lo ispirano e che si ritrovano nei suoi libri. Quello proposto, come già in passato, è stato un percorso, di sosta in sosta, tra i luoghi che si ritrovano nelle pagine dell'ultimo romanzo, con il cimitero di Bellano come prima e, al tempo stesso, ultima tappa narrativa.
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Tantissimi i partecipanti che hanno preso parte alla serata, circa trecento, radunati a due passi dal cimitero dove il protagonista de "Il piede nella fossa", Mentore Carcolati, è vittima di una brutta caduta. Al parcheggio di Novareno, altro luogo caro alla fantasia dello scrittore, Vitali ha raccontato la vista sui tetti di Bellano, proprio sotto uno dei quali ha fatto nascere il protagonista della vicenda. I luoghi, la voce dell’autore e la luce dei lampioni hanno contribuito a creare un’atmosfera particolare, rendendo il tutto suggestivo. Il pubblico, seguendo passo dopo passo la narrazione, ha potuto immergersi nelle vicende.
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Il gruppo si è quindi incamminato in discesa verso il centro di Bellano, passando sotto l’arco accanto all’ex chiesa di San Nicolao. Da qui il “serpentone” ha raggiunto il lago, fermandosi nei pressi del molo ad ascoltare le vicende del Carcolati alla continua ricerca del posto in cui poter dare sepoltura al suo piede.
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Il cambio di scenario, al “lampione futurista”, ha introdotto nella storia nuovi personaggi e nuovi misteri, fino ad arrivare alla terrazza della Calchera, dove si trovava la casa del maresciallo Ernesto Maccadò. È proprio a lui una suora dell'Umberto I si rivolge per chiedere aiuto nella ricerca di un luogo dove dar sepolutura al piede amputato al signor Carcolati.
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Seguendo il marciapiede, il pubblico ha quindi raggiunto proprio l’ospedale, fermandosi all’esterno dell’ex camera mortuaria. Qui Vitali ha concluso il racconto, intrecciando la vicenda letteraria con un episodio legato alla propria esperienza di dottore.
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Lo scrittore ha ricordato il breve periodo trascorso, prima della laurea, nel reparto di pediatria e una sua particolare fantasia legata alla sala operatoria: l’idea che alcuni “piccoli pezzi” asportati nel corso degli interventi, come tonsille o appendici, potessero in qualche modo finire nel lago. Un’immagine che ha suscitato le risate del pubblico e che ha inevitabilmente riportato il pensiero al piede, ben più grande di quei piccoli frammenti e quindi, nell’immaginazione del medico-scrittore, ancora più difficile da far sparire nel Lario.
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All'Umberto I è intervenuto anche il direttore generale dell’ASST di Lecco, Marco Trivelli, che ha salutato i presenti e raccontato con ironia di aver predisposto un rinfresco “pensando ad una quarantina di partecipanti”, trovandosi invece davanti a un pubblico di gran lunga più numeroso.piedenellafossavitali__7_.jpg (1.42 MB)Imperdibile, del resto, l'occasione di assistere alla presentazione del romanzo direttamente a Bellano e con Vitali in carne e ossa. In percorso tra letteratura e luoghi reali, capace di trasformare il paese in una sorta di palcoscenico a cielo aperto e di accompagnare il pubblico dentro le atmosfere, i personaggi e i misteri de "Il piede nella fossa".
M.A.
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