Dopo il Moregallo, l'allarme si sposta a Calolziocorte: fuochi abusivi in zona Cartiera e nodi sicurezza al pettine

L’incendio del Moregallo ha tenuto l'intero territorio col fiato sospeso per giorni. In queste ore, mentre le indagini per individuare i responsabili del rogo sono in corso, il ringraziamento unanime della Comunità va ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile e a tutte le forze in campo. Operando in condizioni di caldo estremo, questi "angeli del fuoco" hanno evitato il peggio con uno sforzo straordinario.
L'emergenza alle porte di Lecco solleva però un interrogativo inevitabile sulla prevenzione nei comuni vicini, accendendo i riflettori sulla critica situazione di Calolziocorte. Il punto più sensibile è la zona dell'ex Cartiera. Qui, incuranti dei divieti vigenti, i frequentatori accendono fuochi tutto l'anno e abbandonano rifiuti in modo incontrollato. La questione è rimasta al centro del dibattito locale, rimbalzando anche sulla nota pagina social “Sei di Calolzio Se”.
I Cittadini lamentano come il degrado sia sotto gli occhi di tutti, tranne che dell'Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Marco Ghezzi e dalla sua Giunta. La contraddizione appare evidente se si osserva la geografia della nostra Città: il comando di Polizia Locale si trova a soli 100 metri dall'area critica.
Nonostante la vicinanza, i residenti segnalano una totale assenza di presidi costanti e pattugliamenti nella zona della Cartiera. Mentre i Comuni limitrofi investono in azioni preventive strutturali, a Calolziocorte la gestione della sicurezza urbana sconta decenni di immobilismo. In oltre trent'anni di amministrazione, infatti, non si è mai investito seriamente sulla Polizia Locale in termini di visione strategica e, soprattutto, di efficienza del servizio.
In queste ore si è ripresa la questione delle telecamere nella zona lungo il fiume: l'ennesimo annuncio con la solita retorica sul fatto che bisogna cercare i fondi. Peccato che, non più tardi di una decina di giorni fa, senza alcun problema, siano stati trovati 50.000 Euro per “spese per celebrazione del centenario del Comune di Calolziocorte”, e che in cassa dell’AUSM ci sia un bel tesoretto da oltre 1 Milione di Euro a favore del Comune di Calolziocorte (per dividendi maturati e già deliberati) e quindi pronto per essere speso, ma che inspiegabilmente, in questa fase, non viene toccato.
E poi, perché non mettere le telecamere in zona Cartiera? Perché non destinare aree dedicate per i barbecue, onde evitare ciò a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi?
Perché non fare ordinanze ad hoc con il divieto di consumo di alcolici nelle aree destinate al gioco dei bambini e fruite dalle famiglie?
Per non parlare della storica mancanza di programmazione e visione della nostra Città anche sulla gestione del personale, che fa discutere: bene le telecamere, ma chi controlla?
• Al comandante della Polizia Locale è stato concesso lo smart working ed è stato affidato anche il ruolo di Vicesegretario Comunale, ossia un'altra carica di enorme rilievo che finisce inevitabilmente per sottrarre tempo prezioso a una funzione, quella della sicurezza, che sarebbe già di per sé più che impegnativa.
• Si registra una costante mobilità in uscita del personale, segno di un corpo che fatica a trovare stabilità e attrattività. Quindi, chi controlla la nostra Città? D
opo otto anni di mandato e con Assessori di lungo corso che hanno trascorso la vita dentro le mura del Comune, la Cittadinanza si chiede quale sia la visione di futuro per la nostra Città, rifiutando l'idea di dover accettare un'eredità fatta di rassegnazione e declino. Le scuse e le giustificazioni non bastano più: serve un punto di svolta immediato per restituire efficienza e sicurezza a Calolziocorte. In conclusione: che priorità è stata data alla sicurezza da questa Amministrazione, non con le parole ma con i fatti? 
Sonia Mazzoleni, Calolziocorte BeneComune 
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.