Tremenico: dalla CEI fondi per il 'restyling' dell'organo
Dopo 172 anni di musica, l’organo Prestinari della chiesa di Sant’Agata di Tremenico si avvicina a un importante intervento di restauro. La Conferenza Episcopale Italiana ha infatti approvato un finanziamento che coprirà il 70% delle spese necessarie per il recupero dello strumento; il restante 30% sarà a carico della parrocchia.

L’annuncio è arrivato nella serata di martedì 11 agosto, in occasione del concerto ospitato dalla chiesa di Tremenico nell’ambito della 54esima edizione della Rassegna Organistica Valsassinese, ormai da anni tappa fissa della manifestazione. La serata è stata organizzata con il sostegno degli Amici dell’Ecomuseo della Valvarrone, principali promotori dell’appuntamento.

Davanti a una chiesa gremita si sono esibiti l’organista Ismaele Gatti e la violinista Erica Lynn, protagonisti di un concerto a due con musiche di Strauss, Bach, Mozart, Puccini e Wieniawski, oltre all’intermezzo della Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni.

Prima dell’esibizione, don Andrea Molteni, sacerdote della Comunità Pastorale San Carlo Borromeo, ha illustrato le prospettive per l’antico strumento, spiegando che la decisione della CEI rappresenta un significativo passo avanti rispetto alla raccolta fondi avviata nei mesi scorsi.

''Come sapete, da qualche mese avevamo iniziato una raccolta fondi per un restauro, per lo meno parziale, dell’organo di Tremenico, che avrebbe dovuto coinvolgere almeno le sue principali componenti. Pochi giorni fa, però, è arrivato l’annuncio da parte della nostra diocesi che la CEI ha approvato un finanziamento con cui coprirà il 70% delle spese di restauro dello strumento, mentre il restante 30% dovrà coprirlo la parrocchia. È un importante passo avanti che apre la strada a un lavoro di restauro conservativo più importante e strutturato''.

L’organo Prestinari accompagna le celebrazioni liturgiche e le principali ricorrenze della chiesa di Sant’Agata dal 1854. Uno strumento che, nonostante il trascorrere dei decenni, conserva caratteristiche che potrebbero consentire un recupero particolarmente fedele alla sua configurazione originaria.
A spiegare le condizioni attuali dello strumento è stato Daniele Invernizzi, curatore della Rassegna Organistica Valsassinese, che ha ricordato come la manifestazione sia giunta quest’anno alla sua 54esima edizione: ''Ormai la nostra rassegna organistica arriva alla 54esima edizione, è una delle rassegne organistiche più antiche d’Italia e d’Europa. È sempre una sfida mantenere questo primato, ma per il momento siamo sempre riusciti a riconfermarci organizzando numerose date''.
Invernizzi ha quindi ricordato un episodio avvenuto proprio durante una precedente edizione della rassegna: ''L’organista che suonerà questa sera, Ismaele Gatti, ha suonato l’organo Prestinari di questa chiesa già sette anni fa. Proprio durante una delle prove mattutine scoprimmo i danni che le canne e le altre componenti metalliche interne allo strumento avevano subito da parte di alcuni topi, che in diversi punti avevano rosicchiato lo stagno e il piombo''.

Un episodio che ha contribuito a far emergere con maggiore evidenza la necessità di intervenire sullo strumento: ''Mi auguro che questo possa essere l’ultimo concerto di un organo che necessita e merita pienamente un restauro approfondito, poiché rappresenta un patrimonio culturale di tutta la nostra Regione. Non avendo praticamente mai subito un restauro o sostituzioni di componenti meccaniche, potrebbe essere riportato alla condizione originale senza troppe variazioni strutturali. Questa sera, infatti, suonerà al 40% delle sue reali possibilità, a causa dei danni subiti nel corso dei decenni''.

Dopo Invernizzi ha preso la parola l’organista Ismaele Gatti, che ha presentato il programma della serata e la collega Erica Lynn, originaria di Los Angeles, in California: ''Ci siamo conosciuti mesi fa e abbiamo subito iniziato a collaborare insieme'' ha raccontato Gatti.
Per l’esibizione, Lynn ha suonato con il proprio strumento personale: un violino del 1716 realizzato da Carlo Tononi, messole a disposizione da donatori anonimi e sostenitori della sua carriera concertistica.

Il restauro dell’organo, tuttavia, non è ancora entrato nella fase operativa. La nuova raccolta fondi non è stata ufficialmente avviata, in attesa della definizione e dell’approvazione dei preventivi da parte della Soprintendenza e della scelta del canale attraverso cui effettuare le donazioni.
Rimane invece ancora disponibile il conto della prima raccolta fondi, avviata prima della decisione della CEI e capace di raccogliere nei mesi scorsi circa 10mila euro. Una somma che potrebbe ora contribuire alla quota di spesa non coperta dal finanziamento e accompagnare il percorso verso il recupero dell’antico Prestinari.
Dopo 172 anni, dunque, il concerto avvenuto a Tremenico potrebbe davvero essere uno degli ultimi appuntamenti prima dell’intervento sullo storico organo.

L’obiettivo è restituire piena voce a uno strumento che, nonostante i danni accumulati nel tempo, conserva ancora una parte significativa della sua configurazione originale e rappresenta un importante patrimonio storico e culturale di tutto il territorio regionale.

L’annuncio è arrivato nella serata di martedì 11 agosto, in occasione del concerto ospitato dalla chiesa di Tremenico nell’ambito della 54esima edizione della Rassegna Organistica Valsassinese, ormai da anni tappa fissa della manifestazione. La serata è stata organizzata con il sostegno degli Amici dell’Ecomuseo della Valvarrone, principali promotori dell’appuntamento.

Davanti a una chiesa gremita si sono esibiti l’organista Ismaele Gatti e la violinista Erica Lynn, protagonisti di un concerto a due con musiche di Strauss, Bach, Mozart, Puccini e Wieniawski, oltre all’intermezzo della Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni.

Prima dell’esibizione, don Andrea Molteni, sacerdote della Comunità Pastorale San Carlo Borromeo, ha illustrato le prospettive per l’antico strumento, spiegando che la decisione della CEI rappresenta un significativo passo avanti rispetto alla raccolta fondi avviata nei mesi scorsi.

''Come sapete, da qualche mese avevamo iniziato una raccolta fondi per un restauro, per lo meno parziale, dell’organo di Tremenico, che avrebbe dovuto coinvolgere almeno le sue principali componenti. Pochi giorni fa, però, è arrivato l’annuncio da parte della nostra diocesi che la CEI ha approvato un finanziamento con cui coprirà il 70% delle spese di restauro dello strumento, mentre il restante 30% dovrà coprirlo la parrocchia. È un importante passo avanti che apre la strada a un lavoro di restauro conservativo più importante e strutturato''.

L’organo Prestinari accompagna le celebrazioni liturgiche e le principali ricorrenze della chiesa di Sant’Agata dal 1854. Uno strumento che, nonostante il trascorrere dei decenni, conserva caratteristiche che potrebbero consentire un recupero particolarmente fedele alla sua configurazione originaria.
Invernizzi ha quindi ricordato un episodio avvenuto proprio durante una precedente edizione della rassegna: ''L’organista che suonerà questa sera, Ismaele Gatti, ha suonato l’organo Prestinari di questa chiesa già sette anni fa. Proprio durante una delle prove mattutine scoprimmo i danni che le canne e le altre componenti metalliche interne allo strumento avevano subito da parte di alcuni topi, che in diversi punti avevano rosicchiato lo stagno e il piombo''.

Un episodio che ha contribuito a far emergere con maggiore evidenza la necessità di intervenire sullo strumento: ''Mi auguro che questo possa essere l’ultimo concerto di un organo che necessita e merita pienamente un restauro approfondito, poiché rappresenta un patrimonio culturale di tutta la nostra Regione. Non avendo praticamente mai subito un restauro o sostituzioni di componenti meccaniche, potrebbe essere riportato alla condizione originale senza troppe variazioni strutturali. Questa sera, infatti, suonerà al 40% delle sue reali possibilità, a causa dei danni subiti nel corso dei decenni''.

Dopo Invernizzi ha preso la parola l’organista Ismaele Gatti, che ha presentato il programma della serata e la collega Erica Lynn, originaria di Los Angeles, in California: ''Ci siamo conosciuti mesi fa e abbiamo subito iniziato a collaborare insieme'' ha raccontato Gatti.
Per l’esibizione, Lynn ha suonato con il proprio strumento personale: un violino del 1716 realizzato da Carlo Tononi, messole a disposizione da donatori anonimi e sostenitori della sua carriera concertistica.

Il restauro dell’organo, tuttavia, non è ancora entrato nella fase operativa. La nuova raccolta fondi non è stata ufficialmente avviata, in attesa della definizione e dell’approvazione dei preventivi da parte della Soprintendenza e della scelta del canale attraverso cui effettuare le donazioni.
Rimane invece ancora disponibile il conto della prima raccolta fondi, avviata prima della decisione della CEI e capace di raccogliere nei mesi scorsi circa 10mila euro. Una somma che potrebbe ora contribuire alla quota di spesa non coperta dal finanziamento e accompagnare il percorso verso il recupero dell’antico Prestinari.
Dopo 172 anni, dunque, il concerto avvenuto a Tremenico potrebbe davvero essere uno degli ultimi appuntamenti prima dell’intervento sullo storico organo.

L’obiettivo è restituire piena voce a uno strumento che, nonostante i danni accumulati nel tempo, conserva ancora una parte significativa della sua configurazione originale e rappresenta un importante patrimonio storico e culturale di tutto il territorio regionale.
T.P.




















