PAROLE CHE PARLANO/293
Naturale
Forse non era il caso di trattare questo termine. O forse sì.Cominciamo subito col dire che è un aggettivo che indica ciò che appartiene alla natura o che deriva dalle sue leggi. Per estensione, definiamo naturale anche ciò che è prevedibile, ovvio, spontaneo, genuino e non artificiale.
Come in un gioco di scatole cinesi, questo vocabolo proviene dal latino naturalis, derivato di natura, a sua volta di natus, participio passato di nasci, nascere. Quindi è “naturale” tutto ciò che esiste, dai viventi ai non viventi.
Da questa idea di spontaneità deriva anche un uso figurato molto frequente. Diciamo infatti: «È naturale che tu sia preoccupato», «È naturale che ti voglia bene» oppure «Era naturale aspettarsi una simile reazione». In questi casi non ci riferiamo alla natura in senso stretto, ma a qualcosa che appare normale, comprensibile, conforme a ciò che ci aspettiamo dalle persone e dalle situazioni. Il termine conserva però l'idea originaria di fondo: ciò che avviene senza forzature, secondo un corso che percepiamo come spontaneo.
Viviamo in un mondo dove le attività umane sono ormai così impattanti che abbiamo sentito la necessità di contrapporre a naturale il termine artificiale, per definire ciò che è modificato dall’uomo, non prodotto o addirittura inesistente in natura. Il fatto è che anche noi facciamo parte integrante della natura e tutto ciò che produciamo, dalle plastiche ai farmaci, in fondo, è naturale. Come lo sono gli allagamenti prodotti dai castori quando fermano i corsi d’acqua con le loro dighe, o i giganteschi termitai africani, alti quasi 8 metri e con gallerie sotterranee che possono estendersi fino a 250 metri di raggio. Il nostro peccato, tuttavia, non è quello impossibile di essere usciti dal mondo naturale, ma di essere particolarmente invasivi e distruttivi, anche nei nostri stessi confronti.
La coscienza ecologica sta, per fortuna, crescendo sempre più. Ma è difficile resistere alla tentazione di essere estremisti e così, cavalcando anche commercialmente queste buone intenzioni, contrapponiamo ed etichettiamo ad esempio con il termine “bio” tutto ciò che apparentemente è “naturale” e coltivato con metodi “naturali”.
Tralasciando tutte le considerazioni sul termine “bio” e su quanto siano davvero naturali questi prodotti, va sottolineato che l’agricoltura del passato aveva rese molto più basse, una forte esposizione a parassiti, muffe e carestie, nessun controllo sistematico su micotossine, batteri, contaminazioni; inoltre, la conservazione degli alimenti era rudimentale e insufficiente a garantire scorte e sicurezza. È noto che nel Medioevo la tossina di un fungo (la Claviceps purpurea che attacca i cereali, provocando la cosiddetta segale cornuta) causò epidemie mortali. Se oggi l'aspettativa di vita media è drasticamente più alta rispetto al Medioevo, lo dobbiamo proprio al fatto che abbiamo imparato a "forzare" e ad arginare quel corso naturale.
Rubrica a cura di Dino Ticli




















