Guardia di Finanza: le chiamate ingiustificate al 112 ora si dovranno pagare

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Quando una persona è in pericolo, ogni minuto può essere decisivo. Per questo è fondamentale che il sistema di soccorso possa intervenire rapidamente e concentrare le proprie risorse sulle situazioni di reale emergenza.

La Guardia di finanza concorre al sistema nazionale di ricerca e soccorso insieme alle altre istituzioni militari e civili. In mare, in montagna, nelle zone più difficili da raggiungere e in occasione di calamità o altre emergenze, il Corpo può mettere a disposizione personale specializzato, unità cinofile, automezzi, elicotteri, aerei, droni e unità navali.

Sono entrate in vigore nuove regole per gli interventi effettuati dalla Guardia di finanza.
Chi provoca volontariamente o con un comportamento gravemente imprudente una situazione che rende necessario il soccorso dovrà sostenerne i costi. Un principio simile vale anche in Lombardia, dove il Cnsas, in coordinamento con la sala operativa regionale, applica un aumento del 30 per cento su tariffe e massimali quando viene accertato un comportamento imprudente.

Lo stesso principio si applica a chi richiede un intervento senza una reale necessità o senza un giustificato motivo. Non viene introdotto alcun pagamento generalizzato. Chi si trova in una situazione di pericolo, oppure teme concretamente per l'incolumità di un'altra persona, deve continuare a chiedere aiuto senza esitazione.

Il pagamento non sarà automatico. Prima verrà sempre prestato il soccorso e soltanto dopo la conclusione delle operazioni saranno ricostruite e valutate le circostanze che hanno determinato l’intervento. Gli interventi possono durare molte ore e richiedere un rilevante impiego di uomini e mezzi. Una chiamata ingiustificata non è quindi priva di conseguenze: può impegnare risorse che, nello stesso momento, potrebbero essere necessarie per soccorrere chi si trova realmente in pericolo.

A quantificare i costi è il decreto del ministero dell’Economia del 24 luglio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 agosto ed entrato in vigore il giorno successivo. Per il personale la spesa oraria cresce con il grado: circa 30 euro per finanzieri e appuntati, 60 euro per gli ufficiali superiori, fino a 70 euro per i reparti aeronavali specializzati; ogni intervento sotto i sessanta minuti viene comunque conteggiato come un'ora piena. Sono i mezzi, però, a pesare di più sul conto finale: un elicottero bimotore può superare i 4mila euro l'ora, un aereo turboelica avvicinarsi ai 5mila. Più contenuti i costi di un pattugliatore della Guardia di finanza, che può comunque superare i mille euro l'ora, di una motoslitta, un euro e mezzo al chilometro, e di un mini drone, che resta sotto i 100 euro l'ora.

Al momento quella della Guardia di finanza è l'unica tariffa nazionale già operativa: mancano ancora i decreti attuativi per Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia costiera.

Accanto alla nuova disciplina statale, in Lombardia resta in vigore un sistema di compartecipazione già previsto dalla legge regionale numero 5 del 2015 e dalla delibera di Giunta X/4340, che si applica quando l'intervento in ambiente impervio non è seguito da accertamenti diagnostici o prestazioni in Pronto soccorso. Per una squadra a terra del Cnsas la tariffa è di 66,50 euro l'ora per i residenti lombardi e 95 euro per i non residenti, mentre per l'elisoccorso si sale rispettivamente a 1.050 e 1.500 euro l'ora. È inoltre previsto un tetto massimo di 420 euro per i residenti e 600 per i non residenti.

L'obiettivo delle nuove regole non è scoraggiare le persone dal chiedere aiuto, ma evitare richieste effettuate con leggerezza o prive di una concreta motivazione. In questo modo si proteggono le risorse pubbliche e, soprattutto, la capacità di risposta dell'intero sistema di soccorso.
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