Dopo le alghe, il battello spazzino libera anche il porto di Colico: rimosse 30 tonnellate di legname
Dopo le forti piogge che hanno interessato l’intera zona dell’Alto Lago e che hanno portato a valle tonnellate di detriti, il porto comunale di Colico, invaso dal materiale legnoso riversatosi nel Lario attraverso il fiume Adda, è stato liberato grazie all’intervento dei mezzi dell’Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi Minori.

«Le operazioni di pulizia del porto di Colico hanno impegnato gli operatori del battello spazzino per le intere giornate di martedì 25 e mercoledì 26 agosto. Ad oggi riteniamo concluso l’intervento di pulizia, durante il quale sono state raccolte circa 30 tonnellate di materiale, perlopiù costituito da legname di varia pezzatura», riferisce il direttore dell’Autorità di Bacino, Franco Binaghi.
Lo sottolinea inoltre come quanto accaduto negli scorsi giorni rappresenti un’anomalia per il territorio lacustre lecchese: «Gli eventi meteorici intensi dell’Alto Lago provocano solitamente accumuli di detriti galleggianti nella parte opposta, tra Gera Lario, Sorico e Domaso, per effetto delle correnti e dei venti predominanti. In questo caso è la prima volta che si è intervenuti in maniera consistente a Colico per effettuare una pulizia così approfondita del porto».


I costi dell’operazione non possono ancora essere quantificati con precisione, dal momento che l’intervento rientra nelle attività complessive di rimozione delle alghe e dei materiali galleggianti già effettuate dall’Autorità di Bacino a Pescate, Garlate, Lecco e Vercurago. Complessivamente, queste operazioni hanno richiesto 21 giorni di lavoro e hanno consentito di raccogliere circa 200 tonnellate di materiale vegetale. La contabilità definitiva è ancora in fase di redazione; per quanto riguarda la pulizia della zona di Colico, tuttavia, si stima un costo nell’ordine di qualche migliaio di euro.


In appena due giorni, l’Autorità di Bacino ha completato la pulizia del porto di Colico, intervenendo quasi parallelamente alle attività di rimozione delle alghe nella zona meridionale del ramo orientale del Lario, in particolare nell’area del lago di Garlate. L’intervento si è inserito in un quadro di attività particolarmente intenso per l’ente, impegnato negli ultimi giorni su più fronti a seguito degli eventi meteorologici che hanno interessato il territorio lacustre della provincia di Lecco da nord a sud.

L’Autorità di Bacino fa sapere che la situazione è sotto monitoraggio. I detriti ancora presenti in alcune zone del lago si ritiene possano essere dispersi dalle correnti o da altri fenomeni naturali che da sempre hanno caratterizzato l’ecosistema lacuale del Lago di Como. In caso di necessità, resta comunque chiaro che sarà effettuato un nuovo intervento di pulizia dei porti.


Anche il Comune di Colico è in prima linea nella rimozione e nello smaltimento di questi detriti portati sulle rive delle spiagge del paese dalle piogge: mentre, infatti, la pulizia dei porti è di competenza dell’Autorità di Bacino, quella dei litorali ricade sotto la competenza dell'amministrazione locale. Negli ultimi giorni, secondo le prime verifiche, sarebbero stati raccolti circa 500 metri cubi di materiale legnoso sui diversi chilometri di riva, e il lavoro non accenna a fermarsi.

Il battello spazzino al lavoro
«Le operazioni di pulizia del porto di Colico hanno impegnato gli operatori del battello spazzino per le intere giornate di martedì 25 e mercoledì 26 agosto. Ad oggi riteniamo concluso l’intervento di pulizia, durante il quale sono state raccolte circa 30 tonnellate di materiale, perlopiù costituito da legname di varia pezzatura», riferisce il direttore dell’Autorità di Bacino, Franco Binaghi.
Lo sottolinea inoltre come quanto accaduto negli scorsi giorni rappresenti un’anomalia per il territorio lacustre lecchese: «Gli eventi meteorici intensi dell’Alto Lago provocano solitamente accumuli di detriti galleggianti nella parte opposta, tra Gera Lario, Sorico e Domaso, per effetto delle correnti e dei venti predominanti. In questo caso è la prima volta che si è intervenuti in maniera consistente a Colico per effettuare una pulizia così approfondita del porto».

Il porto invaso dal materiale

I costi dell’operazione non possono ancora essere quantificati con precisione, dal momento che l’intervento rientra nelle attività complessive di rimozione delle alghe e dei materiali galleggianti già effettuate dall’Autorità di Bacino a Pescate, Garlate, Lecco e Vercurago. Complessivamente, queste operazioni hanno richiesto 21 giorni di lavoro e hanno consentito di raccogliere circa 200 tonnellate di materiale vegetale. La contabilità definitiva è ancora in fase di redazione; per quanto riguarda la pulizia della zona di Colico, tuttavia, si stima un costo nell’ordine di qualche migliaio di euro.

La situazione alghe a luglio prima dell'entrata in funzione del battello

In appena due giorni, l’Autorità di Bacino ha completato la pulizia del porto di Colico, intervenendo quasi parallelamente alle attività di rimozione delle alghe nella zona meridionale del ramo orientale del Lario, in particolare nell’area del lago di Garlate. L’intervento si è inserito in un quadro di attività particolarmente intenso per l’ente, impegnato negli ultimi giorni su più fronti a seguito degli eventi meteorologici che hanno interessato il territorio lacustre della provincia di Lecco da nord a sud.

Parte del materiale rimosso
L’Autorità di Bacino fa sapere che la situazione è sotto monitoraggio. I detriti ancora presenti in alcune zone del lago si ritiene possano essere dispersi dalle correnti o da altri fenomeni naturali che da sempre hanno caratterizzato l’ecosistema lacuale del Lago di Como. In caso di necessità, resta comunque chiaro che sarà effettuato un nuovo intervento di pulizia dei porti.

La situazione sulla costa

Anche il Comune di Colico è in prima linea nella rimozione e nello smaltimento di questi detriti portati sulle rive delle spiagge del paese dalle piogge: mentre, infatti, la pulizia dei porti è di competenza dell’Autorità di Bacino, quella dei litorali ricade sotto la competenza dell'amministrazione locale. Negli ultimi giorni, secondo le prime verifiche, sarebbero stati raccolti circa 500 metri cubi di materiale legnoso sui diversi chilometri di riva, e il lavoro non accenna a fermarsi.
T.P.




















