Lecco: truffe agli anziani, i raggiri più frequenti spiegati dalla Polizia
Prevenire le truffe, fornendo anche alla popolazione anziana gli strumenti per schivarle. Questo l’obiettivo dell’incontro ospitato dalla Sala Conferenze della Casa della Carità di Lecco in Via San Nicolò, nel pomeriggio di ieri alla presenza di un bel gruppetto di “diversamente giovani”.
L’iniziativa, sollecitata e promossa dalla Questura di Lecco in sinergia con la Caritas Ambrosiana, la Comunità pastorale Madonna del Rosario e l’associazione Anteas, nasce a fronte di un aumento di segnalazioni registrato specialmente durante il periodo estivo. L’incontro, guidato dall’Ispettore della Polizia di Stato Stefania Cusatis, affiancata dalla presenza della collega Antonella Bastianello in divisa operativa e da don Bortolo Uberti, è stato un momento di confronto diretto, concreto e partecipato per fornire agli anziani e alle loro famiglie strumenti efficaci di autodifesa.
L’appuntamento ha messo in luce come, se da un lato i pericoli tradizionali continuano a bussare direttamente alla porta di casa, dall'altro l'evoluzione tecnologica abbia aperto nuove e insidiose finestre sul mondo. La frequente solitudine e la necessitata digitalizzazione, rendono oggi gli anziani soggetti ancora più vulnerabili.
Ecco la rassegna delle modalità di raggiro che sono state analizzate e discusse, alcune delle quali oramai all’ordine del giorno anche sul nostro territorio:
- La truffa dello specchietto: il malvivente simula un incidente stradale producendo un danno sulla carrozzeria della vittima, accusandola di avergli danneggiato lo specchietto (già rotto in precedenza) e chiedendo un risarcimento immediato in contanti per evitare complicazioni burocratiche. L’invito per difendersi è quello di cercare di identificare la macchina dello sconosciuto (anche solo dal colore), chiudersi dentro la propria autovettura ed evitare di consegnare denaro contante.
- La truffa delle monetine: sfruttata soprattutto nei luoghi affollati, come i parcheggi dei supermercati. Dopo che la vittima ha riposto la spesa e appoggiato la borsa sul sedile passeggero, un malintenzionato fa cadere delle monete a terra vicino allo sportello del guidatore. Sfruttando la distrazione della persona che si china a guardare, un complice apre lo sportello opposto e ruba la borsa. Come difendersi: non lasciare mai la borsa incustodita sui sedili e mantenerla sempre davanti a sé, o assicurarsi che le portiere siano bloccate e i finestrini dell’auto chiusi.
- Borseggi: i malintenzionati (spesso donne, per fare abbassare la guardia) agiscono con destrezza approfittando della confusione di luoghi molto frequentati per sottrarre collanine, orologi, portafogli, telefoni o altri oggetti di valore. Tra gli esempi riportati molto frequente il momento dell'uscita dalla Messa: il ladro approccia la vittima salutandola con calore e stringendola in un abbraccio per sfilare catenine o orologi. Diffidare dunque in questi casi dalle dimostrazioni di affetto improvvise da parte di sconosciuti.
- I falsi tecnici a domicilio: finti operatori bussano alla porta paventando un pericolo imminente o inventando scuse plausibili, come finti controlli dell'acqua o pericolose fughe di gas. Una volta distratta la vittima, rubano i preziosi e si dileguano. Ricordare che gli enti ufficiali (come la Provincia) inviano sempre avvisi scritti o raccomandate e non mandano mai tecnici senza preavviso. Non aprire dunque per alcun motivo.
- I falsi parenti e i falsi carabinieri al telefono: sfruttando i numeri fissi, i truffatori chiamano fingendosi figli, nipoti o forze dell'ordine. Raccontano di un grave incidente stradale o di un arresto imminente, creando uno stato di ansia e confusione per spingere la vittima a consegnare soldi o gioielli a un "incaricato" che si presenterà a casa. La tecnica migliore per difendersi è quella di diffidare fin da subito, non conferire informazioni private e se necessario ponendo anche delle domande: se il truffatore nota scetticismo e non trova terreno fertile su cui costruire il racconto, tende a riattaccare.
- Le truffe online: sempre più diffuse le truffe via SMS, come il messaggio del "falso figlio" che chiede soldi per comprare un telefono nuovo dopo un presunto smarrimento. Ancora più insidiosi sono i finti messaggi bancari che allertano su bonifici sospetti: rispondendo, un falso operatore convince la vittima a stornare il denaro verso propri conti. Grazie alla tecnica dello spoofing, i truffatori riescono persino a far apparire sul display del telefono il numero reale della Polizia, della Banca o dell'INPS.
- La truffa “sentimentale”: prende il via da una richiesta di amicizia su Facebook a uomini o donne. La vittima dà credito a una foto profilo non corrispondente alla realtà, innamorandosi di un’immagine e dando vita a un’intensa relazione online di tipo epistolare. Una volta instaurato un legame di forte intimità e fiducia, il truffatore inizia a chiedere somme di denaro per presunte urgenze o difficoltà personali, come spese mediche, viaggi per vedersi o problemi economici.
Il messaggio fondamentale emerso dall'incontro è la centralità della tempestività nella richiesta di aiuto. Riconoscere l'inganno e digitare immediatamente il 112 (Numero Unico Europeo per le Emergenze) deve diventare un automatismo. Fornire subito la propria posizione permette alle sale operative di Carabinieri e Polizia di intervenire in "tempo di flagranza". L'ispettore Cusatis ha inoltre invitato a segnalare sempre i tentativi di truffa, anche quando falliscono, per consentire un efficace monitoraggio dei rischi.
L'incontro si è arricchito di un continuo spazio di confronto attivo, caratterizzato dai racconti delle esperienze vissute dai cittadini, spesso simili o identiche alle truffe elencate e dalle loro reazioni. Si è voluto inoltre porre l'accento sull'impatto psicologico di questi episodi. Spesso chi cade nella rete dei truffatori si trova ad affrontare un profondo senso di frustrazione e smarrimento: la sensazione di essere stati raggirati genera un forte imbarazzo, spingendo le persone a chiudersi nel silenzio, a nascondere l'accaduto ai propri familiari o a esitare nel ripercorrere la vicenda in sede processuale.
Proprio per contrastare questo isolamento e per evitare che le persone debbano trovarsi ad affrontare simili situazioni, le istituzioni hanno voluto promuovere questo momento di confronto, distribuendo anche un opuscolo informativo. Il senso profondo dell'iniziativa, infatti, risiede tutto nella prevenzione: informare e sensibilizzare i cittadini significa fornirgli gli strumenti necessari per riconoscere i tranelli ed evitarli prima che sia troppo tardi. L'opuscolo consegnato ai presenti rimane così un prezioso promemoria da tenere in casa, a testimonianza di come l'attenzione costante, la rete sociale e la vicinanza delle Forze dell'Ordine rappresentino i veri scudi protettivi della comunità.




















