Esordio nel lecchese per Lo spirito del pianeta: taglio del nastro a Calolzio
Per la prima volta a Calolziocorte e in provincia di Lecco è approdato “Lo spirito del pianeta”, iniziativa volta a condividere i valori delle comunità indigene ancora presenti sulla Terra.

L’evento, in corso fino a domenica 30 al Monastero del Lavello, si presenta come un vero e proprio festival internazionale dei gruppi tribali e indigeni del mondo; persone provenienti dagli angoli più remoti del pianeta, appartenenti alle comunità dei Maya, degli Incas, degli Aztechi e dei Togo, si sono resi disponibili a raccontare la loro storia e la loro cultura, che costituiscono un patrimonio assolutamente unico, da custodire e tramandare.

La prima tappa di questo viaggio tra suoni ancestrali, danze rituali, artigianato e sapori autentici ha avuto luogo ieri in un “luogo iconico” per il territorio come l’assessore Cristina Valsecchi ha definito il Monastero esprimendo altresì la sua gratitudine per chi ha lavorato per 7 anni con l’obiettivo di portare il progetto a Calolziocorte.

Per l’occasione sono state allestite numerose bancarelle e stand a far da contorno agli spettacoli serali. Piatti tipici greci, indiani, brasiliani, vestiti, gioielli e tende scenografiche hanno contribuito ad animare il Monastero in un’atmosfera di festa e condivisione.


Se da una parte gli spazi espositivi sono riusciti a cogliere l’interesse di un largo pubblico, incuriosito e affascinato dai contenuti esotici delle bancarelle, dall’altra parte questa iniziativa è stata presentata anche come un evento che doveva portare a riflettere su come le culture indigene possano essere di grande ispirazione e possano rappresentare un valido modello di vita ancora oggi; in una società così dinamica e globalizzata, è facile dimenticarsi di queste culture particolari, che tuttavia costituiscono una notevole ricchezza.


“Lo spirito del pianeta” vuole essere così anche occasione di incontro tra due realtà che sembrano inconciliabili; di fatto, invece, queste possono avere un’influenza sana e positiva l’una sull’altra, portando nella vita delle persone alcuni piccoli ma significativi miglioramenti.


Dopo un momento iniziale di inaugurazione e di visita ai vari stand, alle 21 si è tenuto lo spettacolo del gruppo Maya dal Messico, che ha chiuso meravigliosamente la prima giornata delle 4 in programma.
Nei prossimi giorni, il programma prevede spettacoli anche da parte di Incas, Aztechi e Togo, mentre nella serata conclusiva si terrà l’imperdibile esibizione collettiva di tutti i gruppi.

L’evento, in corso fino a domenica 30 al Monastero del Lavello, si presenta come un vero e proprio festival internazionale dei gruppi tribali e indigeni del mondo; persone provenienti dagli angoli più remoti del pianeta, appartenenti alle comunità dei Maya, degli Incas, degli Aztechi e dei Togo, si sono resi disponibili a raccontare la loro storia e la loro cultura, che costituiscono un patrimonio assolutamente unico, da custodire e tramandare.

La prima tappa di questo viaggio tra suoni ancestrali, danze rituali, artigianato e sapori autentici ha avuto luogo ieri in un “luogo iconico” per il territorio come l’assessore Cristina Valsecchi ha definito il Monastero esprimendo altresì la sua gratitudine per chi ha lavorato per 7 anni con l’obiettivo di portare il progetto a Calolziocorte.

Per l’occasione sono state allestite numerose bancarelle e stand a far da contorno agli spettacoli serali. Piatti tipici greci, indiani, brasiliani, vestiti, gioielli e tende scenografiche hanno contribuito ad animare il Monastero in un’atmosfera di festa e condivisione.


Se da una parte gli spazi espositivi sono riusciti a cogliere l’interesse di un largo pubblico, incuriosito e affascinato dai contenuti esotici delle bancarelle, dall’altra parte questa iniziativa è stata presentata anche come un evento che doveva portare a riflettere su come le culture indigene possano essere di grande ispirazione e possano rappresentare un valido modello di vita ancora oggi; in una società così dinamica e globalizzata, è facile dimenticarsi di queste culture particolari, che tuttavia costituiscono una notevole ricchezza.


“Lo spirito del pianeta” vuole essere così anche occasione di incontro tra due realtà che sembrano inconciliabili; di fatto, invece, queste possono avere un’influenza sana e positiva l’una sull’altra, portando nella vita delle persone alcuni piccoli ma significativi miglioramenti.


Dopo un momento iniziale di inaugurazione e di visita ai vari stand, alle 21 si è tenuto lo spettacolo del gruppo Maya dal Messico, che ha chiuso meravigliosamente la prima giornata delle 4 in programma.
Nei prossimi giorni, il programma prevede spettacoli anche da parte di Incas, Aztechi e Togo, mentre nella serata conclusiva si terrà l’imperdibile esibizione collettiva di tutti i gruppi.
D.L.




















