Uno striscione di carte ripudiate
Il fatto (in due righe, perché non ne servon di più)
Il Comune aderisce alla campagna R1PUD1A di Emergency.
Uno striscione appeso a Palazzo Bovara, una conferenza stampa, del materiale informativo col logo del Comune.
Il mese scorso col cambio di amministrazione, lo striscione sparisce.
Nessun comunicato ufficiale, nessuna Delibera di segno contrario: solo una dichiarazione a margine del Consiglio comunale del 27 luglio, in cui il sindaco Boscagli chiarisce che le facciate dei Palazzi comunali non si prestano più a esposizioni, salvo urgenze comprovate.
Da lì, il caso politico.
Da lì, la mia istanza di accesso civico.
Da lì, la risposta arrivata oggi.
Con una sorpresa che non sorprende.
Ho chiesto al Comune infatti di produrre tutta la documentazione relativa all'adesione alla campagna.
(Delibera, autorizzazione, tasse, esenzioni, parere sovrintendenza, pubblicità, costi)

La risposta della Dirigente Franca Gerosa è arrivata puntuale e, va detto, onesta nella sua essenzialità: "l'unico atto esistente è l'Informativa di Giunta n. 70 del 12 dicembre 2024."
Non una Delibera. Un'informativa.
La differenza non è un tecnicismo da azzeccagarbugli, è la sostanza di tutta la vicenda:
Una Delibera di Giunta è un provvedimento vero, con istruttoria, pareri di regolarità tecnica e contabile, dispositivo, pubblicazione, efficacia esecutiva e - punto ulteriore - per essere superata richiede un Atto di pari rango.
Un'informativa è una comunicazione politica: il sindaco riferisce, la giunta "prende atto e condivide".
Fine.
Nessun impegno,
nessun vincolo,
nessuna procedura da rispettare
Nessun atto necessario per tornare indietro.
Chi ha amministrato la città sa bene la differenza.
Chi oggi pur avendo amministrato la ignora, o finge di ignorarla, lo fa per convenienza.
È quello infatti a cui abbiamo assistito in aula, il 27 luglio - dove l'ex assessore e oggi consigliere di opposizione Manzoni ha tuonato contro la rimozione dello striscione come se fosse stato smontato un monumento nazionale senza le dovute autorizzazioni

Bene: lo striscione non è mai stato issato in forza di un atto che richiedesse una procedura equivalente per essere tolto.
Forse non lo sapeva perché durante l'informativa di Giunta risultava assente.
Se la sua stessa giunta ha scelto la via più leggera e meno impegnativa per aderire alla campagna - un'Informativa anziché una Delibera - non si può oggi pretendere solennità procedurale per la rimozione.
O si è coerenti nel chiedere rigore formale sempre, o si ammette che il rigore formale interessa solo quando è comodo.
Nella mia istanza avevo chiesto anche conto del parere chiesto alla Sovrintendenza e gli oneri di affissione:
La prova del pagamento del canone unico patrimoniale (l'ex COSAP) dovuto per l'esposizione pubblica oppure l'Atto che ne motivasse l'esenzione per la tassa
Il parere, vincolante, della Sovrintendenza all'affissione sul Palazzo Comunale
A questi due punti, la risposta ufficiale di oggi non dice nulla.
Non un accenno,
non un rimando,
non un "non dovuto perché".
Silenzio.
Forse proprio perché quell'Informativa "è l'unico atto detenuto in relazione a quanto richiesto".
L'informativa, invece della Delibera, vuoi vedere - lo dico da ingenuo - che è stato un escamotage per aggirare degli obblighi che non erano altrimenti aggirabili?
C'è un altro punto infine che lascio volutamente come domanda: l'informativa parla di stampa di materiale informativo con il logo del Comune, secondo i format forniti da Emergency.
Questo presuppone, di norma, un impegno di spesa formale - una determina, una copertura finanziaria attestata - nell'unico atto disponibile, di tutto questo non c'è traccia.
Allora la domanda è semplice: chi ha pagato la stampa di quel materiale?
Intanto si è assistito a una narrazione politica su entrambi i fronti costruita su un atto che, giuridicamente, pesava quanto un comunicato stampa.
La vera notizia, alla fine, non è lo striscione.
Perché possiamo discutere all'infinito dello striscione, del suo messaggio, della scelta politica di esporlo e di quella, successiva, di rimuoverlo.
Ma ancor prima sarebbe stato utile non prendere in giro i cittadini ed essere trasparenti.
Insieme alla guerra, va infatti ripudiata anche questa consuetudine.
Il Comune aderisce alla campagna R1PUD1A di Emergency.
Uno striscione appeso a Palazzo Bovara, una conferenza stampa, del materiale informativo col logo del Comune.

Nessun comunicato ufficiale, nessuna Delibera di segno contrario: solo una dichiarazione a margine del Consiglio comunale del 27 luglio, in cui il sindaco Boscagli chiarisce che le facciate dei Palazzi comunali non si prestano più a esposizioni, salvo urgenze comprovate.
Da lì, il caso politico.
Da lì, la mia istanza di accesso civico.
Da lì, la risposta arrivata oggi.
Con una sorpresa che non sorprende.
Ho chiesto al Comune infatti di produrre tutta la documentazione relativa all'adesione alla campagna.
(Delibera, autorizzazione, tasse, esenzioni, parere sovrintendenza, pubblicità, costi)

La risposta della Dirigente Franca Gerosa è arrivata puntuale e, va detto, onesta nella sua essenzialità: "l'unico atto esistente è l'Informativa di Giunta n. 70 del 12 dicembre 2024."
Non una Delibera. Un'informativa.
La differenza non è un tecnicismo da azzeccagarbugli, è la sostanza di tutta la vicenda:
Una Delibera di Giunta è un provvedimento vero, con istruttoria, pareri di regolarità tecnica e contabile, dispositivo, pubblicazione, efficacia esecutiva e - punto ulteriore - per essere superata richiede un Atto di pari rango.
Un'informativa è una comunicazione politica: il sindaco riferisce, la giunta "prende atto e condivide".
Fine.
Nessun impegno,
nessun vincolo,
nessuna procedura da rispettare
Nessun atto necessario per tornare indietro.
Chi ha amministrato la città sa bene la differenza.
Chi oggi pur avendo amministrato la ignora, o finge di ignorarla, lo fa per convenienza.
È quello infatti a cui abbiamo assistito in aula, il 27 luglio - dove l'ex assessore e oggi consigliere di opposizione Manzoni ha tuonato contro la rimozione dello striscione come se fosse stato smontato un monumento nazionale senza le dovute autorizzazioni

Bene: lo striscione non è mai stato issato in forza di un atto che richiedesse una procedura equivalente per essere tolto.
Forse non lo sapeva perché durante l'informativa di Giunta risultava assente.
Se la sua stessa giunta ha scelto la via più leggera e meno impegnativa per aderire alla campagna - un'Informativa anziché una Delibera - non si può oggi pretendere solennità procedurale per la rimozione.
O si è coerenti nel chiedere rigore formale sempre, o si ammette che il rigore formale interessa solo quando è comodo.
Nella mia istanza avevo chiesto anche conto del parere chiesto alla Sovrintendenza e gli oneri di affissione:
La prova del pagamento del canone unico patrimoniale (l'ex COSAP) dovuto per l'esposizione pubblica oppure l'Atto che ne motivasse l'esenzione per la tassa
Il parere, vincolante, della Sovrintendenza all'affissione sul Palazzo Comunale
A questi due punti, la risposta ufficiale di oggi non dice nulla.
Non un accenno,
non un rimando,
non un "non dovuto perché".
Silenzio.
Forse proprio perché quell'Informativa "è l'unico atto detenuto in relazione a quanto richiesto".
L'informativa, invece della Delibera, vuoi vedere - lo dico da ingenuo - che è stato un escamotage per aggirare degli obblighi che non erano altrimenti aggirabili?
C'è un altro punto infine che lascio volutamente come domanda: l'informativa parla di stampa di materiale informativo con il logo del Comune, secondo i format forniti da Emergency.
Questo presuppone, di norma, un impegno di spesa formale - una determina, una copertura finanziaria attestata - nell'unico atto disponibile, di tutto questo non c'è traccia.
Allora la domanda è semplice: chi ha pagato la stampa di quel materiale?
Intanto si è assistito a una narrazione politica su entrambi i fronti costruita su un atto che, giuridicamente, pesava quanto un comunicato stampa.
La vera notizia, alla fine, non è lo striscione.
Perché possiamo discutere all'infinito dello striscione, del suo messaggio, della scelta politica di esporlo e di quella, successiva, di rimuoverlo.
Ma ancor prima sarebbe stato utile non prendere in giro i cittadini ed essere trasparenti.
Insieme alla guerra, va infatti ripudiata anche questa consuetudine.
Paolo Trezzi




















