Morto Mladic, si auspica un processo anche per il genocidio di Gaza
Sono trascorsi alcuni giorni dalla notizia della morte di Ratko Mladic nel carcere di Sheveningen dove stava scontando la condanna al carcere a vita decisa il 22 novembre 2017 dalla corte del Tribunale Penale Internazionale per la ex Jugoslavia, condanna confermato in via definitiva l’8 giugno 2021 in sede si appello. Ratko Mladic fu arrestato il 26 maggio 2011 a Lazarevo (Serbia) ed era ricercato dal TPI da luglio 1996 con un mandato di arresto per genocidio, crimini contro l’umanità e violazione delle leggi e delle usanze di guerra per un totale di 11 capi di imputazione. Le accuse riguardavano l’intero conflitto bosniaco: la campagna di pulizia etnica nelle municipalità bosniache iniziata nel 1992, l’assedio di Sarajevo durato 44 mesi, il genocidio di Srebrenica e la presa in ostaggio dei caschi blu dell’ONU, poi usati come scudi umani. Il Tribunale lo considerò colpevole di genocidio per quanto riguarda Srebrenica e di persecuzione, sterminio, omicidio, deportazione, atti inumani, terrore, attacchi illegittimi contro civili e presa di ostaggi per quanto riguarda la pulizia etnica in Bosnia Erzegovina, l’assedio di Sarajevo e la presa di ostaggi. Tutto questo è agli atti della sentenza di condanna reperibili sul sito del TPI, possiamo dire che è acclarato.
Come volontari dell’Associazione “Mir Sada – Progetto per la Pace” siamo passati parecchie volte da Srebrenica ed abbiamo visitato il memoriale allestito in ricordo delle quasi novemila vittime civili (tutti maschi con età compresa tra 12 e 75 anni) trucidati in pochi giorni dalle truppe serbe agli ordini di Mladic’ e poi buttate in una serie di fosse comuni: il più grande eccidio in Europa dopo la seconda guerra mondiale perpetrato sotto gli occhi delle truppe Onu olandesi... Abbiamo visto questo luogo della memoria, riteniamo assolutamente giusta la condanna a Ratko Mladic’ e siamo profondamente colpiti e disgustati da alcune reazioni ufficiali che di fronte alla morte di Mladic chiedono per lui “tutti gli onori militari di Stato”; dalle manifestazioni che celebrano l’eroe di guerra e dagli striscioni negli stadi che lo onorano.
Purtroppo dopo il genocidio di Srebrenica abbiamo assistito al genocidio del popolo palestinese da parte del governo israeliano di Benjamin Netanyahu con in prima fila i suoi ministri Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich. Secondo il più recente bilancio diffuso da fonti mediche della Striscia e rilanciato dall'agenzia palestinese Wafa, dal 7 ottobre 2023 gli attacchi israeliani hanno provocato 73.356 morti (di cui quasi ventimila bambini) e 174.185 feriti. Le stesse fonti riferiscono inoltre che, dall'entrata in vigore del cessate il fuoco dell'11 ottobre scorso, si contano 1.230 morti e 4.076 feriti. Auspichiamo che, prima o poi, anche per questi personaggi possa aprirsi un giusto processo presso la Corte Internazionale di giustizia.
Come volontari dell’Associazione “Mir Sada – Progetto per la Pace” siamo passati parecchie volte da Srebrenica ed abbiamo visitato il memoriale allestito in ricordo delle quasi novemila vittime civili (tutti maschi con età compresa tra 12 e 75 anni) trucidati in pochi giorni dalle truppe serbe agli ordini di Mladic’ e poi buttate in una serie di fosse comuni: il più grande eccidio in Europa dopo la seconda guerra mondiale perpetrato sotto gli occhi delle truppe Onu olandesi... Abbiamo visto questo luogo della memoria, riteniamo assolutamente giusta la condanna a Ratko Mladic’ e siamo profondamente colpiti e disgustati da alcune reazioni ufficiali che di fronte alla morte di Mladic chiedono per lui “tutti gli onori militari di Stato”; dalle manifestazioni che celebrano l’eroe di guerra e dagli striscioni negli stadi che lo onorano.
Purtroppo dopo il genocidio di Srebrenica abbiamo assistito al genocidio del popolo palestinese da parte del governo israeliano di Benjamin Netanyahu con in prima fila i suoi ministri Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich. Secondo il più recente bilancio diffuso da fonti mediche della Striscia e rilanciato dall'agenzia palestinese Wafa, dal 7 ottobre 2023 gli attacchi israeliani hanno provocato 73.356 morti (di cui quasi ventimila bambini) e 174.185 feriti. Le stesse fonti riferiscono inoltre che, dall'entrata in vigore del cessate il fuoco dell'11 ottobre scorso, si contano 1.230 morti e 4.076 feriti. Auspichiamo che, prima o poi, anche per questi personaggi possa aprirsi un giusto processo presso la Corte Internazionale di giustizia.
Associazione “Mir Sada – Progetto per la Pace”




















