Omicidio di Curcio: per ora Vincenzo Menna rimane in carcere
Qualcuno, al civico 7 di via fontana vecchia, a due passi dall'ex latteria di Curcio, ha portato un vasetto con dei fiori, posizionati davanti al portone dell'abitazione della "famiglia Menna", come scritto sulla buca delle lettere, con i nomi - Vincenzo, Christian e Rosa - snocciolati poi sul vicino citofono.

Mentre la villetta di Colico teatro dell'omicidio rimane avvolta dal silenzio, rotto solo dal "chiacchiericcio" di paese attorno alla vicenda, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lecco Bianca Maria Bianchi ha sciolto la riserva accogliendo la richiesta della Procura e disponendo dunque, per ora, la custodia cautelare a carico dell'83enne che, sabato sera, nel pieno di una violenta lite con il figlio, lo ha ferito con un coltello, provocandone la morte, nonostante il disperato trasferimento del 49enne in elisoccorso all'ospedale di Monza. Vincenzo Menna, per il momento, rimarrà in carcere. Nell'attesa - forse - che venga anche individuata una struttura più idonea dove collocare l'anziano che, secondo le relazioni prodotte ieri in udienza, necessiterebbe di assistenza specifica in considerazione dell'età e degli acciacchi.

Martedì accompagnato in Tribunale dalla polizia penitenziaria, il pensionato è apparso affaticato anche nel camminare, ricurvo sul suo bastone e, chiaramente, frastornato per quanto accaduto. In volto un livido che, come raccontato, si sarebbe procurato proprio la sera dell'omicidio, durante l'aggressione patita da Christian, dopo che lo stesso aveva bevuto diventando così, come già in altre occasioni, persona aggressiva e fuori controllo. La lama sarebbe dunque stata impugnata per "legittima difesa", nella versione dell'anziano, sposata dalla difesa.
In corso, già dall'immediatezza dell'accaduto, con il 112 composto direttamente da Menna per richiedere l'attivazione dei soccorsi per il figlio, gli accertamenti delegati dalla Procura ai Carabinieri della Compagnia di Lecco per ricostruire i contorni di un episodio drammatico, inserito in un contesto di provata fatica.

Il vasetto di fiori davanti all'uscio dell'abitazione
Mentre la villetta di Colico teatro dell'omicidio rimane avvolta dal silenzio, rotto solo dal "chiacchiericcio" di paese attorno alla vicenda, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lecco Bianca Maria Bianchi ha sciolto la riserva accogliendo la richiesta della Procura e disponendo dunque, per ora, la custodia cautelare a carico dell'83enne che, sabato sera, nel pieno di una violenta lite con il figlio, lo ha ferito con un coltello, provocandone la morte, nonostante il disperato trasferimento del 49enne in elisoccorso all'ospedale di Monza. Vincenzo Menna, per il momento, rimarrà in carcere. Nell'attesa - forse - che venga anche individuata una struttura più idonea dove collocare l'anziano che, secondo le relazioni prodotte ieri in udienza, necessiterebbe di assistenza specifica in considerazione dell'età e degli acciacchi.

Martedì accompagnato in Tribunale dalla polizia penitenziaria, il pensionato è apparso affaticato anche nel camminare, ricurvo sul suo bastone e, chiaramente, frastornato per quanto accaduto. In volto un livido che, come raccontato, si sarebbe procurato proprio la sera dell'omicidio, durante l'aggressione patita da Christian, dopo che lo stesso aveva bevuto diventando così, come già in altre occasioni, persona aggressiva e fuori controllo. La lama sarebbe dunque stata impugnata per "legittima difesa", nella versione dell'anziano, sposata dalla difesa.
In corso, già dall'immediatezza dell'accaduto, con il 112 composto direttamente da Menna per richiedere l'attivazione dei soccorsi per il figlio, gli accertamenti delegati dalla Procura ai Carabinieri della Compagnia di Lecco per ricostruire i contorni di un episodio drammatico, inserito in un contesto di provata fatica.
A.M.




















