Mandello: emozioni in musica, due inediti per giovane Lubemi
Due nuovi brani per Lubemi, all'anagrafe Lucia Benedetta Missaglia, cantante mandellese appena diciassettenne, che negli ultimi giorni di agosto ha presentato al pubblico Ritorno da me e La Tempesta.
Due canzoni diverse, ma accomunate da una forte componente personale ed emotiva.
Conosciuta per le sue doti canore, Lubemi prosegue così il proprio percorso musicale, affidando alle parole e alla musica sentimenti, esperienze e stati d'animo nei quali anche il pubblico può riconoscersi.
Ma da dove nasce l'ispirazione per questi due nuovi inediti?
«L'ispirazione nasce sempre da un pensiero che si ha dentro, che si tratti di una canzone, di un libro o di una poesia. Anche per me è stato così. Queste due canzoni nascono da sentimenti che porto dentro di me da molto tempo. Ho deciso di scriverli e metterli in musica perché vorrei che la gente si ritrovasse nei miei testi e nei miei pensieri».
Sei particolarmente legata a una delle due canzoni?
«In realtà no. Sono due canzoni molto diverse e ognuna ha la sua peculiarità. Rappresentano due strati diversi di me, quindi direi che sono entrambe sullo stesso piano. Forse La Tempesta un po' di più, perché affronta un argomento che mi sta particolarmente a cuore».

Quando scrivi una canzone parti prima dalle parole, dalla melodia o da un'emozione?
«Come ho detto prima, le mie canzoni prendono ispirazione da pensieri che mi stanno molto a cuore e sono un modo per esprimere quello che ho dentro. A volte parto semplicemente da qualche verso, scritto quasi per gioco, e poi da quelle parole nasce una canzone intera».
Che cosa speri che arrivi al pubblico quando ascolta i tuoi inediti?
«Spero che arrivino tutto il mio amore per la musica e tutte le mie emozioni. La cosa in cui spero di più è che un giorno qualcuno ascolti le mie canzoni e pensi: “Questo lo capisco” oppure “Anche io mi sento così”».
Qual è il tuo sogno più grande per il futuro nel mondo della musica?
«Beh, di sicuro partecipare a qualche talent, come per esempio X Factor, oppure a qualcosa come Sanremo Giovani. Ma il mio obiettivo principale è non smettere mai di fare musica e continuare a fare ciò che mi fa sentire felice».
Questa sera, alle 18.30, sarai sul palco a Mandello in occasione del raduno internazionale della Moto Guzzi. Che emozioni provi?
«Sarà sicuramente un'esperienza molto emozionante e non vedo l'ora di cantare le mie canzoni per la prima volta».
C'è qualcuno che vuoi ringraziare?
«Ci tengo a ringraziare il mio produttore, Ciro Barbato, e tutto lo staff della Med Corporation, che ha reso possibile la realizzazione di questi brani. Ringrazio anche i miei insegnanti di canto e pianoforte, Rosella Sibio e Patrick Robertson, che mi supportano in qualsiasi momento. Ma soprattutto i miei genitori, che mi aiutano a portare avanti la mia passione».
Per Lubemi, dunque, questi due nuovi brani rappresentano un ulteriore passo in un percorso artistico ancora agli inizi, ma già caratterizzato dalla voglia di raccontarsi attraverso la musica. E con il sogno, nel cassetto, di poter un giorno calcare palcoscenici sempre più importanti.
Due canzoni diverse, ma accomunate da una forte componente personale ed emotiva.
Conosciuta per le sue doti canore, Lubemi prosegue così il proprio percorso musicale, affidando alle parole e alla musica sentimenti, esperienze e stati d'animo nei quali anche il pubblico può riconoscersi.

«L'ispirazione nasce sempre da un pensiero che si ha dentro, che si tratti di una canzone, di un libro o di una poesia. Anche per me è stato così. Queste due canzoni nascono da sentimenti che porto dentro di me da molto tempo. Ho deciso di scriverli e metterli in musica perché vorrei che la gente si ritrovasse nei miei testi e nei miei pensieri».
Sei particolarmente legata a una delle due canzoni?
«In realtà no. Sono due canzoni molto diverse e ognuna ha la sua peculiarità. Rappresentano due strati diversi di me, quindi direi che sono entrambe sullo stesso piano. Forse La Tempesta un po' di più, perché affronta un argomento che mi sta particolarmente a cuore».

Quando scrivi una canzone parti prima dalle parole, dalla melodia o da un'emozione?
«Come ho detto prima, le mie canzoni prendono ispirazione da pensieri che mi stanno molto a cuore e sono un modo per esprimere quello che ho dentro. A volte parto semplicemente da qualche verso, scritto quasi per gioco, e poi da quelle parole nasce una canzone intera».
Che cosa speri che arrivi al pubblico quando ascolta i tuoi inediti?
«Spero che arrivino tutto il mio amore per la musica e tutte le mie emozioni. La cosa in cui spero di più è che un giorno qualcuno ascolti le mie canzoni e pensi: “Questo lo capisco” oppure “Anche io mi sento così”».

«Beh, di sicuro partecipare a qualche talent, come per esempio X Factor, oppure a qualcosa come Sanremo Giovani. Ma il mio obiettivo principale è non smettere mai di fare musica e continuare a fare ciò che mi fa sentire felice».
Questa sera, alle 18.30, sarai sul palco a Mandello in occasione del raduno internazionale della Moto Guzzi. Che emozioni provi?
«Sarà sicuramente un'esperienza molto emozionante e non vedo l'ora di cantare le mie canzoni per la prima volta».
C'è qualcuno che vuoi ringraziare?
«Ci tengo a ringraziare il mio produttore, Ciro Barbato, e tutto lo staff della Med Corporation, che ha reso possibile la realizzazione di questi brani. Ringrazio anche i miei insegnanti di canto e pianoforte, Rosella Sibio e Patrick Robertson, che mi supportano in qualsiasi momento. Ma soprattutto i miei genitori, che mi aiutano a portare avanti la mia passione».

M.A.




















