Facce da Motoraduno: una carrellata di foto tra guzzisti da ogni dove

"Posso farti una foto?". 
"Certo, ma spostiamoci. Davanti a una Honda, no!". 
In uno scambio di battute, in inglese, l'essenza del Motoraduno in corso a Mandello, un vero e proprio "Pride", dove l'orgoglio, chiaramente, è quello di appartenere alla sterminata famiglia Guzzista.
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Dove l'esserci diventa una necessita. Quella di tornare "al nido", laddove tutti i modelli nascono e prendono poi la strada al mondo. "Siamo venuti apposta. Ma non è la prima volta. E' il quarto anno e torneremo ancora" racconta una coppia siciliana, battuta da marito e moglie partenopei al loro quinto "pellegrinaggio" a Mandello. 
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Basta guardare le magliette indossate per fare il giro d'Italia, da Genova a Rimini, dal Gargano a Roma, in un susseguirsi di club tutti accomunati dalla passione per la Moto Guzzi, capace di far battere i cuori e riunire anche ben fuori dai confini nazionali. Mandello in questi giorni di Motoraduno e GMG è poliglotta. Si incontrano - e si riconoscono - tedeschi, olandesi, francesi… C'è chi arriva poi dalla Polonia, chi dalla Repubblica Ceca e chi dalla Svezia. Gli svizzeri, in fin dei conti, giocano invece quasi in casa.
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"Per entrare al museo c'è davvero troppa coda. Ma riproveremo, ci hanno detto che il nuovo stabilimento merita assai. Per ora facciamo un giro assaporando l'atmosfera di festa" ci dicono Matteo e Lorenzo, padre e figlio, arrivati apposta di buon ora dalla Romagna.
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Non c'è calca. Ma c'è gente ovunque. Agli stand ovviamente, ma anche ai diversi punti ristoro. Perché in fin dei conti, può sempre essere l'ora di una bella birra fresca, in un sabato che sa ancora d'estate. "Un anno, me lo ricordo benissimo, su quelle montagne c'era già la neve" assicura un guzzista, salito, anche per il Motoraduno 2026, "dalla Bassa", con un gruppetto di amici che rinnova, di edizione in edizione, la prenotazione in un B&B di Colico. Perché l'appuntamento mandellese è anche questo: indotto, per dirla come gli economisti. Lavorano le attività e i sodalizi locali, fanno registrare il tutto esaurito le accomodation.

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Mentre il paese si riempie di iniziative a tema, oltre che di moto in ogni dove. "Per me potrebbe anche non esserci nulla di tutto questo "contorno". Verrei comunque. E gli amici che ho conosciuto negli anni farebbero lo stesso: magari da settembre a settembre non ci sentiamo nemmeno per farci gli auguri di Natale, ma senza darci appuntamento, ci ritroviamo sempre, puntualmente, ogni volta qui" racconta, in un italiano limpido, pur con qualche inciampo grammaticale, Frederick, bavarese dalla lunga barba ingrigita e la pancia pronunciata che fa capolino dal gilet in pelle tappezzato di stemmi, classica personificazione dello stereotipo perfetto del "vero" biker.
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"Siamo partiti un mese fa, senza un vero e proprio itinerario. L'unica certezza era che il 3 settembre saremmo dovuti arrivare a Mandello. Così è stato" spiega Marie, francese, alla sua prima volta sul lungolago. Il marito ha coronato un sogno concedendosi l'acquisto di una California. "La desiderava da tempo. Quando torneremo a casa? Chissà! Siamo in pensione, abbiamo tutto il tempo…". Buona strada. A tutti. 
A.M.
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