Lecco: in quasi 300 per la Runvinata, risorse a “Zero Creativo”
È tornata, per la dodicesima edizione, la Runvinata, corsa in montagna non competitiva, che quest'anno ha contato quasi 300 iscritti.

I partecipanti, al momento dell'iscrizione, hanno potuto scegliere tra tre possibilità: il percorso verde da 5,5 km, il percorso giallo da 8,5 km e il percorso rosso da 14,5 km. A distinguerli non solo la lunghezza ma anche la “complessità”: sono infatti stati affrontati tratti su asfalto e strade sterrate da chi ha optato per il percorso verde, sentieri di media montagna per chi si è orientato sul giallo e tratti ripidi sia in salita sia in discesa per chi ha preferito il rosso.

L’oratorio San Luigi del Caleotto, punto di ritrovo e partenza per tutti i partecipanti, poco prima delle 15 era gremito sia di adulti sia di ragazzi, che si preparavano allegramente con i pettorali forniti al momento dell'iscrizione e riscaldavano i muscoli, pronti per dimostrare la propria voglia di correre e di divertirsi.
Don Marco è intervenuto prima dell'avvio della corsa per dare la benedizione a tutti gli atleti: "In un mondo contraddistinto da odio e guerre queste competizioni sono occasioni per condividere qualcosa di bello. Il motto di quest'anno è 'seminatori di gioia', perché io spero che in questo percorso voi possiate disperdere gioia tra di voi e per gli altri".

La partenza, scaglionata di qualche minuto per ogni percorso, è avvenuta intorno alle 15:30, tra il tifo di amici e parenti e gli applausi di tutti i presenti. Lungo tutti e tre i percorsi sono anche state allestite delle zone ristoro, rispettivamente due per il percorso verde, tre per quello giallo e quattro per quello rosso, rifornite di acqua, integratori idrosalini, frutta, merendine varie e snack energetici.
La fine della corsa si è congiunta tutti al Parco dell'Eremo, per poi spostarsi, in serata, all'oratorio di Germanedo, dove sono previsti il "pasta party" e le premiazioni.

Ogni anno la Runvinata destina il ricavato a uno scopo benefico: quest'anno sosterrà “Zero Creativo”, il laboratorio di falegnameria terapeutica degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi (IRAM). Nato nel 2023 da un'intuizione del fisioterapista del reparto psico-geriatrico, il laboratorio propone un’attività manuale capace di restituire senso e continuità alle giornate, valorizzando competenze, memoria e storia personale. La lavorazione del legno diventa così uno strumento di benessere e inclusione, attraverso il quale ciascuno può sentirsi parte di un progetto comune. La lavorazione del legno permette di esprimere emozioni difficili da comunicare a parole, stimolare abilità cognitive e motorie, rafforzare la fiducia reciproca e costruire relazioni e senso di appartenenza.

Il sostegno della Runvinata porta così il valore della solidarietà sportiva dentro un progetto concreto, fatto di persone, mani, legno e creatività: un modo per costruire comunità attraverso ciò che ciascuno, con le proprie possibilità, è ancora in grado di fare e donare. "Abbiamo visto, grazie a degli studi e dei laboratori pratici, che il lavoro manuale con il legno riesce a far esprimere delle sensazioni a chi tendenzialmente ha problemi a relazionarsi ed è per questo che abbiamo deciso di approfondire con questo progetto" ha spiegato Anna Maria Anghileri, presidentessa dell'associazione Amici degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi.
È in questo modo che un'attività di sport e divertimento è stata in grado di diventare anche un'occasione di aiutare gli altri, nella fierezza e soddisfazione di entrambe le parti.

I partecipanti, al momento dell'iscrizione, hanno potuto scegliere tra tre possibilità: il percorso verde da 5,5 km, il percorso giallo da 8,5 km e il percorso rosso da 14,5 km. A distinguerli non solo la lunghezza ma anche la “complessità”: sono infatti stati affrontati tratti su asfalto e strade sterrate da chi ha optato per il percorso verde, sentieri di media montagna per chi si è orientato sul giallo e tratti ripidi sia in salita sia in discesa per chi ha preferito il rosso.

L’oratorio San Luigi del Caleotto, punto di ritrovo e partenza per tutti i partecipanti, poco prima delle 15 era gremito sia di adulti sia di ragazzi, che si preparavano allegramente con i pettorali forniti al momento dell'iscrizione e riscaldavano i muscoli, pronti per dimostrare la propria voglia di correre e di divertirsi.
Don Marco è intervenuto prima dell'avvio della corsa per dare la benedizione a tutti gli atleti: "In un mondo contraddistinto da odio e guerre queste competizioni sono occasioni per condividere qualcosa di bello. Il motto di quest'anno è 'seminatori di gioia', perché io spero che in questo percorso voi possiate disperdere gioia tra di voi e per gli altri".

La partenza, scaglionata di qualche minuto per ogni percorso, è avvenuta intorno alle 15:30, tra il tifo di amici e parenti e gli applausi di tutti i presenti. Lungo tutti e tre i percorsi sono anche state allestite delle zone ristoro, rispettivamente due per il percorso verde, tre per quello giallo e quattro per quello rosso, rifornite di acqua, integratori idrosalini, frutta, merendine varie e snack energetici.
La fine della corsa si è congiunta tutti al Parco dell'Eremo, per poi spostarsi, in serata, all'oratorio di Germanedo, dove sono previsti il "pasta party" e le premiazioni.

Ogni anno la Runvinata destina il ricavato a uno scopo benefico: quest'anno sosterrà “Zero Creativo”, il laboratorio di falegnameria terapeutica degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi (IRAM). Nato nel 2023 da un'intuizione del fisioterapista del reparto psico-geriatrico, il laboratorio propone un’attività manuale capace di restituire senso e continuità alle giornate, valorizzando competenze, memoria e storia personale. La lavorazione del legno diventa così uno strumento di benessere e inclusione, attraverso il quale ciascuno può sentirsi parte di un progetto comune. La lavorazione del legno permette di esprimere emozioni difficili da comunicare a parole, stimolare abilità cognitive e motorie, rafforzare la fiducia reciproca e costruire relazioni e senso di appartenenza.

Il sostegno della Runvinata porta così il valore della solidarietà sportiva dentro un progetto concreto, fatto di persone, mani, legno e creatività: un modo per costruire comunità attraverso ciò che ciascuno, con le proprie possibilità, è ancora in grado di fare e donare. "Abbiamo visto, grazie a degli studi e dei laboratori pratici, che il lavoro manuale con il legno riesce a far esprimere delle sensazioni a chi tendenzialmente ha problemi a relazionarsi ed è per questo che abbiamo deciso di approfondire con questo progetto" ha spiegato Anna Maria Anghileri, presidentessa dell'associazione Amici degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi.
G.I.





















