A Colico il primo impianto per il recupero delle batterie al litio d'Italia

È stato inaugurato nel pomeriggio di ieri un nuovo stabilimento in via al Confine 14. Lo stabile, di proprietà del gruppo Seval, è dedicato al trattamento e al recupero delle batterie agli ioni di litio e rappresenta un investimento strategico del gruppo nel settore dell'economia circolare.
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A questo impianto si affiancherà quello attualmente in fase di collaudo nel territorio lucano, presso Potenza, destinato al riciclo delle batterie esauste. L'obiettivo è incrementare la capacità italiana ed europea di trattamento e recupero di questa tipologia di batterie. L’impianto colichese che copre un’area di 10.000 metriquadri avrà circa 30 dipendenti con una capacità di smaltimento di 15.000 tonnellate di materiale annue: una quantità corrispondente a circa 30.000 pacchi di batterie Tesla model 3, per rendere un’idea.
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Il piano industriale relativo ai due stabilimento rappresenta, con un investimento superiore ai 30 milioni di euro, il più importante intervento mai realizzato dal gruppo lariano, da decenni impegnato nella filiera del recupero e del trattamento dei rifiuti speciali provenienti dal settore elettronico.
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Gli impianti di Colico e Potenza, realizzati anche attraverso l'impiego di una nuova tecnologia di lavorazione dei materiali brevettata dalla società tedesca Duesenfeld, nascono per rispondere alla crescente disponibilità di batterie a fine vita provenienti dalla mobilità elettrica e dai sistemi di accumulo energetico e per rafforzare la capacità italiana ed europea di recuperare e valorizzare materie prime strategiche.
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Oggi il gruppo rappresenta una delle principali realtà italiane dell'economia circolare, con circa 500 collaboratori, nove stabilimenti produttivi e un fatturato di circa 130 milioni di euro. Ogni anno vengono trattate oltre 180.000 tonnellate di rifiuti.
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Presenti all'inaugurazione numerose autorità locali e rappresentanti delle istituzioni, tra cui il prefetto di Lecco Paolo Ponta, i consiglieri regionali Giacomo Zamperini e Gian Mario Fragomeli, l'assessore regionale Massimo Sertori, il presidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca e, in rappresentanza della Provincia di Lecco, il consigliere Antonio Pasquini.
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Sul palco, durante gli interventi che hanno preceduto il taglio del nastro, sono intervenuti, moderati dalla giornalista Giancarla Rondinelli, il direttore generale di Seval Alfredo Ardenghi e il presidente di Motus-E Fabio Pressi. A seguire si sono tenuti gli interventi istituzionali, aperti dal ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, seguito dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, dall'europarlamentare Massimiliano Salini e dalla sindaca di Colico Monica Gilardi.
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«Questo impianto dimostra che la transizione può e deve diventare una grande politica industriale», ha dichiarato il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. «Recuperare litio e materie prime critiche significa ridurre le nostre dipendenze dall'estero e rafforzare la sicurezza strategica ed energetica dell'Italia. Non possiamo permetterci di sostituire la dipendenza dai combustibili fossili con una nuova dipendenza dai fornitori stranieri di minerali critici».
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Il presidente lombardo Fontana ha invece dichiarato: «L'inaugurazione del nuovo stabilimento SEVAL a Colico conferma la capacità della Lombardia di attrarre investimenti e di essere protagonista dei processi di innovazione industriale. Un progetto di questa portata valorizza le competenze del territorio e dimostra come tecnologia, sostenibilità e capacità produttiva possano tradursi in nuove opportunità di crescita e competitività. E grazie alla famiglia Ardenghi, che rappresenta l'orgogliosa imprenditoria lombarda».
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Il gruppo Seval era già stato al centro della cronaca locale negli ultimi anni in seguito ad alcuni incendi verificatisi nell'area industriale di Colico. Il 19 novembre 2023 un rogo aveva interessato alcuni capannoni dello stabilimento; secondo una comunicazione diffusa successivamente dalla stessa azienda, l'incendio era stato originato dall'autoinnesco di alcune batterie agli ioni di litio automotive, selezionate e confezionate negli appositi imballaggi ADR. Un secondo incendio si era verificato il 10 dicembre dello stesso anno, interessando un'area di stoccaggio destinata a rifiuti elettronici non pericolosi del raggruppamento R4, in attesa di trattamento. Anche in questo caso l'evento era stato seguito dall'intervento dei Vigili del Fuoco e dei tecnici di ARPA Lombardia. Più recentemente, nella serata del 16 marzo 2026, un nuovo incendio aveva interessato uno degli stabilimenti del gruppo. 
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Sul tema della sicurezza nella gestione dei materiali trattati, è intervenuto ieri anche il direttore generale di Seval Alfredo Ardenghi durante il suo intervento, sottolineando l'attenzione dell'azienda su questo aspetto: «Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare del nostro meglio, con grande attenzione alla sicurezza, alla qualità del trattamento e al rispetto dell'ambiente».

T.P.
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