Il mondo lecchese delle costruzioni ricorda Antonio Colombo: un grande imprenditore e un grande uomo

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“Un grande imprenditore e un grande uomo”: è questo il ricordo unanime che emerge dal mondo dei costruttori lecchesi sull’imprenditore Antonio Colombo, presidente della Colombo Costruzioni SpA scomparso ieri, e, in particolare, da ANCE Lecco Sondrio, l’associazione che li rappresenta.
Del resto il ruolo di Antonio Colombo, anche a livello associativo, è stato particolarmente importante. È stato tra i fondatori del Collegio dei Costruttori di Lecco e circondario, nel maggio 1951, essendo dal 1978 al 1983 componente del Consiglio direttivo. Nel 1983 ha contribuito a costituire l’Associazione Costruttori Edili ed Affini di Lecco e Circondario, di cui è stato prima vicepresidente (fino al 1993) e quindi Consigliere (dal 1994 al 2000). Dal 2004 al 2020 ha svolto l’incarico di Probiviro di ANCE Lecco Sondrio.
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Antonio Colombo

“Antonio Colombo - spiega il presidente di ANCE Lecco Sondrio, Luca Fabi – è stato un imprenditore capace, con il suo impegno in azienda e in Associazione, di dar lustro al nostro territorio e ad ANCE Lecco Sondrio, contribuendo a costruire dell’imprenditorialità edile di Lecco un’immagine di prestigio a livello nazionale. Se oggi la Colombo Costruzioni è l’azienda che è, un punto di riferimento nel panorama italiano del nostro settore, il merito è suo, oltre che del figlio Luigi, non solo per le realizzazioni di valore, talvolta uniche, ma anche per la struttura organizzativa, l’attenzione alla qualità e alla sicurezza che questa famiglia ha saputo trasferire nella propria impresa”.
“Per Antonio Colombo - racconta il direttore Paolo Cavallier - ho sempre avuto una grande ammirazione, fin da quando, giovanissimo, sono entrato per la prima volta in Associazione. Mi ha sempre colpito la sua capacità di sintesi e di lettura della realtà: è stato un uomo del fare, concreto, che non amava perdersi in chiacchiere. Questa concretezza si è sempre unita ad una grande lealtà ed umanità, nonostante un carattere forte e decisionista. Un grande imprenditore, che ha saputo portare in Italia con prestigio il valore dell’industria delle costruzioni lecchese”.
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Con gli intervenuti all'inaugurazione della strada per il Santurio della Madonna di Lourdes

“Io e Antonio eravamo amici, così come lo erano stati i nostri padri - ricorda Vico Valassi - Un’amicizia che, per circa vent’anni, si è tradotta anche in una forte collaborazione in ambito operativo, con una serie di realizzazioni che hanno contribuito a cambiare il volto della nostra città. È stata una scelta che nasceva dalla voglia di collaborare, insieme, ad uno sviluppo omogeneo del tessuto urbano di Lecco. Di lui mi piace ricordare il suo spirito: amava le sfide, anche quelle più difficili, quasi le creava, e poi voleva portarle a termine con grande determinazione. Aveva una visione ben chiara del nostro settore e di come le nostre aziende avrebbero dovuto attrezzarsi: non a caso ha investito prima di tutti sull’informatizzazione aziendale e ha lavorato con prestigiosi committenti collaborando con alcuni dei più grandi progettisti. Era determinato ed autorevole. In ogni ambito in cui si è misurato, lo ha fatto sempre con successo, mettendo la qualità prima di tutto. A livello associativo, poi, quando ero presidente è stato al mio fianco, con altri amici costruttori, perché i costruttori lecchesi avessero un proprio organismo autonomo di rappresentanza. Un amico vero e un collega con cui è stato stimolante confrontarsi”.
“Ho accolto la notizia della scomparsa di Antonio con grande dispiacere. - commenta Battista Airoldi - L’ho conosciuto che eravamo molto giovani e abbiamo trascorso molti anni da colleghi, lavorando anche ad alcuni progetti insieme sia come azienda, come nel caso della realizzazione del nuovo Istituto Fiocchi, sia come uomini di associazione: durante la mia presidenza all’Associazione Costruttori Edili, Antonio è stato il mio vicepresidente. Era una persona molto determinata ma al tempo stesso estremamente gentile e corretta. Aveva una chiara visione dell’organizzazione del lavoro. La sua scomparsa mi ha toccato profondamente”.
“Una grandissima persona e un grandissimo imprenditore che, prima di tutti gli altri, ha avuto una visione precisa sul futuro del nostro settore e delle imprese di costruzione e ha saputo metterla in atto nella sua azienda” il commento di Sergio Piazza.
“Avevo 24 anni quando sono entrato nel Consiglio direttivo dell’Associazione: con me tanti grandi imprenditori del nostro territorio, con più esperienza e con aziende strutturate, tra cui anche Antonio Colombo. - racconta Mario Sangiorgio - È stato un imprenditore che sapeva bene cosa volesse dire fare associazione, fare impresa, costruire rapporti umani. In quell’Associazione mi sono sentito accolto, come un figlio viene accolto da un padre. Era un uomo di poche parole: non ti dava mai la soluzione, ma ti stimolava a ricercarla, a fare un percorso: ti educava a metterti in gioco. Proprio questa esperienza mi ha spinto poi a fare il percorso in ANCE che ho fatto. Lo stesso comportamento che aveva in Associazione lo aveva anche in azienda: quando, da fornitore, mi trovavo a discutere con lui, era come trovarsi non in un ufficio, ma a casa di un amico. Sincero, schietto, ma anche sempre cordiale ed educato. Devo confessare che spesso, in questi anni, ho guardato a lui come ad un esempio”.
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