Legnone, jet caduto: dal Gup ok alla richiesta di incidente probatorio formulata dal Pm

Si torna in Aula il prossimo 2 dicembre per l'elaborazione del quesito e il conferimento dell'incarico ai periti. Nel pomeriggio odierno il giudice per le udienze preliminari Gianluca Piantadosi ha infatti accolto la richiesta di incidente probatorio che nell'aprile scorso era stata avanzata dal sostituto procuratore Chiara Stoppioni, occupatasi, insieme al procuratore capo Ezio Domenico Basso, dell'indagine – particolarmente complessa – relativa allo schianto del Jet M-346 della società Leonardo che, il 16 marzo 2022, aveva rovinosamente terminato la propria corsa contro la parete del Legnone, in territorio di Colico.
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I resti del Jet dopo lo schianto sul Legnone

Una tragedia costata la vita al pilota inglese David Alexander Ashley, 49 anni - dipendente di una società esterna che quella mattina stava effettuando un volo di addestramento in presenza del collaudatore Giampaolo Goattin, miracolosamente scampato – per la quale risultano imputati sette dirigenti della Leonardo, oltre alla società stessa (quale persona giuridica) e all'aviatore sopravvissuto.
La Procura di Lecco li ritiene infatti responsabili – a vario titolo - di disastro colposo e omicidio colposo per violazione della normativa anti-infortunistica.
In sostanza, secondo la ricostruzione dei magistrati lecchesi, quell'aereo non era ancora idoneo alla formazione del pilota che - a sua volta - avrebbe dovuto insegnarne l'utilizzo al personale della committenza. Pur alzatosi in volo, il mezzo non sarebbe stato completo dal punto di vista dell'assemblaggio e dell'attività di verifica e di collaudo, trovandosi ancora in fase di realizzazione.
La scorsa udienza si era entrati nel merito di una questione di natura tecnico-procedurale: l'avvocato Domenico Aiello del Foro di Milano (difensore di uno dei dipendenti della Leonardo ndr) aveva illustrato l'eccezione nel frattempo depositata, relativa all'utilizzabilità di molti degli atti confluiti nel fascicolo chiamato a fare luce sulla tragedia, a seguito della proroga chiesta dalla Procura. Per il legale infatti, gli accertamenti condotti dal luglio al dicembre 2024 non sarebbero da considerare poiché la Procura non avrebbe motivato la richiesta di proroga, limitandosi a demandarla a ragioni di ''giusta causa'', come previsto in casi particolari da una norma che – stando al contenuto dell'eccezione - sarebbe stata abrogata dalla legge Cartabia ben prima della richiesta formulata dai magistrati che hanno condotto le indagini.
Un'eccezione alla quale si erano associati anche altri colleghi, ma rigettata quest'oggi da GUP che – nel dare lettura di un'articolata ordinanza - si è espresso altresì sulla richiesta di incidente probatorio da parte della Procura e già avanzata in fase di indagine, ma all'epoca respinta dal GIP Salvatore Catalano.
Di diverso avviso il dottor Piantadosi che ha ritenuto evidentemente necessario ai fini dell'iter giudiziario, disporre una perizia in grado di fare luce a trecentosessanta gradi su fatti e responsabilità circa il drammatico incidente occorso all'estremo confine nord della provincia. Oltre agli atti già presenti nel fascicolo si aggiungeranno dunque nuovi accertamenti, certamente utili qualora si dovesse arrivare al dibattimento.
Andando per gradi però, il prossimo step sarà l'udienza di inizio dicembre quando si tornerà in Aula per il conferimento dell'incarico; in quella sede il GUP renderà noto il quesito e fornirà le scadenze per il deposito delle risultanze. Con tutta probabilità si potrebbe arrivare alla primavera.
Si allungano dunque i tempi del procedimento giudiziario delicato, chiamato ad accertare le eventuali responsabilità in merito alla tragedia costata la vita al pilota inglese. Quasi un lustro fa il jet M-346 della società Leonardo era precipitato sul versante nord della montagna lecchese, in località Valorga. I due occupanti, negli istanti che avevano preceduto lo schianto, erano riusciti a eiettarsi dall’abitacolo, ma mentre il paracadute del 54enne Goattin, si era impigliato in uno sperone di roccia, salvandogli la vita, per l'ex RAF, precipitato in un crepaccio, non c’era stato nulla da fare e i soccorritori lo avevano recuperato privo di vita.
G.C.
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