Un occhio alla sosta

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Da anni torno su una proposta che a Lecco sembra non trovare spazio: dotare la Polizia Locale di uno (o più) Street Control. L'occasione per riproporla arriva oggi da Milano, dove il sistema utilizzato da Atm compie gli anni, 7 ed è diventato ormai strumento strutturale ed efficace per il controllo della sosta. I numeri milanesi sono importanti. Ma, più ancora dei numeri, interessa il metodo.
Una telecamera montata su un'auto legge le targhe e segnala le (possibili) irregolarità: sosta irregolare, doppie file, auto sui marciapiedi, attraversamenti occupati, spazi riservati, nonché bollo, Rca e revisione. Poi però, ed è questo il punto fondamentale, è sempre l'agente a verificare e confermare la violazione. Non è quindi una macchina che “fa multe”.
L'IDEA di fondo non è tecnologica ma di metodo: liberare ore di lavoro della Polizia Locale da compiti ripetitivi di pattugliamento a vista, per destinarle a ciò che richiede davvero presenza umana: mediazione, sicurezza, prossimità con i cittadini. Perfetto quindi per Lecco Non è fantascienza e non sarebbe neppure una novità italiana. Sistemi di questo tipo son già utilizzati da tempo in diverse città: Milano, Palermo, Roma, Foggia, Sanremo, Firenze, Catania, Alba, Livorno, Bra, Mondovì, Pisa, Arona... Grandi e piccole città, insomma.
Qui a Lecco abbiam telecamere fisse per alcuni controlli, in particolare per gli accessi alla ZTL, e c'è un solo dispositivo, donato ormai 7 anni fa dalla Fondazione Ania alla Questura, per la Polizia Stradale usato per il controllo di bollo e revisione sulla SS36.
Nulla invece finora in dotazione alla Polizia Locale per effettuare in modo sistematico e dinamico i controlli. La domanda, allora, non dovrebbe essere: “Come facciamo a fare più multe?”
Dovrebbe essere: “Come facciamo a controllare meglio il territorio, facendo lavorare meglio anche la nostra Polizia Locale?”
Perché il tema non è punire gli automobilisti. Il tema è evitare che chi rispetta le regole finisca per sentirsi semplicemente quello che “paga sempre”, mentre chi parcheggia in doppia fila, occupa un marciapiede, uno spazio riservato o un attraversamento possa contare sulla difficoltà dei controlli. La tecnologia, quando serve a questo, non sostituisce la Polizia Locale. La aiuta.
Paolo Trezzi
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