PAROLE CHE PARLANO/297
Esuberante e ubertoso
Esistono parole nel nostro vocabolario che abbiamo ormai relegato all’uso letterario e poetico. Forse nessuno di noi si riferirebbe a un campo rigoglioso definendolo ubertoso, almeno non pubblicamente, per non correre il rischio di essere guardato con un sorrisetto di ironica accondiscendenza, come se anche noi fossimo dei polverosi dizionari ottocenteschi.
Questo tuttavia non vale per la parola esuberante che normalmente usiamo per definire, ad esempio, un bambino particolarmente vivace.
Il fatto è che le due parole condividono una radice comune che trova le proprie origini nella terra, nella fecondità e nel nutrimento. Entrambe derivano infatti dal sostantivo latino uber, che significa "poppa, mammella", e per estensione "fecondità, abbondanza".
Nonostante questa matrice biologica e rurale, i due termini hanno intrapreso percorsi semantici differenti: l'uno è rimasto legato alla concretezza della terra, mentre l'altro si è spostato verso la sfera emotiva e comportamentale.
Ubertoso deriva direttamente dall'aggettivo latino ubertosus. Allora, il termine indicava non solo l'organo dell'allattamento negli animali, ma evocava immediatamente l'immagine di una terra ricca, che "allatta" le sue colture con generosità.
In italiano, ubertoso ha mantenuto questa forte impronta letteraria e il suo legame con la terra. Viene utilizzato quasi esclusivamente per descrivere campagne ricche e feconde e vegetazioni lussureggianti.
Diverso è stato il percorso di esuberante (dal latino exuberans). La parola è composta da due elementi: il prefisso ex-, che indica un movimento verso l'esterno, un uscir fuori, e il verbo uberare, ovvero "essere fecondo, produrre in abbondanza".
In origine, nel latino tardo, il verbo exuberare significava letteralmente "essere pieno come una mammella colma di latte" o "sovrabbondare". Quando il termine è entrato nell'italiano moderno, ha progressivamente abbandonato la sfera agricola o biologica per abbracciare quella psicologica e caratteriale.
Oggi, l’esuberante non è soltanto chi trabocca di vitalità, ma chi sprigiona un’energia tanto intensa da oltrepassare i confini dell’ordinario. È una pienezza del temperamento che eccede la misura comune, manifestandosi in entusiasmo, vivacità e, talvolta, impeto.





















