Sul Teatro lo avevo detto. E continuo ad aspettare la Corte dei Conti per il Municipio
Qualcuno in queste ore mi ha chiamato veggente o apprendista stregone in virtù dell'annunciata chiusura del teatro della Società di Lecco.
Ho risposto che nessuna delle due attribuzioni è corrispondente, sono solo uno che legge le carte e che parla con competenza e cognizione di causa.
Da consigliere comunale ho promosso una diffida ufficiale a Sindaco, assessore ai lavori pubblici e dirigenti per l'apertura non conforme del teatro della Società anticipata per motivi elettorali senza badare ai requisiti previsti dal nostro ordinamento.
La diffida l'avevo mandata anche alla Prefettura di Lecco per conoscenza e la risposta del Prefetto sostanzialmente dava ragione alle mie opinioni in merito.
La giunta Gattinoni ha riaperto il teatro portando in eredità un contenzioso con la società Neocos Srl che rivendica alcune centinaia di migliaia di euro , hanno ritenuto arbitrariamente di poter aprire il teatro senza collaudo definitivo e agibilità ( come se ciò che è vietato ai cittadini privati sia consentito alla pubblica amministrazione), hanno esposto la Fondazione Teàrte in una gestione illegittima con rischi anche sul piano finanziario ( che fine faranno adesso i dipendenti di Teàrte trasferiti dal Comune?), non hanno tenuto in minimo conto che la sicurezza degli utenti andava messa al primo posto in un ambiente che potenzialmente era ancora un cantiere, non hanno tenuto in considerazione le sentenze delle Autorità giudiziarie che gli avevo trasmesso sulla illegittimità di questa autorizzazione di apertura poi sfociata in una diffida formale da parte mia, non si sono preoccupati di pensare al teatro come sede unica e indivisibile e hanno proceduto per lotti per motivi di convenienza politica.
Tutto questo l'ho denunciato in commissione e in consiglio comunale praticamente inascoltato.
Non si venga adesso a parlare di cartellone teatrale che viene messo in discussione.
Le cose andavano promosse preventivamente con disciplina, in regola, in sicurezza nei tempi e nelle modalità giuste.
Devo dire che l'abbandono del campo politico da parte mia è avvenuto anche per l'assoluta negligenza del governo targato Gattinoni e l'incapacità di ascoltare consiglieri che volevano solo aprire gli occhi ad assessori miopi e inadeguati al ruolo deputato. Questo ha causato un logoramento della volontà di contribuire ancora nell'alveo istituzionale.
Le battaglie che ho fatto sull' Hub dei bus con tre sentenze perse dal Comune e 14 milioni persi di finanziamento, sul teatro della Società che sta per chiudere fino alla corretta conclusione dei lavori, sul Bione dove anche in questo caso ne vedremo delle belle mi hanno sempre dato ragione, come la vicenda dell'alienazione del sito di Rivabella (Mab) che ha portato nelle casse del Comune ingenti risorse e non come si è voluto fare credere dalla Giunta Gattinoni delle perdite sine die.
Ma quello che sto aspettando con ansia è che la Corte dei Conti si pronunci sull'investimento fatto sull' ex politecnico di via Marco d'Oggiono ritenuto indifferibile per ospitare il nuovo Comune di Lecco, dove senza ombra di smentita esiste un danno all'erario di proporzioni importanti con il decentramento degli uffici in spazi privati e spese strutturali e affitti altissimi a favore dei privati, con consulenze e perizie su siti privati ( ex Deutsche Bank ) costati centinaia di euro nonostante dirigenti e consiglieri avevano segnalato preventivamente l'incongruenza economica di tali operazioni.
Credo che la procura della Corte dei Conti non possa ignorare ciò che è successo e la rinuncia al finanziamento di oltre 7 milioni per il lotto conclusivo dei lavori che avrebbe già dato alla città di Lecco un Municipio nuovo pagato 5.750.000 € dal Comune alla Regione Lombardia è il classico caso di cattiva (cattivissima) amministrazione.
Su questa vicenda pendono ben due esposti fatti da me alla Corte dei Conti e sono interessato a capire come mai non sia ancora arrivata nessuna nota da coloro che devono valutare la correttezza dei procedimenti amministrativi; dove quel che è sicuro e non sindacabile è la presenza di un danno all'erario prodotto, a mio giudizio, da valutazioni assolutamente incongruenti, distorte e arbitrarie della precedente amministrazione.
Intanto il Teatro chiude non già per colpa della nuova amministrazione, ma perché qualche autorità e qualche tecnico ha informato Boscagli e la sua Giunta sui rischi di mantenere aperto quel sito e sulla illegittimità dell'apertura che una persona di buon senso avrebbe dovuto constatare fin dall'inizio.
Ho risposto che nessuna delle due attribuzioni è corrispondente, sono solo uno che legge le carte e che parla con competenza e cognizione di causa.
Da consigliere comunale ho promosso una diffida ufficiale a Sindaco, assessore ai lavori pubblici e dirigenti per l'apertura non conforme del teatro della Società anticipata per motivi elettorali senza badare ai requisiti previsti dal nostro ordinamento.
La diffida l'avevo mandata anche alla Prefettura di Lecco per conoscenza e la risposta del Prefetto sostanzialmente dava ragione alle mie opinioni in merito.
La giunta Gattinoni ha riaperto il teatro portando in eredità un contenzioso con la società Neocos Srl che rivendica alcune centinaia di migliaia di euro , hanno ritenuto arbitrariamente di poter aprire il teatro senza collaudo definitivo e agibilità ( come se ciò che è vietato ai cittadini privati sia consentito alla pubblica amministrazione), hanno esposto la Fondazione Teàrte in una gestione illegittima con rischi anche sul piano finanziario ( che fine faranno adesso i dipendenti di Teàrte trasferiti dal Comune?), non hanno tenuto in minimo conto che la sicurezza degli utenti andava messa al primo posto in un ambiente che potenzialmente era ancora un cantiere, non hanno tenuto in considerazione le sentenze delle Autorità giudiziarie che gli avevo trasmesso sulla illegittimità di questa autorizzazione di apertura poi sfociata in una diffida formale da parte mia, non si sono preoccupati di pensare al teatro come sede unica e indivisibile e hanno proceduto per lotti per motivi di convenienza politica.
Tutto questo l'ho denunciato in commissione e in consiglio comunale praticamente inascoltato.
Non si venga adesso a parlare di cartellone teatrale che viene messo in discussione.
Le cose andavano promosse preventivamente con disciplina, in regola, in sicurezza nei tempi e nelle modalità giuste.
Devo dire che l'abbandono del campo politico da parte mia è avvenuto anche per l'assoluta negligenza del governo targato Gattinoni e l'incapacità di ascoltare consiglieri che volevano solo aprire gli occhi ad assessori miopi e inadeguati al ruolo deputato. Questo ha causato un logoramento della volontà di contribuire ancora nell'alveo istituzionale.
Le battaglie che ho fatto sull' Hub dei bus con tre sentenze perse dal Comune e 14 milioni persi di finanziamento, sul teatro della Società che sta per chiudere fino alla corretta conclusione dei lavori, sul Bione dove anche in questo caso ne vedremo delle belle mi hanno sempre dato ragione, come la vicenda dell'alienazione del sito di Rivabella (Mab) che ha portato nelle casse del Comune ingenti risorse e non come si è voluto fare credere dalla Giunta Gattinoni delle perdite sine die.
Ma quello che sto aspettando con ansia è che la Corte dei Conti si pronunci sull'investimento fatto sull' ex politecnico di via Marco d'Oggiono ritenuto indifferibile per ospitare il nuovo Comune di Lecco, dove senza ombra di smentita esiste un danno all'erario di proporzioni importanti con il decentramento degli uffici in spazi privati e spese strutturali e affitti altissimi a favore dei privati, con consulenze e perizie su siti privati ( ex Deutsche Bank ) costati centinaia di euro nonostante dirigenti e consiglieri avevano segnalato preventivamente l'incongruenza economica di tali operazioni.
Credo che la procura della Corte dei Conti non possa ignorare ciò che è successo e la rinuncia al finanziamento di oltre 7 milioni per il lotto conclusivo dei lavori che avrebbe già dato alla città di Lecco un Municipio nuovo pagato 5.750.000 € dal Comune alla Regione Lombardia è il classico caso di cattiva (cattivissima) amministrazione.
Su questa vicenda pendono ben due esposti fatti da me alla Corte dei Conti e sono interessato a capire come mai non sia ancora arrivata nessuna nota da coloro che devono valutare la correttezza dei procedimenti amministrativi; dove quel che è sicuro e non sindacabile è la presenza di un danno all'erario prodotto, a mio giudizio, da valutazioni assolutamente incongruenti, distorte e arbitrarie della precedente amministrazione.
Intanto il Teatro chiude non già per colpa della nuova amministrazione, ma perché qualche autorità e qualche tecnico ha informato Boscagli e la sua Giunta sui rischi di mantenere aperto quel sito e sulla illegittimità dell'apertura che una persona di buon senso avrebbe dovuto constatare fin dall'inizio.
Corrado Valsecchi, già consigliere comunale di Appello per Lecco e Orizzonte per Lecco





















