Confindustria, energia e politiche industriali: affondo all'Europa
La riunione del Consiglio Generale di Confindustria Lecco e Sondrio, che si è tenuta martedì 15 settembre, dopo l’apertura del Presidente dell’Associazione Marco Campanari è stata arricchita dall’intervento dedicato al complesso scenario geopolitico internazionale di Sergio Giraldo, Energy & Commodity Advisor.
«Desidero in primis ringraziare Sergio Giraldo per la sua presenza. Analista indipendente ed esperto di mercati energetici e di politiche industriali, il nostro ospite affronterà oggi questioni di rilevanza strategica per il sistema industriale e per il Paese» ha detto il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Marco Campanari, nel suo intervento di apertura.

«Il tema dell'energia - ha proseguito Marco Campanari - offre lo spunto per una riflessione su come l’Unione Europea abbia avuto la capacità di auto-imporsi molte complicazioni: vale la pena parlarne, anche se non possono essere tutte affrontate in una serata. Cominciamo col dire che si è fatto in modo che il gas diventasse costosissimo: la guerra è un elemento che ha indiscutibilmente influenzato queste dinamiche, ma non dimentichiamo che, a fronte della decisione di non usare più i gasdotti per non comprare più gas russo, contemporaneamente diversi paesi europei hanno continuato a comprarne moltissimo, in quel caso sotto forma di GNL, di fatto sempre dalla Russia. La conseguenza è che abbiamo reso l'Europa intera strutturalmente più dipendente dal GNL; inoltre, si è puntato sul concetto dei prezzi spot, invece di puntare sui contratti a lungo termine, e questo di certo non è un metodo che aiuta la situazione a stabilizzarsi. Il mainstream ha portato paesi come la Germania a mettere costantemente in discussione i propri metodi di produzione energetica, fino a decidere di chiudere prima il nucleare, poi il carbone. Tutti, in Europa, sono stati incentivati a installare pannelli fotovoltaici e ad introdurre l’eolico, importando però la maggior parte dei componenti dalla Cina: di fatto, un trasferimento verso la manifattura cinese. Un discorso simile vale per l'elettrificazione dei consumi energetici nei trasporti, e lo abbiamo detto tante volte: ha finito per avvantaggiare lo sviluppo dell'auto elettrica cinese a scapito dell'industria automobilistica europea».
«Per fortuna - ha concluso il Presidente Campanari - i nostri territori tengono, cercano di avere la capacità di resistere, di guardare avanti, di andare avanti. Ma è necessario essere cauti anche nelle richieste che a volte facciamo: quanto più continuiamo ad auspicare una politica industriale europea, tanto più compiamo l'errore di non renderci conto che rischiamo di scontrarci con l'imposizione, tramite direttive e regole, di politiche nefaste e controproducenti. Ricordo che la politica industriale europea che ha impegnato le ultime due Commissioni europee... è il Green Deal, che ha prodotto i giganteschi danni oggi sotto gli occhi di tutti, per la filiera dell'automotive e per tanti altri importanti settori dell'industria di base di cui siamo andati a minare non solo la sopravvivenza ma perfino l'esistenza».

Sergio Giraldo, Energy & Commodity Advisor, ha proposto un’analisi molto ampia sugli scenari mondiali con le dinamiche che impattano sull’intero sistema economico. «È in atto un cambiamento molto rapido - ha evidenziato - con eventi che nessuno avrebbe immaginato; è quindi importante dare un senso a tutte queste variabili, capendo quali siano le implicazioni per noi e per le nostre aziende, nella realtà».
«Possiamo dire che la globalizzazione come l'abbiamo conosciuta finora è finita - ha proseguito Sergio Giraldo - si tratta di un'idea condivisa ormai da molti osservatori. Gli Stati Uniti e la Cina stanno perseguendo una politica di potenza, anche economica. La Cina spinge il proprio export sui mercati mondiali con la sua potenza commerciale; gli Stati Uniti rispondono cercando l'indipendenza energetica, con una risposta di potenza altrettanto decisa, per separarsi il più possibile dalla Cina. Per la Cina ciò che conta è conquistare mercati, anche in perdita dal punto di vista strettamente economico, e il settore automobilistico ne è l'esempio più chiaro, con un conseguente eccesso di produzione che ha inondato i mercati mondiali di auto cinesi a basso costo. Questo è un fatto storico con cui dobbiamo confrontarci».
Proseguendo con il suo intervento e dopo una valutazione dettagliata delle dinamiche in atto, Sergio Giraldo ha portato lo sguardo sull'Europa: «L'Unione Europea - ha detto Giraldo - è arretrata rispetto a ciò che accade nel mondo e intorno a noi, e questo limita la sua capacità di influire sugli eventi. Anche le sue posizioni in politica industriale sono il risultato di negoziati tra Paesi e interessi diversi, che non portano necessariamente alla soluzione migliore. Anzi, spesso ne risulta una soluzione mediana, lontana dalle esigenze delle imprese».

I prezzi dell’energia, con i meccanismi che regolano il mercato e determinano sia disponibilità sia costi di gas ed energia elettrica, sono stati oggetto di un’analisi approfondita ed esaustiva, particolarmente interessante per le imprese che, con queste questioni, sono chiamate ogni giorno a confrontarsi.
L’incontro è stato ospitato nella centrale idroelettrica di Corenno Plinio, il centenario impianto che recentemente è stato impreziosito e valorizzato grazie ad un innovativo progetto di illuminazione architetturale.
«Desidero in primis ringraziare Sergio Giraldo per la sua presenza. Analista indipendente ed esperto di mercati energetici e di politiche industriali, il nostro ospite affronterà oggi questioni di rilevanza strategica per il sistema industriale e per il Paese» ha detto il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Marco Campanari, nel suo intervento di apertura.

«Il tema dell'energia - ha proseguito Marco Campanari - offre lo spunto per una riflessione su come l’Unione Europea abbia avuto la capacità di auto-imporsi molte complicazioni: vale la pena parlarne, anche se non possono essere tutte affrontate in una serata. Cominciamo col dire che si è fatto in modo che il gas diventasse costosissimo: la guerra è un elemento che ha indiscutibilmente influenzato queste dinamiche, ma non dimentichiamo che, a fronte della decisione di non usare più i gasdotti per non comprare più gas russo, contemporaneamente diversi paesi europei hanno continuato a comprarne moltissimo, in quel caso sotto forma di GNL, di fatto sempre dalla Russia. La conseguenza è che abbiamo reso l'Europa intera strutturalmente più dipendente dal GNL; inoltre, si è puntato sul concetto dei prezzi spot, invece di puntare sui contratti a lungo termine, e questo di certo non è un metodo che aiuta la situazione a stabilizzarsi. Il mainstream ha portato paesi come la Germania a mettere costantemente in discussione i propri metodi di produzione energetica, fino a decidere di chiudere prima il nucleare, poi il carbone. Tutti, in Europa, sono stati incentivati a installare pannelli fotovoltaici e ad introdurre l’eolico, importando però la maggior parte dei componenti dalla Cina: di fatto, un trasferimento verso la manifattura cinese. Un discorso simile vale per l'elettrificazione dei consumi energetici nei trasporti, e lo abbiamo detto tante volte: ha finito per avvantaggiare lo sviluppo dell'auto elettrica cinese a scapito dell'industria automobilistica europea».
«Per fortuna - ha concluso il Presidente Campanari - i nostri territori tengono, cercano di avere la capacità di resistere, di guardare avanti, di andare avanti. Ma è necessario essere cauti anche nelle richieste che a volte facciamo: quanto più continuiamo ad auspicare una politica industriale europea, tanto più compiamo l'errore di non renderci conto che rischiamo di scontrarci con l'imposizione, tramite direttive e regole, di politiche nefaste e controproducenti. Ricordo che la politica industriale europea che ha impegnato le ultime due Commissioni europee... è il Green Deal, che ha prodotto i giganteschi danni oggi sotto gli occhi di tutti, per la filiera dell'automotive e per tanti altri importanti settori dell'industria di base di cui siamo andati a minare non solo la sopravvivenza ma perfino l'esistenza».

Sergio Giraldo, Energy & Commodity Advisor, ha proposto un’analisi molto ampia sugli scenari mondiali con le dinamiche che impattano sull’intero sistema economico. «È in atto un cambiamento molto rapido - ha evidenziato - con eventi che nessuno avrebbe immaginato; è quindi importante dare un senso a tutte queste variabili, capendo quali siano le implicazioni per noi e per le nostre aziende, nella realtà».
«Possiamo dire che la globalizzazione come l'abbiamo conosciuta finora è finita - ha proseguito Sergio Giraldo - si tratta di un'idea condivisa ormai da molti osservatori. Gli Stati Uniti e la Cina stanno perseguendo una politica di potenza, anche economica. La Cina spinge il proprio export sui mercati mondiali con la sua potenza commerciale; gli Stati Uniti rispondono cercando l'indipendenza energetica, con una risposta di potenza altrettanto decisa, per separarsi il più possibile dalla Cina. Per la Cina ciò che conta è conquistare mercati, anche in perdita dal punto di vista strettamente economico, e il settore automobilistico ne è l'esempio più chiaro, con un conseguente eccesso di produzione che ha inondato i mercati mondiali di auto cinesi a basso costo. Questo è un fatto storico con cui dobbiamo confrontarci».
Proseguendo con il suo intervento e dopo una valutazione dettagliata delle dinamiche in atto, Sergio Giraldo ha portato lo sguardo sull'Europa: «L'Unione Europea - ha detto Giraldo - è arretrata rispetto a ciò che accade nel mondo e intorno a noi, e questo limita la sua capacità di influire sugli eventi. Anche le sue posizioni in politica industriale sono il risultato di negoziati tra Paesi e interessi diversi, che non portano necessariamente alla soluzione migliore. Anzi, spesso ne risulta una soluzione mediana, lontana dalle esigenze delle imprese».

I prezzi dell’energia, con i meccanismi che regolano il mercato e determinano sia disponibilità sia costi di gas ed energia elettrica, sono stati oggetto di un’analisi approfondita ed esaustiva, particolarmente interessante per le imprese che, con queste questioni, sono chiamate ogni giorno a confrontarsi.
L’incontro è stato ospitato nella centrale idroelettrica di Corenno Plinio, il centenario impianto che recentemente è stato impreziosito e valorizzato grazie ad un innovativo progetto di illuminazione architetturale.





















